Lettera aperta di Camilla Fabbri (PD): “Ho dato la mia disponibilità per la Regione, ecco perché”

di 

20 gennaio 2015

Camilla Fabbri, senatrice pesarese del Pd

Camilla Fabbri, senatrice pesarese del Pd

Camilla Fabbri*

Mi inserisco all’interno del dibattito che si è aperto in questi mesi in merito al percorso intrapreso dal Pd in vista delle prossime elezioni regionali. Un dibattito che ho seguito e seguo con grande rispetto e che per senso di responsabilità mi ha vista protagonista indiretta sulle pagine dei quotidiani.

Il segretario Francesco Comi e poi gran parte del gruppo dirigente del partito regionale mi hanno chiesto di mettermi a disposizione di un percorso che potesse portare il Partito Democratico a trovare convergenza e unità per arrivare a scegliere il candidato presidente per le prossime elezioni regionali. Ho messo la mia incondizionata disponibilità nelle sue mani, perché sono cresciuta nella convinzione che un partito è prima di tutto una squadra che vince se unita nel sostenere e raggiungere obiettivi importanti e strategici per un territorio, un partito che deve essere capace di rendere le sue differenze un elemento di ricchezza e non steccati insormontabili.

Ho accettato con responsabilità e umiltà, conoscendo il grande impegno e l’onere che un ruolo amministrativo come quello del Governatore comporta, soprattutto in un momento economico e sociale che la nostra Regione sta attraversando. L’ho fatto perché credo che solo il Pd unito sia all’altezza di una sfida così complessa, solo il partito Democratico ha in sé la forza riformista per provare a rinnovare e trovare energie e linfe nuove per rifondare un sistema, come quello marchigiano, messo all’angolo dalla crisi economica.

L’ho fatto perché credo nella politica come servizio. La politica nella sua alta accezione del termine, mai legata ai destini e ai personalismi di questo o quel esponente politico ma sempre al servizio del bene comune e capace di interpretare i bisogni della comunità a cui appartengo.

La mia disponibilità nasce dunque all’interno di un percorso che porti il Pd all’unità e alla responsabilità. Una disponibilità che rimarrà fino a quando il percorso per giungere alla scelta di una candidatura unitaria proseguirà da parte di chi, con convinzione e determinazione, lo ha portato avanti fino ad oggi.

Il mio nome rimane, infatti, l’unico uscito maggioritario dalle consultazioni e dalla direzione regionale. La direzione ha preso atto che la mia candidatura è la sola a rappresentare il percorso unitario che porti il partito a scegliere il candidato presidente senza l’utilizzo delle primarie.

Resto molto rammaricata per come una parte della classe dirigente del Pd ha gestito il percorso. Una parte di questi esponenti che ha saputo parlare solo a se stessa con un dibattito autoreferenziale e a dir poco svilente agli occhi dei tanti cittadini che in queste ultime tornate elettorali hanno riposto fiducia nel nostro partito e nel progetto di rinnovamento incarnato dal segretario Matteo Renzi.

Sento forte dentro di me il senso di appartenenza ad una comunità di donne e di uomini che mettono a disposizione la loro competenza e spirito civile a servizio di una collettività, una comunità nel quale il ricambio della classe dirigente è linfa vitale per rendere credibile il partito agli occhi degli elettori. Un ricambio generazionale che non deve mai essere scambiato per giovanilismo a tutti i costi ma che deve incarnare anche la competenza e l’adeguatezza di una classe dirigente seria che si candida governare un territorio. Per questo ho dato la mia disponibilità solo per il percorso che porti il partito democratico regionale a cancellare la stagione congressuale fatta di liti e di rancori. Perché credo che un gruppo dirigente sia tanto più adeguato e lungimirante quando mette a disposizione competenza ed esperienza per far crescere ed essere di ausilio ad una nuova generazione. Devo invece constatare che c’è chi ancora, nel nostro partito, a livello nazionale predica il rinnovamento degli uomini e delle donne al governo e, a livello locale, si fa prevaricare da logiche poco nobili che per nulla hanno a che vedere con il bene del partito e dei marchigiani.

Non posso che ringraziare chi continua a sostenere responsabilmente il percorso unitario e il mio nome: in primis i parlamentari, tra i quali voglio citare la senatrice Silvana Amati che ne è stata promotrice, i segretari di federazione, il gruppo dirigente di Pesaro, i Giovani Democratici che con la freschezza che li contraddistingue si sono messi dalla parte del percorso unitario e la larga maggioranza del partito che mi ha consegnato fiducia.

Ritengo di essere una persona coerente che ricopre nel partito un ruolo nazionale, non solo perché ho rappresentato il Pd come capolista al Senato alle scorse elezioni politiche, ma anche come presidente di una commissione di Palazzo Madama. Per questo, nel momento in cui credo che la sfida della politica sia, in primis, quella di recuperare credibilità agli occhi dei cittadini facendosi promotrice di un rinnovamento nelle istituzioni e nella società, continuerò a spendermi fino in fondo per il bene della mia comunità e affinché il Pd arrivi ad una candidatura unitaria, continuando a giocare un ruolo da protagonista nel panorama politico regionale anche grazie all’esperienza e all’appoggio dei tanti sostenitori che continuano a supportarmi.

Qualora non si dovesse arrivare ad una convergenza e l’assemblea decidesse di fare le primarie, credo che il nome di Luca Ceriscioli sia la figura più adatta e spendibile per questo nuovo percorso. La sua sobrietà, compostezza e grande competenza maturata in anni di amministrazione saranno la carta vincente per il Pd che punta al rinnovamento e al buon governo delle Marche e della comunità marchigiana.

*Parlamentare Pd

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>