ROSSINI AMENO, IX Sonetto di Alessandro Procacci

di 

17 gennaio 2015

ROSSINI AMENO

Sonetti in dialetto pesarese, di Alessandro Procacci

Libera traduzione in italiano di Stefano Giampaoli

Prosegue la traduzione dei sonetti in dialetto pesarese che Alessandro Procacci ha raccolto nel libretto intitolato “Rossini Ameno”. Ecco il nono sonetto:

Sonetto IX

Ai temp d’Rossini, in Francia, l’esisteva

un princip musicista e senator, (1)

la storia dic che cum compositor

l’era brav, ma a Rossini ‘ni squadreva.

(Ai tempi di Rossini, in Francia, esisteva / un principe musicista e senatore, (1) / la storia dice che come compositore / era bravo, ma a Rossini non piaceva.)

Soltant che compiacent il tollereva

parchè l’era anca amich dl’Imperator,

ma prò tel su giudizi, cum autor,

un “medicre” fra j’atre il giudicheva.

(Soltanto che compiacente lo tollerava / perché era anche amico dell’Imperatore, / ma però nel suo giudizio, come autore, / un “mediocre” fra gli altri lo giudicava.)

Un giorne i s’è incontred. El senator

el saluta Rossini cordialment:

  • Addio collega! I dic sa un cert calor.

(Un giorno si sono incontrati. Il senatore / saluta Rossini cordialmente:/ -Addio collega! Gli dice con un certo calore)

E Rossini d’armand i fa: Oh, stupore …

(già pronta la batuda tla su’ ment)

mi hanno dunque fatto Senatore?

(E Rossini di rimando gli fa: Oh, stupore … / (già pronta la battuta nella sua mente) / … mi hanno dunque fatto Senatore?)

  1. Giuseppe Poniatowski

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