“Quello che due mani possono fare”: collezione di tessuti, abbigliamento e macchinari antichi nella scuola primaria di Villa Fastiggi

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30 gennaio 2015

Francesca Gauzzi*

PESARO – Domenica scorsa la Scuola Primaria “A. Gramsci” di Villa Fastiggi ha inaugurato la mostra “Quello che due mani possono fare”, con una collezione di tessuti e abbigliamento risalenti al periodo tra il 1800 e il 1950, e l’esposizione di macchinari dell’epoca. La collezione fa parte della Casa Museo “Adriano Campanari”.

L’esposizione è riservata al mattino agli alunni, mentre il pomeriggio è aperta al pubblico, dalle ore 15.30 alle ore 19, fino a domenica 1° febbraio.

Un'immagine della mostra "Quello che due mani possono fare" a scuola

Un’immagine della mostra “Quello che due mani possono fare” a scuola

Il museo entra a scuola forse per la prima volta nel Pesarese, consentendo agli scolari di fare esperienza diretta con i bellissimi reperti del passato: abiti, biancheria intima, indumenti per i bambini, coperte, lenzuola, asciugamani, tappeti, eccetera, abbelliti con ricami e merletti. In un angolo troneggia un letto sovrastato da un pajàcc, un materasso, ripieno di foglie di granturco. In un altro sono raggruppati preziosi macchinari per la filatura e la tessitura.

Nell’arco della giornata viene proiettato il documentario “Quando Berta filava” che ritrae i processi di lavorazione della canapa, dalla semina alla produzione di tessuti al telaio. Le riprese, effettuate attorno agli anni ‘70, sono di Adriano Campanari. Il filmato è stato riadattato recentemente per essere visionato dalle scolaresche.

I bambini che hanno visitato finora la mostra e visionato il documentario sono rimasti pienamente soddisfatti (anche i piccoli di 6 anni) a tal punto che hanno portato i loro familiari il pomeriggio a scuola.

Anche gli adulti sono rimasti favorevolmente colpiti dai reperti esposti, intrecci, ricami e merletti che lasciano trapelare tutta la cura e l’amore con cui sono stati realizzati.

Gli occhi dei bambini hanno espresso un evidente stupore nel cogliere quanto sia possibile realizzare con le mani e con mirabili risultati tanto da sollecitare nei piccoli il desiderio di utilizzare al meglio la propria manualità.

Insomma, l’iniziativa ha fatto centro, richiamando alla memoria la qualità, la bellezza, un tassello del “made in Italy” sapientemente tramandato nel tempo di generazione in generazione, di madre in figlia, di… mano in mano.

*Insegnante della Scuola Primaria “A. Gramsci”

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