Je Suis Charlie! Martedì sit-in a Fano del Circolo Arci. Fdi-An: “Ci hanno dichiarato guerra, dobbiamo rendercene conto”

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11 gennaio 2015

JE SUIS CHARLIE! FANO, MARTEDI’ 13 GENNAIO ORE 18.30 SIT-IN DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO FRANCESE

Condanniamo il feroce attacco terroristico al giornale satirico parigino Charlie Hebdo – scrive in una nota il Circolo ARCI “Artigiana”  Fano – che ha portato all’uccisione di dodici persone e al ferimento grave di altre otto, così come gli atti terroristici successivi che hanno ferito la Francia e il popolo francese. Con una violenza inaudita si è voluta colpire la libertà di espressione e di stampa. Tra le vittime compaiono celebri vignettisti e intellettuali noti a livello mondiale. Una perdita per tutto il mondo della cultura e del giornalismo. Diciamo NO alla follia omicida che ha mosso i terroristi, che rappresenta un pericolo per la civile convivenza umana, per la pace, per la democrazia. Diciamo NO alla xenofobia e al razzismo, che non fanno altro che alimentare un clima di intolleranza diffusa i cui frutti sono sempre drammatici. Ci uniamo al dolore e all’indignazione espressa dal mondo dell’informazione democratica e invitiamo la cittadinanza fanese a un sit-in per ricordare le vittime degli attentati e per testimoniare civilmente il nostro rifiuto della violenza, dell’odio, del fanatismo, del razzismo, della paura.
Appuntamento MARTEDI’ 13 GENNAIO alle ore 18.45 presso i GIARDINI AMIANI (Corso Matteotti) con un unico striscione: JE SUIS CHARLIE HEBDO! Invitiamo tutti i partecipanti ad avere un abito scuro e una matita/penna. Per info su organizzazione e modalità di partecipazione e adesione: 3339242254.

PER UN’ITALIA SICURA CONTRO OGNI TERRORISMO

Il ministro Alfano ha parlato di controlli nelle moschee e ha parlato di rischi di infiltrazioni attraverso i flussi migratori. Non sono quindi frutto di nostre nostre fantasie e di paturnie – spiega Angelo Bertoglio, portavoce provinciale FdI-AN Pesaro Urbino -. Il rischio di andare a recuperare gli immigrati appena escono dalle acque libiche, di non fermarli e di farli arrivare in Italia senza nemmeno controllare se tra loro c’è chi viene qui per far del male.

Negare che il pericolo terrorismo nasce dalla ideologia islamica è negare le parole della scrittrice Ayaan Hirsi All, la ragazza somala che da anni vive sotto scorta, che dice che per il Corano la verità va portata sulle punte delle baionette.

Loro ci hanno dichiarato guerra, non rendersene conto, non volerla combattere oggi e ogni giorno e confidare nel cosi detto e quasi inesistente Islam moderato vuol dire avere rinunciato a vincere e quindi avere già perso.

Ma purtroppo, la paura di larga parte della sinistra non è il pericolo dell’oltranzismo islamico ma il pericolo che chi non è d’accordo con loro, cioè la destra, sia avvantaggiata da questa posizione.

In questi ultimi giorni sono rimasto sorpreso almeno in un paio di occasioni grazie ad una certa sinistra.

La prima qualche giorno fa durante alla mobilitazione promossa dalla Fnsi a Piazza Farnese tanti manifestanti invece di esprimere solidarietà al popolo francese e quindi schierarsi apertamente contro chi attacca l’occidente, sottolineavano che dobbiamo ascoltare l’Islam moderato quasi che fosse una manifestazione più a favore dell’Islam moderato che contro l’Islam non moderato.

La seconda con il comunicato locale della sinistra che parlava di strage fascista,niente di più lontano dalla verità obiettiva.

L’Europa,l’Occidente e una certa sinistra,devono capire che quello che è accaduto a Parigi è un po’ una dichiarazione di guerra e dobbiamo reagire compatti, perché per tanti anni abbiamo sottovalutato il rischio legato al fondamentalismo islamico.

Lo abbiamo sottovalutato nel rapporto con la difesa della nostra cultura e della nostra identità quando abbiamo consentito che un male inteso concetto di ‘rispetto verso l’altro’ ci portasse a rimuovere tutti i simboli della nostra tradizione.

Lo abbiamo sottovalutato quando abbiamo fatto scelte di politica estera che hanno finito per peggiorare la situazione geopolitica internazionale.

E per quanto riguarda l’Italia sbagliamo anche nelle politiche legate ai flussi migratori: quando non si è in grado di controllarli si rischia maggiore insicurezza.A questo si aggiungono politiche di sicurezza sbagliate.

Fino a qualche giorno fa, si diceva che il Governo Renzi stesse lavorando per rimuovere dalle strade 1200 militari, che sono oggi impegnati nelle nostre città e subito dopo il grave episodio, ho sentito dire al ministro Alfano che, sulla base di quello che è accaduto a Parigi, questi militari non verranno rimossi dalle nostre strade.

Ma non penso si debba aspettare che ci siano dei morti per capire che abbiamo un problema. E sottovalutarlo rischia di portarci ad essere sempre più deboli,in Europa,in Italia a Fano.

 

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