Zeta System Urbino, sconfitta immeritata a Treviso: 3-2 ma la prestazione fa sperare. Le foto

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18 gennaio 2015

IMOCO VOLLEY CONEGLIANO – ZETA SYSTEM URBINO 3 – 2
(25 – 18; 19 – 25; 22 – 25; 25 – 22; 15 – 10)
IMOCO VOLLEY CONEGLIANO: Nikolova 14 Ozsoy 22 Adams 8 Katic 1 Vasilantonaki 1 Barcellini 8 Barazza 8 De Gennaro L Hancock 2 Furlan Fiorin 2 Arimattei Nicoletti ne Glass All: Negro
ZETA SYSTEM VOLLEY URBINO: Santini 11 Leggs 9 Spelman 22 Lestini 5 Walker 11 Agostinetto 5 Bruno L, Zecchin Fresco Vujiko ne Giacomel. All: De Brandt

NOTE: spettatori durata set: 25′, 25′, 28′, 27′, 16′ tot: 121′ IMOCO VOLLEY CONEGLIANO battute sbagliate 13 batt. vincenti 3 Muri: 6 ricezione pos 51% ZETA SYSTEM URBINO VOLLEY: battute sbagliate 15 batt.vincenti 4 Muri: 15 ricez. positiva 52%
TREVISO – Sconfitta sudata ed anche un po’ immeritata per la Zeta System Urbino Volley a Treviso in questa terza giornata della fase di ritorno, quando un po’ tutti i campi hanno riservato sorprese, più o meno spiacevoli.

Incontro dalle mille sfaccettature quello che vede le aquile ducali protagoniste al mitico Pala Verde. L’Imoco ha temuto quasi subito l’ondata di fiducia ed autostima che Santini e Spelman hanno messo in mostra fin dalle primissime battute. Le Aquile ducali partono con il piede giusto fino al time out tecnico. L’equilibrio delle formazioni va scemando nel corso del primo parziale, quando le padrone di casa iniziano ad imporre il proprio gioco, lasciando senza armi di contrattacco le ragazze di De Brandt. il servizio delle aquile ducali non è poi troppo efficace, ma soprattutto la centrale californiana Leggs non riesce a passare oltre il muro di Barazza. Il primo parziale vede il cambio di campo con le padrone di casa condurre il gioco. Il secondo set vede le aquile ducali scendere con un approccio differente. L’opposta statunitense Spelman è quella che riesce a fare la differenza, come era successo la settimana scorsa al Palamondolce contro Forlì. Il servizio e l’ attacco dal posto uno spiazzano sia la difesa che il cambio palla delle padrone di casa. Il gioco della Zeta System si fa avanti, imponente e determinante più che mai. Le aquile ducali sono padrone del gioco ed in breve si torna al cambio di campo in perfetta parità. Palla al centro e si rimette tutto in gioco. Il tecnico De Brandt opta per l’attaccante canadese Richey, la quale inizia ad ingranare il gioco e mettere in serie difficoltà il rapporto muro difesa dell’Imoco, la quale si trova a dovere rincorrere la determinazione delle aquile ducali. Il dominio del terzo set Santini , Spelman e Richey lo pagano con gli interessi nel corso del quarto, quando mettono in evidenza una stanchezza, più morale che fisica. L’avvio del parziale è stentato, ad Urbino e le velleità dell’Imoco tornano a galla. Le padrone di casa ne approfittano per cercare di allungare la durata dell’incontro, andando così al quinto decisivo set. La ricezione di Urbino stenta sia sul finale del quarto, così come all’avvio del quinto. La Zeta System si torva, per la prima volta in questo campionato a disputare un quinto set dal peso specifico molto più alto di qualsiasi altro incontro. La posta in palio è notevole: cercare di abbandonale la coda della classifica e l’operazione “aggancio Forlì” ha avuto responso positivo. I Fedelissimi non hanno mai abbandonato il campo di gioco, sostenendo dall’inizio alla fine il combattimento delle guerriere, che sono così riuscite a portare in terra feltresca un punto importante. Il quinto decisivo set, infatti, ha messo in evidenza il timore, ma soprattutto la mancanza dell’esperienza nell’affrontare una situazione di tale portata. L’esperienza di Barazza, Ozsoy, ma soprattuto le certezze rappresentate dalla ricezione e difesa della nazionale De Gennaro hanno permesso alle padrone di casa dell’Imoco di chiudere a proprio vantaggio l’incontro. A bordo campo i tecnici De Brandt, Ebana e Petruzzelli sono sì rammaricati del risultato, ma al contempo soddisfatti della prestazione, che lascia ben sperare per l’anticipo di sabato contro Novara, al Palamondolce.

M. Novella Ferri

LE FOTO DI ANDREA CECCARINI

 

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