Processo Varani, il pm chiede in appello 20 anni di carcere. Lucia Annibali: “Rispettate me e la mia famiglia”

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22 gennaio 2015

 

Lucia Annibali, foto Toni

Lucia Annibali, foto Toni

ANCONA – E’ cominciato oggi ad Ancona il processo d’appello per l’aggressione a Lucia Annibali, l’avvocato 38enne urbinate sfigurata con l’acido il 16 aprile del 2013. Imputati l’ex compagno Luca Varani, avvocato pure lui, che secondo l’accusa è stato il mandante, Rubin Talaban e Altistin Precetaj, ritenuti rispettivamente l’esecutore materiale e il palo.

In primo grado Varani è stato condannato a 20 anni di carcere per tentato omicidio, lesioni gravissime e stalking, mentre gli altri due hanno preso 14 anni. Presente in aula Lucia Annibali, il pm Monica Garulli ha chiesto la conferma dei 20 anni per Varani e l’aumento della pena fino a 18 anni di reclusione per gli altri due. Attesa forse già per domani la sentenza.

E intanto, come riporta l’Ansa, non distante da un gruppo di donne dell’Udi (Unione donne italiane) di Pesaro che manifestavano la loro solidarietà a Lucia, la sorella di Varani – Francesca – avrebbe chiesto giustizia per tutti. “La pena deve essere commisurata al reato, 20 anni di carcere sono tanti, una pena ingiusta. E’ stata una sentenza mediatica”.

“Pena ingiusta? Mi offende sentire che viene sempre messo in secondo piano ciò che ho sofferto – la replica di Lucia sempre riportata dall’Ansa – Non spetta a noi commentare le sentenze, che sono da rispettare. Per me essere qui è riaprire una ferita ancora più profonda di quella aperta con il processo di primo grado. Vorrei almeno un minimo di rispetto per me e la mia famiglia”.

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