M5S: “Provincia, quel pasticciaccio brutto di via Gramsci: e i servizi che fine faranno?”

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9 gennaio 2015

Consiglieri del Movimento 5 Stelle di Pesaro, Fano, Vallefoglia, Tavullia, San Costanzo e Saltara

 

PESARO – Da sempre il m5s chiede una profonda ristrutturazione degli enti locali, che negli ultimi decenni con la gestione politica-partitica sono state teatro e luogo di spartizione di potere. Questa per il M5S prevede, tra gli altri interventi, l’abolizione delle province, considerate una sovrastruttura che può essere superata, ridistribuendo i servizi indispensabili per i cittadini, tra gli altri enti, comuni e regioni.

Oggi invece assistiamo a ben altro: da un lato la riforma Del Rio ha fatto diventare la provincia un ente di secondo livello, non abolendola, ma facendo perdere ai cittadini l’unica possibilità di scelta e di opinione, il voto, dall’altro la legge di stabilità, ha tagliato i servizi. E’ allarmante la confusione su chi avrà e garantirà le competenze e i servizi indispensabili e fondamentali al territorio, che invece di essere riformati e messi in funzione vengono sballottati da un ente all’altro senza per altro avere garanzia di copertura economica. Si perché se da un lato i dipendenti pubblici si vedono presi in mezzo ai soliti giochi politici tra stato-regioni e enti locali, dall’altro i cittadini si vedono allontanare la possibilità che i servizi di competenza delle province non vengano ancora una volta gestiti e garantiti come dovrebbero. Ci si chiede quindi chi si occuperà dei servizi per le scuole, le strade, il territorio visto che la legge non riforma ma taglia i fondi senza trovare soluzioni adeguate. Le indicazioni sono poco chiare e nessuno sembra voler rimanere con il cerino in mano. Il rischio, a nostro parere ormai purtroppo certezza, e’ che il piano sia molto più ampio e si voglia arrivare ad una ulteriore privatizzazione dei servizi pubblici con costi sempre maggiori per la comunita’.
In questa agghiacciante situazione tutta la solidarietà va a chi, dipendente delle provincia, vede minacciato il proprio futuro e si trova nell’impossibilità di prendere parte a una riorganizzazione di quanto di buono c’è in questo paese. Un ennesimo “pasticciaccio”!
Il nostro intento è che questa esperienza concorra a far aprire gli occhi ai cittadini sugli obiettivi politici perseguiti da quest’ultimo governo in particolare: non abbassiamo la guardia, non facciamoci ingannare da facili slogan fatti in momenti di facile propaganda elettorale, analizziamo bene la situazione e cominciamo a prendere coscienza che, pur dovendo eliminare gli sprechi, dobbiamo difendere i servizi e lottare affinché essi rimangano pubblici, non lasciamoci confondere le idee, ma impariamo a distinguere una riforma ben fatta dall’ennesimo taglio di servizi e beni pubblici che l’Europa ci impone!

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