La magia del rally di Montecarlo: il 2015 sorride alla Volkswagen

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29 gennaio 2015

MONTECARLO – La scorsa settimana, da giovedì a domenica, si è svolto il “Rally dei Rally” ovvero il Montecarlo, una delle gare più famose al mondo, insieme all’omonimo G.P.di F.1, alla 24 Ore di Le Mans e alla 500 Miglia di Indianapolis. Le sue prove speciali, come il Turini, il Burzet, il Col de la Madonne e Sisteron, sono entrate nel “vocabolario” degli appassionati al pari della “Parabolica” o della curva del “tabaccaio”.

Tradizionalmente prima gara del Mondiale,  il “Monte” è la classica corsa che vale una stagione. Nata nel lontano 1911, fino ai primi anni ’60 è stata una gara di regolarità, poi con l’avvento dei Rally “moderni”, vere e proprie corse di velocità su strada, il suo fascino è entrato di diritto nel cuore degli appassionati. Per noi italiani il Montecarlo vuol dire l’epico trionfo del 1972 di Munari-Manucci con la piccola e leggendaria Fulvia HF, il veneto è entrato di diritto fra i “Re” del Monte con altre tre vittorie ottenute con la “Regina” dei Rally, la Lancia Stratos. Il tricolore ha poi sventolato ancora negli anni ’80 con le due vittorie di Miky Biasion, con un altro simbolo dei Rally – la Lancia Delta Integrale – per terminare purtroppo nel ’97 con il trionfo di Piero Liatti e Fabrizia Pons con la Subaru.

In questi anni anche i rally si sono trasformati, l’evoluzione tecnologica ha creato dei veri e propri “mostri” che però almeno esteriormente mantengono le sembianze delle auto che usiamo tutti i giorni.

Veniamo a questa esaltante edizione, imperniata sulla lotta fra la Volkswgen Polo di Sebastian Ogier, dominatori degli ultimi due Mondiali, ed il “ritorno” una tantum del 9 volte iridato Sebastian Loeb, vincitore nel Principato ben 7 volte, con la Citroën. La casa francese “defenestrata” da regina dei rally dalla “panzer division” tedesca, per la gara di casa ha giocato il “jolly” Leob, impegnato ora nel Mondiale Turismo (dove corre il nostro Gianni Morbidelli). Il “cannibale”, come è soprannominato Loeb, ha subito fatto capire che i quasi due anni di assenza dalla specialità non hanno scalfito la sua classe, installandosi al comando fin dalla prova di apertura. L’asso della Citroën con la sua DS3 ha poi forse esagerato un po’ nel tentativo di “asfaltare” gli avversari e, tradito dal fango misto ghiaccio, sul finire della seconda tappa di venerdì ha picchiato contro una roccia, rimanendo attardato di diversi minuti. Rientrato in gara grazie alla formula del Super Rally, che permette per chi riesce a riparare l’auto di rientrare in gara, ovviamente abbandonando velleità di classifica. L’alsaziano ha concluso ottavo con altri due acuti, uno dei quali proprio sul “mitico” Turini’.

Guardingo e sempre vicino a Loeb, Ogier si è installato al comando domando i 320 cv della sua Polo, controllando gli “strenui” attacchi dei suoi compagni di marca Latvala e Mikelsen, arrivati nell’ordine sul porto di Montecarlo per un en plein Volkswagen che sa di “epico”. Altro protagonista nel bene e nel male è stato l’ex F.1 Robert Kubica, il pilota polacco ormai rallysta a tempo pieno, dopo il grave incidente proprio in un rally che gli ha compromesso la carriera nella massima formula, si è distinto per la sua aggressività, che a volte nelle sue stagioni rallystiche l’ha privato di diverse vittorie. L’asso di Cracovia con la sua Ford Fiesta Wrc, gommata Pirelli, subito attardato da un problema elettrico, rientrato in gara con il Super Rally, si è scatenato vincendo metà delle speciali della seconda tappa e sabato nella ps. di Lardier di 51 chilometri ha rifilato oltre 40 secondi a Loeb e più di 1 minuto e mezzo a Ogier. Come detto la troppa foga l’ha costretto al ritiro a fine gara, dopo l’ennesima uscita di strada. I colori italiani, da anni assenti dalle posizioni nobili nei rally, sono stati difesi con onore da Lorenzo Bertelli, il giovane rampollo di casa Prada, con la Ford Fiesta Wrc del suo team personale inizialmente a ridosso della top ten. Si è poi innevato in un punto privo di spettatori, rimessosi in strada dopo un’infinità di tempo, ha deciso di portare a termine la gara facendo esperienza in questa sua prima stagione completa nel Mondiale.

Il Montecarlo 2015 va in archivio con l’eccezionale “triplete” Volkswagen, mettendo nel “cassetto” fino a gennaio 2016 il suo fascino.

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