Un mamma di Tavullia: “Soppressione del servizio didattico domiciliare per disabili sensoriali, negato ai bambini un diritto costituzionale”

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23 gennaio 2015

TAVULLIA – “Martedi 20 gennaio scorso, sono stata tra i genitori presenti in Regione, all’incontro tra le delegazioni provinciali di ENS e UIC e i capigruppo in Consiglio, presieduto da Vittoriano Solazzi. Argomento dell’incontro, la vergognosa vicenda della soppressione del servizio di didattica domiciliare per i disabili sensoriali, in conseguenza della attuazione del decreto Del Rio, che ha tolto alla Provincia la competenza sulle Politiche sociali, considerata dal Governo “funzione non fondamentale” “. Inizia così la lettera firmata Cristina Cannas, mamma di Tavullia che si è vista togliere un servizio importantissimo. Da cittadina e da contribuente ora vuole denunciare una situazione deprecabile che va a colpire al solito i più deboli.

“Ora, posto che se non è fondamentale la tutela dei più deboli, non so davvero cosa possa essere di fondamentale importanza in uno Stato di diritto – racconta – con la mia presenza, e il mio intervento ho voluto semplicemente ricordare ai politici presenti, che dietro i numeri di cui loro parlano, non ci sono entità astratte ma bambini e ragazzi in carne ed ossa, che dagli atti scellerati del Governo e dalle inadempienze della Regione, stanno subendo un danno reale, non fittizio come l’abolizione delle Province, oserei dire. Ho voluto far capire loro che togliere un servizio come quello di didattica domiciliare non significa solo privare questi bambini di un sostegno scolastico, ma destabilizzarli, togliendo loro una figura con cui hanno instaurato un rapporto umano, affettivo, di fiducia, una figura che, accanto ad altre, svolge un lavoro prezioso per far crescere questi bambini, non solo per aiutarli a superare i deficit e le difficoltà derivanti dalle loro gravi patologie. Gli educatori domiciliari sono un supporto fondamentale per la famiglia, e solo chi vive con un bambino disabile, sa quanto possa essere “pesante” la quotidianità. Ho voluto dire chiaramente che noi genitori il discorso del “non ci sono i fondi” non siamo disposti a tollerarlo, perché il diritto allo studio e all’integrazione dei nostri figli, non può dipendere dal reperimento o meno delle risorse da parte di non si sa bene chi. E’ un diritto sacrosanto e garantito dalla Costituzione, e se i fondi non si trovano è perché non c’è la volontà politica (ferme restando tutte le responsabilità politiche) di risolvere la questione. Le istituzioni di fatto, attuerebbero in questo modo, una discriminazione inaccettabile verso i bambini disabili”
“Se il Governo emana provvedimenti che danneggiano i cittadini più deboli (stiamo parlando di bambini sordi e non vedenti, che spesso hanno anche seri problemi motori) – continua Cristina Cannas – la Regione non deve necessariamente avvallarli, ma ritengo che, come Ente istituzionale locale, debba opporsi e farsi promotrice della difesa dei diritti di queste categorie, perché questo è fare buona politica. I soldi vanno tirati fuori, si tagliano gli sprechi, non i servizi utili. Va da sé che dinanzi al mancato impegno che La Regione ha preso, noi genitori, supportati dall’Ente Nazionale Sordi e dall’Unione Italiana Ciechi, porteremo avanti una dura battaglia”.

 

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