Fuligno, Lega: “Settantotto bambini ciechi e sordomuti dimenticati dalle nostre istituzioni: questo è razzismo?”

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28 gennaio 2015

Danilo Fuligno*

PESARO – I nodi vengono sempre al pettine Per lungo tempo siamo stati ingiustamente definiti dei barbari razzisti, ma ora il tempo rende giustizia alla nostra lungimiranza politica. Per prima cosa l’equazione clandestini=rischio terrorismo è stata sdoganata ai massimi livelli delle istituzioni di questo stato, proprio da quelli che ci gridavano vergogna: perchè ora non usano le stesse parole contro i più autorevoli della sinistra, costretti a prendere atto di questa realtà? Poi quando noi abbiamo sempre sostenuto che queste politiche di isteria xenofila avrebbero finito per danneggiare noi Italiani, altra valanga di accuse di becero razzismo. É forse razzista il Sig. Massimo Domenicucci, Presidente della locale sezione ANMIC (mutilati invalidi civili), quando recenemente ha denunciato le gravissime difficoltà di accedere a visite fisiatriche? É forse razzista il settimanale «Il Nuovo Amico» quando denuncia che 78 bambini delle nostre scuole, affetti da problemi di disabilità sensoriale (ciechi e sordomuti), sono stati dimenticati dalla Provincia e dalla Regione, e lasciati senza assistenza scolastica e domiciliare? Come commenta questi fatti il nostro caro Sindaco, già Presidente di una provincia che una volta era felice, e che ora vanta il record dei disoccupati della regione Marche? Di fronte a queste notizie, mi chiedo se sia normale che lo stato spenda di più per i figli degli altri che i propri: in tempi di gravissime ristrettezze economiche, non mi pare razzista pensare prima ai propri figli e ai propri bisognosi, e se anche fosse possibile un giusto mezzo, mi pare che ora la bilancia sia tutta sfavore di noi Italiani, ridotti ormai solamente a contribuenti senza diritti, accusati di razzismo ed evasione fiscale. Con grande orgoglio ho quindi partecipato alla manifestazione di Fano, coniandone pure lo slogan “Italiani sotto i ponti, clandestini in albergo: basta”. Chi mi conosce, sa benissimo che non ho mai giudicato le persone del colore della pelle o dal luogo di provenienza, ma soltanto per i loro comportamenti; purtroppo le pecore nere ci sono ovunque, anche fra di noi, ma per quanto mi riguarda difendere la propria identità, storia, cultura, e gli interessi dei propri concittadini non ha nulla a che vedere col razzismo, con buona pace dei benpensanti del tè delle cinque, che stanno bene nei loro ricchi salotti, e non sentono né i morsi della crisi, né gli effetti del degrado a cui ci hanno portato le politiche migratorie e fiscali del PD.

*Lega Nord Pesaro Segretario Comunale 

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