Partita Iva, il Governo taglia la soglia dei minimi: il sindacato giornalisti corre ai ripari con un tariffario agevolato

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12 gennaio 2015

Il Sigim comunica:

“La decisione del governo di modificare nel 2015 il regime Iva di vantaggio (cosiddetto dei contribuenti minimi), introducendo un nuovo regime forfetario con soglia di 15.000 euro di ricavi ragguagliati su base annua (dai 30.000 euro annui precedenti), colpisce duramente anche i giornalisti lavoratori autonomi che ora, fatte salve le eccezioni di legge, potrebbero pagare la propria capacità di stare sul mercato con l’obbligo di transitare alla partita Iva ordinaria, seppur in regime semplificato, con superiori pesanti costi di gestione.

In attesa che il premier Renzi voglia onorare la promessa di maggior accessibilità dei giovani professionisti ai regimi agevolati, il Sigim è corso ai ripari e in accordo con lo Studio commerciale Giacobelli, partner Sigim in Convenzione, per agevolare concretamente i lavoratori autonomi iscritti al sindacato ha riformato il proprio tariffario agevolato con le seguenti misure in vigore per tutto il 2015:

– offerta specifica per aderenti al nuovo regime forfetario, con gratuità delle partite Iva per ricavi annui fino a euro 10.000, e tariffa agevolata di 50 euro più Iva in caso di ricavi da 10.001 a 15.000 euro;

– allargamento della fascia di gratuità totale delle partite Iva aderenti al regime di vantaggio (ex minimi) con ricavi fino a 10.000 euro annui;

– tariffa iperagevolata di 100 euro annui a forfait per la gestione delle partite Iva semplificate con ricavi fino a 20.000 euro annui;

– conferma di tutte le vigenti agevolazioni tariffarie ai soci, con sconti fino al 70-80% rispetto alle tariffe di mercato, garantiti grazie alla vigente convenzione stipulata nel 2008 e costantemente aggiornata anche attraverso rifinanziamenti ad hoc.

(VEDI TARIFFARIO COMPLETO su http://www.sigim.it/pagineutente.aspx?menuitem=12&id_pagina=convenzioni)

Con questo intervento tecnico-solidale, per ora unico in Italia, il Sigim intende confermare la qualità della propria azione sindacale fatta di iniziative concrete a favore dei colleghi meno tutelati, e non di facili slogan. Per avvicinare il sindacato alla sua base servono fatti e atti. Con questi anche in futuro parleremo”.

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