Lorant, la Vuelle completa la piccola rivoluzione copernicana. Ecco chi è l’ala grande ungherese

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17 gennaio 2015

Si completa la piccola rivoluzione copernicana attuata dalla Consultinvest in questo mese di gennaio, per rimediare ad un girone d’andata deficitario che ha portato la Vuelle sull’orlo della retrocessione, dopo l’arrivo del nuovo coach Riccardo Paolini e del nuovo playmaker Chris Wright, sbarca a Pesaro l’ungherese Peter Lorant, 207 cm. x 112 kg, Classe ’85, finalista scudetto con la maglia dell’Acea Roma nel 2013 e campione d’Ungheria lo scorso anno, prenderà il posto di Juvonte Reddic, mai entrato nelle grazie di staff e tifosi per il suo atteggiamento indolente che ha contribuito notevolmente ad abbreviare la sua avventura in maglia biancorossa. Lorant è un giocatore dalla buone caratteristiche tecniche e con la giusta dose di esperienza per integrarsi subito in questa nuova realtà, avendo già giocato 49 partite in Italia due stagioni fa nell’annata che ha portato Roma a giocarsi lo scudetto contro Siena, anche se nella capitale era usato come cambio del lunghi titolari, mentre a Pesaro sarà il numero quattro titolare, anche per mancanza di concorrenza interna.

Che tipo di giocatore è Peter Lorant?

Se cercavamo un centro puro abbiamo sbagliato citofono, perché Lorant è il prototipo dell’ala grande moderna, in grado di far molto male con il suo tiro da fuori, sia dai cinque metri, ma soprattutto dalla linea dei 6.75, quando i compagni lo cercheranno sugli scarichi per conclusioni frontali coi piedi per terra, dentro l’area colorata non ha un gioco spalle a canestro efficace e deve pagare dazio ad una fisicità non proprio dirompente che non gli permette una grande elevazione, ma dal palleggio, soprattutto con la mano destra può battere l’avversario diretto per concludere al ferro o fermarsi dai tre metri per un arresto e tiro, a rimbalzo non è proprio una sicurezza, anche se ha il giusto senso della posizione per tagliare fuori l’avversario e catturarne 4-5 di media, mentre in fase difensiva può marcare sia il numero quattro che il numero cinque avversario, essendo dotato di una buona intelligenza cestistica per adeguarsi alla varie situazioni tattiche, anche se faticherà a marcare lunghi molto più massicci di lui, buon tiratore dalla lunetta (80% in carriera) non dovrebbe avere grosse difficoltà ad arrivare alla doppia cifra tutte le sere, ma sulla qualità dei suoi punti abbiamo meno certezze.

L’arrivo di un vero numero quattro come Lorant, dovrebbe avere il duplice effetto di far tornare LaQuinton Ross nel suo ruolo naturale di ala piccola e di valorizzare Wally Judge, che diventerà di fatto l’unico entro titolare biancorosso, in una situazione che potrebbe ricalcare quella della stagione scorsa, dove Anosike stava sul parquet per 35 minuti e Trasolini si destreggiava tra lo spot di quattro e cinque, con il piccolo particolare che Judge finora ha giocato una ventina di minuti di media, tra problemi di falli e scarsa produttività e non stupitevi se vedremo dei quintetti con Lorant come centro atipico e Ross schierato da secondo lungo.

Con l’ingaggio dell’ungherese Lorant nasce di fatto la Consultinvest 2.0, quella che dovrà far dimenticare le figuracce dell’ultimo periodo e confermare la Vuelle nell’attuale posizione, ovvero quel penultimo posto davanti a Caserta che le permetterebbe di salvarsi il prossimo 10 maggio, la sosta del campionato è stata utilizzata nel migliore dei modi dalla dirigenza biancorossa che ha sfruttato i quindici giorni di pausa per mettere mano al portafoglio e correggere gli errori commessi finora, anche se non sono arrivati certamente dei fenomeni, ma un onesto lavoratore del parquet come Lorant e un playmaker in rampa di lancio come Wright, ma d’altro canto le aspettative non erano altissime, consapevoli delle ristrettezze economiche in cui naviga la Victoria Libertas e molte delle speranze sono affidate al lavoro in palestra di coach Paolini che dovrà resettare buona parte delle cose fatte dal precedente allenatore e trasmettere il suo credo cestistico ad un gruppo più nuovo di quello che potrebbe apparire dall’esterno, perché quando si cambiano due giocatori del quintetto e l’allenatore nel giro di una settimana è inevitabile che non tutto sia come prima.

C’erano in giro giocatori migliori di Wright e Lorant? Certamente, ma almeno sulla carta sembra nascere una Vuelle più quadrata e definita, con una testa pensante e in grado di ripartire con un pizzico in più di entusiasmo, almeno fino a domenica prossima quando all’Adriatic Arena si presenterà Brindisi e comincerà il primo dei quindici esami per coach Paolini e per tutta la Consultinvest.

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