San Lorenzo, Teatro Tiberini: sarà una stagione teatrale di qualità

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8 gennaio 2015

SAN LORENZO IN CAMPO – Scatterà giovedì 22 gennaio al teatro “Mario Tiberini” la nuova stagione di prosa della Rete Teatrale della provincia di Pesaro e Urbino, nata dall’impegno condiviso di Provincia, Regione, Comuni e Amat.

Due i filoni tematici. Per “Il Teatro e la sua Storia” andranno in scena Mandragola di Niccolò Macchiavelli, per la regia di Jurij Ferrini; e Sulle tracce della commedia di e con Eugenio Allegri. Per “Teatro e SocietàFiglie dell’epoca. Storia di (alcune) donne della grande guerra, un progetto di e con Roberta Biagiarelli; e La semplicità ingannata di e con Marta Cuscunà.

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Anche per i bambini un appuntamento da non perdere. Andar per fiabe, la rinomata rassegna teatrale per bambini e famiglie che ospita tra le più belle produzioni italiane di teatro per l’infanzia, farà tappa al Tiberini domenica 15 marzo. In scena il bravissimo Daniele Debernardi con l’immortale favola di Pinocchio di Collodi.

Tante, inoltre, le proposte collaterali: progetto Scuola di Platea, incontri con registi, compagnie, personaggi della cultura e società civile, mostre di One Day Art Exhibition (fotografie di Letizia Morini, maschere della Commedia di Andrea Cavarra e disegni sulla Resistenza degli studenti di Fano), esposizioni di manufatti a cura di Confartigianato. Riproposti anche gli aperitivi a Km 0 e degustazioni grazie a Confartigianato, Associazione Stramonio, aziende e ristoratori.

Siamo riusciti – spiega il sindaco Davide Dellonti – a proporre una stagione teatrale di assoluta qualità, con commedie e spettacoli molto interessanti, portati in scena da attori molto bravi.  Si passa da proposte di teatro civile a celebri autori teatrali: quattro spettacoli che siamo convinti riscoteranno il successo che meritano.

Grazie al progetto Scuola di Platea sarà possibile incontrare registi e compagnie e quindi conoscerli da vicino: un’occasione assolutamente da non perdere.

In programma anche uno spettacolo per bambini che abbiamo voluto fortemente per avvicinare i più piccoli al teatro.

Invito i laurentini e non solo a partecipare a queste serate che prevedono anche degustazioni di prodotti tipici, esposizioni di manufatti, mostre d’arte. Per chi viene da fuori sarà anche l’occasione per visitare il nostro teatro, un autentico gioiello che lascia incantati”.

Il sipario al Tiberini si alzerà giovedì 22 gennaio alle 21.15 con Mandragola di Niccolò Machiavelli. Una coproduzione Progetto U.R.T. – La Corte Ospitale, in collaborazione con XLVII Festival Teatrale di Borgio Verezzi. La regia è di Jurij Ferrini.

Ispirata da un motivo erotico-cortese – d’ascendenza medievale e di sapore decameroniano,– la straordinaria Mandragola di Niccolò Machiavelli – spiega Ferrini – non è solo una perfetta macchina comica, ma anche una meravigliosa allegoria sulla “corruzione della logica politica”: che scambia i vizi della vita pubblica con quelli della vita privata, allargando il suo orizzonte critico anche al clero. Non si ricorda spesso, che quest’opera è stata messa all’indice dalla chiesa cattolica per più di 400 anni (fino ai primi anni ’50!) e che in quasi cinque secoli di storia non solo non ha perso mordente sull’attualità, ma al contrario è stata in qualche modo una lucidissima premonizione sui nostri tempi, rivelando la nostra stessa identità di popolo e le radici profonde di un malcostume – ahimé – tutto italiano. La bellissima lingua musicale, armonica, piena di latinismi e francesismi, con echi dell’accento toscano odierno è assolutamente comprensibile quando viene parlata e quindi ascoltata. E’ invece un testo infernale da leggere! Meglio goderselo a teatro…

Per il Progetto Scuola di Platea, è in programma l’incontro con La Compagnia Urt nella sala dell’oratorio l’Aquilone alle ore 18.30, in collaborazione con il Liceo Scientifico “G.Torelli”, sede di Pergola.

La stagione proseguirà giovedì 5 febbraio alle 21.15. Per il centenario della grande guerra, il teatro Tiberini ospiterà Figlie dell’epoca. Storie di (alcune) donne nella grande guerra, un progetto di e con Roberta Biagiarelli.

““Il novecento si apre e si chiude a Sarajevo”. Frase consumata, ma efficace per creare un ponte tra l’inizio della prima “grande guerra” e le macerie dell’ultima guerra in terra d’Europa, quell’inferno – welcome to hell – che è stato il conflitto tra gli stati dell’ex-Jugoslavia. Ecco, io quel conflitto – scrive Roberta Biagiarelli – l’ho attraversato e lo conosco a fondo. Sono più di quindici anni che ne parlo attraverso le parole di un altro spettacolo e lo abito nelle sue conseguenze come artista ed essere umano nei miei viaggi, progetti ed azioni concrete nei confronti della Bosnia-Herzegovina, ed in particolare delle sue donne. Il conflitto della prima guerra mondiale invece no, lo conoscevo poco, era ancora storia di libri, di scuola, di film. Poi c’è questo Centenario (1915- 2015) che arriva, quella frase consumata che mi rimbomba nelle orecchie ed ecco che mi metto a cercare dove sono io rispetto ad un evento che ha segnato così profondamente la storia e il territorio europeo. E scopro che io vedo quel conflitto con gli occhi delle donne, che quando cerco, cerco un catalogo di voci, corpi, persone che non sono partite per il fronte – cose da uomini – ma che sono ugualmente andate in guerra come crocerossine, operaie, braccianti, ma anche come intellettuali, pensatrici, pacifiste e antimilitariste. E scopro che 1.136 di loro hanno fatto del pacifismo in tempo di guerra, un evento che trascende ogni mia immaginazione: l’auto convocazione il 28 aprile 1915 all’Aja del Congresso internazionale femminile per discutere del ruolo delle donne per la diffusione di una cultura di pace. Attraversando i confini di un continente in guerra, donne di tutta Europa e dall’America si sono radunate per parlare di pace (nota bene: dalle 1.136 che si sono autoconvocate il numero è poi salito a più di 2.000!). E allora io, mi metto a confronto con quelle donne e tento la strada di un dialogo, di una rappresentazione, di una memoria; mi metto dentro le loro storie, aggiungo le mie di questi anni di Bosnia, di artista, di donna e traccio una linea immaginaria tra loro e me. Divento un ponte tra le donne di ieri e le donne di oggi. Creo un cosmo popolato da donne con biografie esemplari dentro al flusso della Storia. Uno spettacolo di genere, per fare emergere un protagonismo al femminile della prima guerra mondiale e vedere, di nuovo, cosa resta oggi”.

Per il Progetto Scuola di Platea, alle 18.30 all’oratorio l’Aquilone l’incontro con Roberta Biagiarelli, in collaborazione con il Liceo Scientifico Torelli, sede di Pergola.

Mercoledì 4 marzo alle 21.15, sarà la volta dello spettacolo La semplicità ingannata, liberamente ispirato alle opere letterarie di Arcangela Tarabotti e alla vicenda delle Clarisse di Udine, di e con Marta Cuscunà.

Poco si sa di alcuni importanti tentativi di emancipazione femminile avvenuti in Italia già nel Cinquecento, immediatamente soffocati e dimenticati.

Nel Cinquecento avere una figlia femmina era un problema piuttosto grosso: agli occhi del padre era una parte del patrimonio economico che andava in fumo al momento del matrimonio. Avere una figlia femmina, equivaleva ad una perdita economica. Certamente una figlia bella e sana era economicamente vantaggiosa perché poteva essere accasata con una dote modesta, mentre una figlia meno appetibile o con qualche difetto fisico prevedeva esborsi assai più salati. Purtroppo però, in tempi di crisi economica, il mercato matrimoniale subì un crollo generalizzato e alla continua inflazione delle doti si dovette porre rimedio trovando una soluzione alternativa per sistemare le figlie in sovrannumero: la monacazione forzata.

Le monache del Santa Chiara di Udine attuarono una forma di resistenza davvero unica nel suo genere. Queste donne trasformarono il convento udinese in uno spazio di contestazione, di libertà di pensiero, di dissacrazione dei dogmi religiosi e della cultura maschile con un fervore culturale impensabile per l’universo femminile dell’epoca. Ovviamente l’Inquisizione cercò con forza di ristabilire un ferreo controllo sul convento e su quella comunità femminile, ma le Clarisse riuscirono a resistere per anni facendosi beffe del potere maschile e creando, dentro il convento di Santa Chiara di Udine, un’alternativa sorprendente per una società in cui le donne erano escluse da ogni aspetto politico, economico e sociale della vita.

Per il Progetto Scuola di Platea, all’oratorio l’Aquilone, alle 18.30, l’incontro con Marta Cuscunà, in collaborazione con il Liceo Scientifico Torelli, sede di Pergola.

Dalle 20.15, nel foyer del teatro, Aperitivo Mimosa: degustazione gratuita dedicata alle donne, a cura dell’Associazione Stramonio di Pesaro.

Si proseguirà martedì 17 marzo alle 21.15 con Sulle tracce della commedia, di e con Eugenio Allegri.

La Commedia dell’Arte è al centro dello spettacolo messo in scena dallo straordinario Eugenio Allegri. Durante lo spettacolo il pubblico verrà immerso in un excursus storico drammatizzato sulle origini e sullo sviluppo del teatro comico, inframmezzato da testi, scene, parti improvvisate e lazzi in maschera in omaggio al teatro e alla letteratura di Folengo, Ruzante, Andreini, Biancolelli e altri ancora, con parti improvvisate e, per finire, con brani dal “Mistero Buffo” di Dario Fo.

Eugenio Allegri è un attore torinese ed è conosciuto dal pubblico per essere stato l’interprete di Novecento di Alessandro Baricco ed ha lavorato coi più grandi registi teatrali (Dario Fo, Memè Perlini, Jaques Lecoq, Leo De Berardinis, Gabriele Vacis, Giorgio Gallione). Ha incontrato e lavorato con gruppi e musicisti quali Area, Banda Osiris,Gaetano Liguori, Stefano Bollani e tanti altri.

La Commedia dell’Arte, o cosiddetta Commedia all’italiana – spiega Allegri – pone le sue origini nella stagione più bella dell’arte nazionale, quella del Rinascimento. Non c’è Corte prestigiosa che, oltre ad annoverare palazzi o cortili o gallerie o teatri progettati da grandi architetti e affrescati da maestri dell’epoca, non contempli tra i suoi doveri quello del mantenimento e della protezione di una compagnia di Commedia dell’Arte. L’arte degli attori italiani del ‘500 e del secolo successivo non è seconda a quella dei grandi poeti come il Tasso, il Machiavelli, l’Ariosto e le sale teatrali si riempiono di spettatori ammirati. Eppure la commedia, nella sua semplice forma, arriva dalla piazza, dal popolo, dalle feste che, nei paesi come nelle città, fanno incontrare brigate e maschere giocose, come già accadeva nel Medioevo. Ebbene, è questo il segreto della forza della Commedia dell’Arte: essere straordinaria sintesi dell’arte popolare che sa usare la poesia colta. Fare ridere e sorridere il pubblico, con un duello, un’acrobazia, una danza e raccontare storie d’amore, di potere, d’intrigo e di conquista è un dovere: perché così si fa del teatro una giocosa festa civile”.

Per il Progetto Scuola di Platea incontro con Eugenio Allegri al teatro Tiberini alle 18.30, in collaborazione con il Liceo Scientifico Torelli, sede di Pergola.

Domenica 15 marzo alle 17, l’appuntamento con Andar per fiabe, la rinomata rassegna teatrale per bambini e famiglie

Il Teatrino dell’Erba Matta di Savona presenta Pinocchio da Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, di e con Daniele Debernardi.

Un altro magico spettacolo a firma del Teatrino dell’Erba Matta di Savona che porta in scena uno dei più celebri e importanti racconti dell’Ottocento: Le avventure di Pinocchio, di Carlo Collodi. Tutto inizia con un pezzo di legno che grazie alla maestria di un falegname, Geppetto, diventa un burattino capace di muoversi, pensare, agire.

La storia porterà questo burattino parlante a un susseguirsi di incontri (il grillo parlante, la fata turchina, mangiafuoco, Lucignolo) e di scontri (i carabinieri, il gatto e la volpe, l’omino di burro, il domatore)….

Alcuni personaggi sono interpretati con l’utilizzo di maschere realizzate dal maestro Cesare Guidotti, altri sono pupazzi costruiti con diverse tecniche tra cui il legno e il lattice.

Altra tecnica presente nello spettacolo è quella del teatro delle ombre che permette di rinchiudere parte della storia in una cornice magica e surreale.

E dalle ore 16.00 vi aspettano in teatro:

tante divertenti ed emozionanti Storie… ad alta voce a cura dei lettori volontari di Nati per leggere, progetto provinciale di promozione alla lettura

la mostra Disegni da favola: Pinocchio a cura del Liceo artistico “F. Mengaroni” di Pesaro

PUK le a mostra Mani pensanti con straordinari manufatti dei nostri artigiani, a cura di Confartigianato.

I BIGLIETTI POTRANNO ESSERE ACQUISTATI:

 in prevendita (con maggiorazione di € 1.00):

biglietteria Input, v. Rossini 41, Pesaro tel. 0721 1836768, orario: dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00

biglietteria Teatro Rossini, P.zza Lazzarini1, Pesaro tel. 0721 387621, orario: da mercoledì a sabato dalle 17.00 alle 19.30

biglietteria Teatro della Fortuna, P.zza XX Settembre 1, Fano, tel. 0721 800750, orario: da mercoledì a sabato dalle 17.30 alle 19.30, mercoledì e sabato anche 10.30-12.30

 il giorno stesso degli spettacoli: biglietteria Teatro Tiberini, dalle ore 17.00


VENDITA ON LINE:
Una parte dei posti disponibili viene messa in vendita on-line.
L’acquisto si può effettuare visitando il sito:
 www.vivaticket.it. L’acquisto on-line e la prevendita comportano un aggravio del costo del biglietto in favore del gestore del servizio.

INFO: Rete Teatrale della provincia di Pesaro e Urbino, via Mazzolari 4, Pesaro, tel. 0721 3592515, cell. 366 6305500. www.amat.marche.it, reteteatripu@amat.marche.it, www.cultura.pesarourbino.it

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