La Coomarpesca si appella a “San Dragaggio”: “Regione e Comune di Fano mantengano gli impegni presi”

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14 gennaio 2015

Dragaggio porto FanoFANO Centomila metri cubi entro l’estate. La Coomarpesca dice basta al temporaggiamento sul dragaggio dei fanghi dal porto di Fano e rilancia la palla al Comune e alla Regione Marche chiedendo un impegno concreto e veritiero per salvare l’economia del porto e ricordando che quanto promesso finora non è stato mantenuto.

“Nei diversi incontri degli ultimi mesi – afferma Coomarpesca – ci hanno garantito che entro dicembre sarebbero stati dragati 20mila metri cubi di fanghi dal porto. Coomarpesca ha la “vaga” sensazione che siano ancora lì. Abbiamo sperato che se li portassero via Babbo Natale o la Befana ma purtroppo così non è stato. Adesso proviamo ad appellarci a “san Dragaggio”, chissà se avremo più fortuna rispetto alle conclamate garanzie che ci hanno offerto Comune e Regione. L’unico fatto certo è che il porto è insabbiato e noi non possiamo lavorare. Il porto sta morendo e le cooperative di pesca stanno morendo insieme con lui. Qualcuno se ne è accorto?”.

Questo fatto, sottolinea ancora Coomarpesca, “sta provocando un gravissimo danno economico e occupazionale, una crisi lacerante da cui forse il settore fanese della pesca ma anche tutta Fano, quella che era la terza città delle Marche e che probabilmente ora non lo è più, non riuscirà a riprendersi”.

Nell’ennesima riunione, che si è svolta questa mattina in Comune, Coomarpesca ha ripetuto con forza le proprie posizioni affermando l’urgenza di rispettare l’accordo tra Regione e Comune che prevede il dragaggio totale di tutto il porto e l’ormai propria inevitabile azione legale nei confronti di chiunque sarà ritenuto responsabile del disastro economico-occupazionale provocato. Il clima è rovente e la categoria è pronta ad una manifestazione eclatante: Coomarpesca suggerisce, perciò, meno primarie e più fatti concreti, meno poltronite e più attenzione ai cittadini, più competenza e meno spreco di denaro pubblico.

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