Alma-Samb senza tifosi ospiti? Vogliono uccidere il calcio

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3 febbraio 2015

Sandro Candelora

FANO – Al di là di chi riuscirà a prevalere sul campo (il pareggio in effetti non servirà a nessuna delle due contendenti), la supersfida tra Alma e Samb vede già parecchi sconfitti, prima ancora di essere disputata. A perdere in malo modo sono stati la logica, il buon senso, l’intelligenza, lo sport in generale, il calcio in particolare e quanti lo amano. Tutti vittima di chi ha preso la delirante decisione di vietare la trasferta ai tifosi ospiti. Provvedimento draconiano che non ha alcuna giustificazione ragionevole e si fa beffe di quanti continuano a seguire il gioco più bello del mondo, ahimé sempre più affidato a chi non è in grado di gestirlo per incompetenza abissale unita ad insopportabile protervia.

E’ un anno che si sa che l’8 febbraio è prevista la seconda sfilata del Carnevale, sono sei mesi che è noto che lo stesso giorno va in scena lo scontro tra granata e rossoblù, match che è andato crescendo di importanza man mano che ci si avvicinava ad esso, fino ad assumere i connotati di un appuntamento all’ultimo sangue, partita all’insegna del mors tua vita mea. Ebbene, a nessuno tra chi doveva farlo per il ruolo istituzionale che ricopre è venuto in mente di chiedere in tempi non sospetti di anticiparla al sabato, per evitare la coincidenza con il massimo evento cittadino e richiamare così più gente allo stadio.

Peggio ancora, non si è tentato di agire in questa maniera subito all’indomani dell’assurda uscita del Cams: il margine c’era eccome. Mancanza di lungimiranza prima e poi tempestività di reazione nulla anche e soprattutto da parte delle due società coinvolte (inutile che Moneti & C. strepitino ora, a frittata fatta, e ci aspettavamo altra brillantezza pure da Gabellini), che avrebbero dovuto concordare l’opportuno spostamento ed aggirare così ogni possibile diktat degli organi superiori, puntualmente capaci di stupirci con effetti letali. Povero football, in che mani sei caduto… Umiliato ed offeso da chi, in giacca e cravatta e seduto dietro ad una scrivania, risulta essere ben più violento dei violenti (o presunti tali) che vorrebbe combattere.

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