Vuelle fuori dalla crisi. Peccato però non aver ribaltato il -11 dell’andata

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2 febbraio 2015

Vuelle contro Venezia (foto Danilo Billi)PESARO – Venerdì, nel consueto articolo di presentazione del match, avevamo timidamente accennato alla possibilità di ribaltare il meno 11 dell’andata, rammaricandoci per il modo in cui Pesaro aveva perso in casa quel 19 ottobre, subendo un break negli ultimi tre minuti finendo il match sull’85-96, dall’81 pari del 37’. Ma sembrava troppo ottimistico pensare di andare a Varese, tornare con due punti in tasca, vincere con uno scarto in doppia cifra e pensare di uscire dal PalaWhirpool con la remota possibilità di vincere con un differenziale maggiore di 11 punti. Invece, in una serata già rovinata dal successo inaspettato colto da Caserta a Brindisi, ci rimane anche la piccola delusione di non aver neanche provato nell’ultima azione a commettere fallo, perché sul più 10 e con una quindicina di secondi da giocare, c’era ancora la possibilità di finire con il pallone in mano per provare la tripla dell’eventuale più 11 o 12, scarto che avrebbe potuto venire molto utile in futuro.

Forse saremo incontentabili, perché la vittoria della Vuelle era tutt’altro che scontata e dovremo goderci questo successo fino in fondo, ma è ormai chiaro che Caserta ha trovato la quadratura del cerchio e in questo momento la Pasta Reggia non è certamente l’ultima squadra del lotto come valore tecnico, anzi. E non stupitevi se finirà il campionato con 18 o 20 punti e, purtroppo alla Vuelle servirebbe un’altra squadra sulla quale fare la corsa e potrebbe essere proprio Varese, orfana di Diawara e con un roster dalle rotazioni non infinite, la formazione da mettere dietro di sé il prossimo 11 maggio, con un piccolo pensiero anche per Capo D’Orlando e Roma, entrambe ferme a 12 punti e, non casualmente, battute ambedue dalla Vuelle nel girone d’andata. Ma ci sarà tutto il tempo di riparlarne nelle 13 giornate che mancano alla conclusione.

Adesso è giusto sottolineare i meriti della Consultinvest che è uscita dalla crisi con una vittoria convincente, arrivata con merito, grazie a un gruppo che appare più unito dopo la partenza di Reddic e Williams, con un allenatore che sembra aver capito quelli che sono i limiti della sua squadra, dove la panchina è tre gradini sotto il quintetto base, con l’eccezione di Musso che trarrà giovamento in futuro del rientro a pieno regime di Myles e dove i titolari dovranno rimanere sul parquet per oltre 35 minuti, come accadeva nella scorsa stagione al trio Anosike-Trasolini-Turner. Paolini ha azzerato quei cambi sistematici difensivi, tanto cari a Dell’Agnello, responsabilizzando i suo giocatori a contenere individualmente l’avversario, rinunciando temporaneamente alla zona, mai digerita da questo gruppo e con una maggiore attenzione ai rimbalzi, con tagliafuori efficaci anche dei piccoli, sono semplici accorgimenti e non complicate alchimie tattiche, ma spesso sono le cose più semplici a fare la differenza e la strada intrapresa dalla Vuelle in queste ultime settimane sembra quella giusta.

I PIU’…

Rimbalzi
Pesaro ne cattura 50 contro i 39 degli avversari, con Ross e Judge sugli scudi, ma tutti hanno portato il loro mattoncino, da Wright a Lorant, grazie ad una ritrovata attenzione sul tagliafuori e ad un maggiore uso del triangolo difensivo.

Chris Wright
Non avrà un tiro devastante, ma se cercavate un playmaker e un leader avete fatto bingo, perché Wright ha 20 punti nelle mani ogni sera, senza che il gioco della sua squadra ne risenta, anzi Chris cerca sempre prima di coinvolgere i compagni nella partita e solo nell’ultimo quarto si mette in proprio, segnando canestri fondamentali come le due entrate di Varese negli ultimi due minuti che hanno messo il sigillo definitivo sulla vittoria pesarese.

Tiri liberi
Cinque soli errori su 31 tentativi, con Wright che sporca una prestazione da nove in pagella, sbagliandone tre, spesso i liberi sono la cartina di tornasole del grado di tranquillità del gruppo e l’83% dalla lunetta è un segnale della ritrovata fiducia.

…E I MENO DELLA SFIDA VARESE – PESARO

Palle perse e recuperate
Ventidue palle perse e solo cinque recuperi per una Vuelle che spreca qualche occasione di troppo in contropiede, con passaggi affrettati ed imprecisi, mentre in fase difensiva non riesce a mordere come dovrebbe.

Percentuale dal campo
Le due squadre tirano col 35%, con troppi errori da mezzo metro e qualche forzatura di troppo, con una percentuale frutto più degli errori offensivi che dei meriti difensivi.

Tommaso Raspino
In 12 minuti, non si prende neanche una conclusione e si fa notare solamente per i problemi difensivi che lo costringono a commettere cinque falli in brevissimo tempo, se non salirà il suo rendimento, vediamo tanta panchina nel suo futuro.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Quando è girata dalla parte della Vuelle la partita di Varese? Al quinto fallo di Judge, ovvero il momento che poteva essere il più negativo per la Consultinvest, perché l’Open JobMetis non aveva trovato l’antidoto giusto per il centro pesarese, con Daniel che non riusciva né a contenerlo, né a segnarci contro e l’uscita prematura di Wally, che si è visto fischiare quattro falli contro e un tecnico per proteste in soli quattro minuti, poteva essere devastante per una squadra con un reparto lunghi cortissimo, invece Pesaro piazza un parziale di 14 a 1 che risulterà decisivo per le sorti del match, grazie all’intraprendenza di Wright e all’incoscienza di Musso, tornato a segnare le sue triple ignoranti, con Lorant che dimostra di essere il quattro che mancava a questa Vuelle, in grado sia di segnare da fuori, sia di rendersi utile in difesa a rimbalzo, anche se gli manca l’esplosività per liberarsi dentro l’area colorata, con Ross che si sacrifica da finto centro, catturando rimbalzi e rinunciando a qualche conclusione delle sue, lasciando il pallino del match in mano a Chris Wright che, alla sua seconda uscita in maglia biancorossa, si conferma un playmaker vero, in grado di leggere le varie situazioni tattiche e di caricarsi sulle spalle la squadra nei momenti topici, particolari che fanno la differenza tra un buon giocatore e un vincente. Ma, come sa bene Caserta, che da quando ha cominciato a difendere, ha cominciato anche a vincere, è dalla difesa che parte tutto e coach Paolini sta facendo il possibile per inculcare concetti semplici, ad un gruppo che nella gestione precedente faticava a fare uno scivolamento laterale od un tagliafuori in più, rifugiandosi magari in quella “zonetta” che esaltava solamente i tiratori avversari, adesso Pesaro è attesa da due incontri casalinghi consecutivi: il primo contro una formazione in difficoltà come Avellino, reduce da cinque sconfitte consecutive e che in settimana potrebbe esonerare coach Vitucci, il secondo contro una big come Reggio Emilia, è fondamentale vincerne almeno uno, anche perché Caserta rischia di fare cinquina, dovendo affrontare Bologna in casa e Pistoia in trasferta, mentre Varese è attesa da due match impegnativi (trasferta di Reggio Emilia e Venezia a domicilio), coach Paolini ha davanti a sé un mese di febbraio senza trasferte, con la possibilità di lavorare sodo in palestra e di reinserire gradualmente Myles, fatto rientrare forse prematuramente, ma lo staff pesarese ha preferito schierare un Myles al 30%, rispetto ad un Gaines al 100%, scelta coraggiosa che ha dato comunque i suoi frutti. E’ ormai chiaro che saranno questi dieci giocatori a giocarsi la salvezza, per una Consultinvest che non sarà spettacolare, ma che sembra finalmente un gruppo capace di andare nella stessa direzione, l’asticella della salvezza rischia di alzarsi fino a quota 20, vetta difficilissima da raggiungere senza qualche aiutino dalla altre formazioni, in un finale di stagione nel quale speriamo di non dover rimpiangere, non aver commesso fallo nell’ultima azione di Varese.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano si dimentica dei suoi problemi in Europa, rifilando oltre 100 punti a domicilio ad una formazione solida come la Dolomiti Energia Trento, Venezia mantiene la sua seconda posizione dopo il bel successo colto a Roma, con Sassari che si sbarazza agevolmente di Pistoia, in una giornata che ha visto ben quattro vittorie esterne, con Bologna che si conferma una formazione da playoff sbancando Capo D’Orlando, Cantù che acuisce la crisi di Avellino (cinque sconfitte consecutive) superandola nel finale e Caserta che approfitta dei problemi di organico di Brindisi, costringendo l’Enel a soli 60 punti segnati, in un turno che si concluderà col consueto posticipo del lunedì sera tra Cremona e Reggio Emilia.

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