Striscia la Notizia contro il dottor Bianchi, in Tv il blitz nell’ambulatorio di via Cecchi

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22 gennaio 2015

Max Laudadio e la troupe di Striscia la Notizia erano stati avvistati nei giorni scorsi in via Cecchi. Ieri sera è andato in onda il servizio: collegamento dalla spiaggia di Pesaro e poi blitz in un ambulatorio medico, nel mirino del Tg satirico è (ri)finito il dottor Vittorio Bianchi, medico riminese.

Il servizio non è passato inosservato nelle case dei pesaresi. Il dottore era già stato oggetto di un servizio di Laudadio per Striscia: grazie a un complice attore, nel 2004, avevano registrato il dottore che prospettava l’utilizzo di sostanze dopanti. La storia finì con il dottore radiato a vita dal Tribunale nazionale dell’antidoping nel 2014. Il dottor Bianchi, però, come ha evidenziato Striscia opera ancora e ha pure un sito dove reclamizza la sua attività. Perché? Come ha spiegato Maurizio Grossi, presidente dell’Ordine dei medici di Rimini, può ancora lavorare in campo sportivo ma non può più lavorare per lo sport targato Coni.

Il caso è stato riscoperchiato da una denuncia di una signora, ricoverata per una “diverticolite” e che, arrivata in pronto soccorso, è stata visitata dal dottor Bianchi. La prescrizione di un cocktail di farmaci ha fatto insospettire la donna: contattata Striscia, in breve tempo, si è scoperto che Bianchi lavorava anche in un ambulatorio di Pesaro. E qui, con un altro attore complice, è rientrato in azione Laudadio. Al dottor Bianchi è stata richiesta una dieta: per risposta sono stati prescritti, con la dieta, degli ansiolitici e anoressizzanti. “Le pasticche prescritte sono importanti, prevedono delle funzioni ampiamente dimostrate. Sono una valido aiuto, con dosaggi modesti” si è giustificato il dottor Bianchi dando poi del buffone a Laudadio. “Devo venire a lezione da lei? Il Coni può scrivere quello che vuole, io non ho mai dopato nessuno” ha detto il dottor Bianchi. Striscia ha risposto facendo rivedere il servizio con la telecamera nascosta del 2004…

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