Il benvenuto al prefetto Pizzi di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale: “Gli porteremo le nostre proposte sulla sicurezza”

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7 gennaio 2015

Angelo Bertoglio*

PESARO – A nome di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale voglio dare il benvenuto al nuovo Prefetto di Pesaro Luigi Pizzi che nel suo saluto alla nostra provincia si è espresso in modo chiaro, forte e senza ambiguità.

Dal sostenere e consentire alle aziende l’accesso al credito bancario, al controllo e prevenzione del territorio per garantire la sicurezza dei cittadini, fino ad arrivare l’impegno sulla sicurezza stradale che purtroppo nel nostro territorio segna una percentuale molto alta di investimenti.

Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale nei prossimi giorni chiederà un incontro al nuovo Prefetto per riprendere quel rapporto iniziato qualche mese fa con l’ex Prefetto Visconti sui problemi della sicurezza e porteremo al Prefetto Pizzi i documenti con le nostre proposte e le nostre segnalazioni già consegnati nei mesi scorsi.

Siamo fermamente convinti che non servono polemiche e slogan elettorali per guadagnare visibilità mediatica, ma servono fatti concreti e unità politica e istituzionale per dare risposte agli Italiani che sempre più rimangono schifati dalla politica e lontani dalla partecipazione democratica.

Per ripartire è necessario lanciare una sfida nuova, voltare pagina e liberare tutte le energie disponibili, talvolta sommerse, talaltra volutamente soffocate.

Serve rivoluzionare l’Italia, cambiare una classe politica non per selezione anagrafica, perché si rischia di perdere forze preziose e minare quel patto tra generazioni su cui si deve fondare un progetto comunitario, ma per merito, laboriosità, passione civica, competenza.

Occorre mandare in pensione chi ha fallito, non chi è anziano, chi ha imbrogliato, ha avuto l’opportunità di risolvere i problemi e non l’ha saputo fare. Non vogliamo sfasciare, vogliamo rigenerare un’Italia all’altezza delle criticità del nostro tempo.

Pretendiamo che la politica torni a essere impegno civico, passione per le idee e la loro affermazione, volontà di costruire un modello sociale compatibile con i valori per cui ci si batte. Cerchiamo il confronto, ma non nascondiamo le differenze in ossequio ad un relativismo etico che annulla le identità. Vigiliamo perché l’impegno nella cosa pubblica non sia mai più veicolo per il raggiungimento di ambizioni personali.

Una rivoluzione che metta lo Stato al servizio della persona per liberare energie, far emergere le volontà e investire sul talento, per abbattere le mura di quei privilegi che la prima Repubblica ha stratificato e la seconda non ha saputo scalfire. L’Italia che abbiamo ereditato è una nazione bloccata, destinata alla senilità precoce, dove merito e capacità faticano a imporsi e l’impegno raramente è premiato.

Gli scandali hanno travolto politici, amministratori e dipendenti dello Stato. Una situazione che pone l’Italia agli ultimi posti nelle classifiche internazionali sulla corruzione.

Questo fenomeno comporta costi stimati in 60 miliardi l’anno ai quali si aggiungono i costi indiretti, i ritardi nelle pratiche amministrative, il cattivo funzionamento della macchina pubblica, la mala-gestione delle risorse, la perdita di competitività e il freno alla crescita.

La cattiva politica non è fatta solo d’illegalità e ruberie, ma anche di scelte miopi che fanno ricadere sulle nuove generazioni il costo dei generosi benefici elargiti in cerca del consenso immediato. Come nel caso delle baby pensioni, pagate oggi da giovani che non ne avranno mai una propria o quello che ha progressivamente ridotto investimenti e infrastrutture per gonfiare la spesa corrente e il sistema clientelare.

Non è più tempo di furbizie, non ripeteremo le vergogne della prima Repubblica, non metteremo la testa sotto la sabbia come la seconda.

L’obiettivo non negoziabile è lasciare ai nostri figli una terra migliore di quella in cui viviamo.

*Portavoce Provinciale FdI-AN Pesaro e Urbino

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