Consiglio, ex Bramante: sì definitivo alla variante. Scrutatori, priorità ai disoccupati per il 50 per cento

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19 gennaio 2015

PESARO – Piano per l’alienazione e valorizzazione dell’ex Bramante che supera il secondo step, con l’adozione definitiva della variante al piano regolatore approvata dal consiglio comunale (voto contrario dell’opposizione, ndr). Confermato il cambio di destinazione d’uso dell’immobile – di proprietà della Provincia per l’85 per cento e del Comune per la quota restante – attraverso «l’incremento della potenzialità edificatoria, nell’ambito della volumetria esistente». L’alienazione resta «subordinata» alla realizzazione delle note opere funzionali al centro storico, a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Nella linea indicata dall’amministrazione comunale, «il volume generato dalla superficie netta, in previsione, non dovrà essere superiore a quello già esistente». Sull’altezza massima dei nuovi edifici: «Sarà pari a quella del fabbricato attuale. La ricostruzione (con la previsione di un piano di parcheggi interrati, ndr) avverrà in parte con i sedimi originari». L’iter prosegue ora con il passaggio in Provincia, per il parere dell’ente di via Gramsci. Mentre sul bene si è già registrato l’interesse di Cassa Depositi e Prestiti. Dice il dirigente Nardo Goffi: a Soprintendenza, che ha espresso parere positivo, ha chiesto un’analisi sul lato archeologico non solo a livello di scavo ma anche in fase di Piano di recupero, attraverso carotaggi mirati». Secondo Alessandro Bettini (Fi), «il Bramante è un edificio che ha segnato la storia di Pesaro. Non ci rassegneremo e torneremo a chiedere il vincolo sulla facciata. Ci batteremo con il ministero: è qualcosa che ha a che fare con l’identità della città».

 

Bioedilizia. Passa all’unanimità la mozione di Roberta Crescentini e Giovanni Dallasta (Siamo Pesaro) per l’utilizzo dei materiali di bioedilizia nella costruzione degli edifici pubblici. Spiega Crescentini: «E’ arrivato il momento di applicare un principìo già stabilito dai regolamenti e stimolare la green economy nell’edilizia pubblica». Si dice d’accordo l’assessore Andrea Biancani: «Il percorso è stato condiviso in commissione. Costruttivo il confronto tecnico e politico».

 

Sociale. Passa all’unanimità la mozione del M5S sul «progetto del buon samaritano» a supporto delle famiglie indigenti, con l’emendamento dei consiglieri Pd Fraternali, Perugini e Falcioni. Edda Bassi (M5S): «Agevoliamo la messa in rete dei soggetti interessati per il recupero di pasti e generi alimentari di negozi, ristoranti, mense aziendali e attività analoghe. Esistono già leggi nazionali: ci riferiamo alla sussidiarietà orizzontale, nella relazione col privato sociale. Il Comune può essere il coadiuvante». L’emendamento del Pd sottolinea, nella premessa, l’attività sul tema dei Servizi Sociali. Individuando la necessità di uno studio di fattibilità preliminare: «Altrimenti non si potrà verificare l’attuazione», nota Fraternali. «Mozione ed emendamento vanno nella direzione giusta per migliorare il coordinamento precisa l’assessore Sara Mengucci -. Il luogo della discussione può essere il tavolo della povertà e dell’inclusione sociale, già operativo». L’emendamento della maggioranza sono recepite dal M5S, dopo lunga discussione, perché «integrano e non cassano», osserva Bassi.

 

Approvato trasversalmente l’ordine del giorno del M5S per «il sostegno alla partecipazione alla vita politica delle persone sorde». Si guarda all’attivazione della sottotitolazione in italiano del filmato in streaming del consiglio e «al servizio di interpretariato – evidenzia ancora Bassi -, da predisporre su richiesta, in caso di presenza in aula di una o più persone sorde». Aggiunge Marco Perugini (Pd): «Stiamo lavorando anche su un nuovo sistema di trascrizione degli atti, attraverso strumenti digitali».

 

Scrutatori. Tutti d’accordo sulla priorità ai disoccupati e agli studenti non lavoratori nella nomina degli scrutatori per le regionali. Una mozione del M5S, illustrata da Silvia D’Emidio: «Diamo la precedenza a queste categorie per il 75 per cento dei posti. E si rispettino i criteri di pari opportunità ed uguaglianza». Ma Carlo Rossi spiega l’emendamento della maggioranza (votato all’unanimità, ndr), che sposta la quota ad «almeno il 50 per cento»: «Cambiare la metodologia è giusto, siamo contrari alle nomine esclusive della commissione. Ma bisogna salvaguardare equilibrio ed esperienza. Così la formula è elastica: può anche esser ritoccata verso l’alto».

 

 

 

 

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