La Vuelle per il nuovo corso s’affida al pesarese doc Paolini. Le foto della presentazione

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13 gennaio 2015

PESARO – L’esonero di un allenatore lascia sempre una sensazione d’incompiuto, di aver interrotto a metà il discorso nel momento più importante e che con un pizzico di pazienza in più si sarebbe potuto raggiungere l’obiettivo prefissato ad inizio stagione. Ma le variabili in uno sport di squadra sono sempre imprevedibili e il campo è il giudice supremo che condiziona nel bene e nel male la carriera di qualsiasi coach e di risultati positivi Sandro Dell’Agnello non ne aveva raccolti molti in questi tre mesi, perché, al di là delle tre vittorie racimolate più per demerito degli avversari che per meriti propri, non si è praticamente mai vista una Consultinvest in grado di imporre la sua identità di squadra nel corso dei quaranta minuti e, soprattutto non è mai riuscito a trasferire la sua proverbiale grinta ai suoi giocatori, che anzi col passare del tempo hanno mostrato segni d’insofferenza (vedi capitan Musso) verso una situazione che non era più sotto controllo.

La goccia che fatto traboccare il vaso è stata sicuramente la conferenza stampa post Bologna del giorno di Santo Stefano dove Dell’Agnello, al di là delle parole blasfeme, aveva praticamente sfiduciato tutto il gruppo, reo secondo lui di non avere nessuna possibilità di vincerlo quel match, decidendo così di omaggiare la Granarolo dell’ultimo tiro, puntualmente messo a segno da Allan Ray, rinunciando alla possibilità di commettere fallo per cercare di vincere quella partita. Dopo quella sconfitta sono arrivati alti tre tracolli con ventelli presi a Pistoia e in casa con Cantù, finendo poi per giocarsi il tutto per tutto nella trasferta casertana, dove è scesa in campo la solita Vuelle confusionaria e rinunciataria che ormai abbiamo imparato a conoscere e che solo per un gentile omaggio della Pasta Reggia è riuscita nei minuti finali a risalire fino al meno 7, divario che potrebbe ritornare molto utile il prossimo 10 maggio per l’ultima giornata del campionato.

Dopo aver perso una partita fondamentale, in largo Ascoli Piceno hanno capito che era il caso di guardarsi intorno per cercare il sostituto di Dell’Agnello, ma si sono dovuti scontrare con i soliti problemi economici che non hanno permesso alla dirigenza biancorosso di chiudere le trattative in atto con i vari Finelli, Boniciolli e Caja, finendo per scegliere la soluzione interna che ha portato alla promozione ad head coach dell’allenatore degli under 19.

Riccardo Paolini è un pesarese doc, da sempre nel mondo della pallacanestro, conosciutissimo in città per la passione che ha sempre messo nel suo lavoro, senza guardare se allenava in serie C o dei ragazzini, che ha fatto tutta la trafila nella Victoria Libertas, prima di girare l’Italia nelle categorie inferiori, lasciando buoni ricordi sia a Perugia che a Firenze, decidendo poi di rientrare alla base per allenare gli under 19 biancorossi, per insegnare quelle basi tecniche che la pallacanestro moderna sta lentamente perdendo a discapito di una fisicità esasperante e dell’abuso del tiro da tre. Paolini è un tecnico vecchia maniera, uno che fa rimanere tutti in palestra fino a quando lo schema non viene eseguito come da copione, uno che conosce il valore di un blocco ben portato e di una difesa a zona efficace. Certamente non può mettere sul piatto la stessa esperienza ad alto livello degli altri nomi che stavano circolando in queste ore, ed in ogni caso si stava parlando di coach non di primissima fascia, fermi ai box da qualche mese, con il rischio che sarebbero venuti a Pesaro non con la giusta motivazione, ma questa Vuelle più che d’esperienza ha bisogno di una guida fuori e dentro lo spogliatoio e per un coach abituato a trattare con i giovani, non dovrebbe cambiare poi tanto allenare dei ragazzi che under 19 lo erano fino ad un paio d’anni fa come questi americani. Certamente servirà quel pizzico di carisma indispensabile per farsi rispettare dai professionisti, per un coach che professionista a questi livelli non lo è mai stato.

Comunque è inutile nasconderlo, nella scelta di Paolini ha sicuramente prevalso anche la ragione economica, per una Consultinvest che non avendo le risorse per effettuare tre movimenti di mercato, ha deciso per ora di effettuarne solamente due: la prima è stata l’arrivo del play Chris Wright, che prenderà il posto di Kendall Williams dal prossimo match dopo il nullaosta arrivato oggi dai medici, la seconda sarà l’arrivo del nuovo lungo al posto di Juvonte Reddic che, con il suo atteggiamento indolente, non si è fatto mai ben volere dal gruppo e dallo staff tecnico. A prenderne il posto sarà giocoforza un comunitario, quasi certamente proveniente dalla Legadue, per risparmiare i famigerati 12.500 euro di tassa federale per i nuovi arrivati in Italia.

Ha prevalso così la linea di chi voleva rinforzare il roster biancorosso a discapito dell’assunzione di un coach di maggiore esperienza e pedigree. Scelta sicuramente discutibile, ma che potrebbe rivelarsi azzeccata, anche se capiamo che quello di Paolini non sia un nome da prima pagina, serviva sicuramente una scossa a questo gruppo, che nelle ultime partite aveva mostrato tutti i suoi limiti caratteriali, perché quelli tecnici erano noti fin da ottobre, ma si sperava di aver trovato almeno un paio di combattenti da affiancare a capitan Musso, invece Williams si è perso nei suoi mille problemi e Reddic ha continuato a giocare con la stessa scarsa intensità del precampionato.

Era una mossa che andava fatta e che è stata compiuta con colpevole ritardo e nel ringraziare coach Dell’Agnello per la salvezza raggiunta la scorsa stagione, facciamo un grosso in bocca al lupo a Paolini, che avrà bisogno di tutta la fortuna del mondo per portare la Consultinvest verso la salvezza, ma un pizzico d’ottimismo è giusto ritagliarselo in questo momento, per una Vuelle che contro Brindisi presenterà un nuovo allenatore, un nuovo playmaker e molto probabilmente un nuovo lungo. Non sempre il nuovo è meglio del vecchio, ma il vecchio ormai era arrivato alla fine della sua corsa.

LE FOTO DELLA PRESENTAZIONE DI DANILO “CAMI” BILLI

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