L’Unione dei Comuni del San Bartolo e del Foglia è realtà: a Pesaro approvazione del Consiglio comunale con polemiche

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3 febbraio 2015

Unione dei Comuni del San Bartolo e del Foglia

Unione dei Comuni del San Bartolo e del Foglia

PESARO – Il Consiglio comunale di Pesaro approva l’unione dei Comuni del San Bartolo e del Foglia. L’ok è arrivato ieri sera, al termine di un dibattito di oltre quattro ore, molto articolato e dai toni accesi. Ben quattordici gli emendamenti presentati (12 del Movimento 5 Stelle, uno della maggioranza e uno di Ndc (con primo firmatario Dario Andreolli), di cui solo due approvati (quello della maggioranza e uno di M5S). L’opposizione abbandona l’aula in segno protesta, lasciando quindi alla maggioranza il compito di approvare la delibera. Che viene cosi approvata all’unanimità (22 presenti, 22 votanti, 22 favorevoli).

Toni accesi in Consiglio

L’assemblea si è aperta con l’intervento del consigliere di Fi Alessandro Bettini che ha presentato una mozione d’ordine con la quale si chiedeva il rinvio della delibera alle commissioni competenti “per una valutazione più attenta, vista l’importanza dell’atto. Ciò, non vuol dire comunque essere in disaccordo con la scelta di unirsi”. Richiesta che, messa in votazione, è stata rigettata dal Consiglio. Non accolta invece dal presidente Luca Bartolucci l’altra mozione d’ordine presentata da Edda Bassi  (M5S) la quale, citando il regolamento del Consiglio, chiedeva anche lei il rinvio della discussione (“Chiedo il rinvio perché ci sono i presupposti per farlo”).

Il sindaco Ricci: “Una giornata importante. Dobbiamo correre, non rinviare”

“Oggi – ha detto il sindaco presentando la delibera – è una giornata storica. In questi mesi in Consiglio abbiamo discusso molto dell’unione, era il primo punto del programma di governo, approvato nelle linee di mandato. Perché dunque rinviare? Noi dobbiamo correre, non rinviare. Sono contrario alla cultura del rinvio, questo è un passo avanti per una amministrazione più efficiente”.

L’analisi socio-economica

“Si tratta di una vera e propria riforma dal basso – ha proseguito Ricci -, che abbiamo messo in atto nella consapevolezza che in questa crisi economica e sociale ci sia anche una crisi istituzionale, con gli enti locali che in questi anni ne hanno subìto e continuano subirne maggiormente gli effetti. C’è dunque la coscienza che dobbiamo essere i protagonisti della riorganizzazione dello Stato. Uno stato meno costoso, più veloce e moderno. Gli ottomila Comuni italiani, così come li abbiamo conosciuti fino ad oggi, non reggeranno più. Siamo di fronte allo svuotamento e alla fine, nei fatti, degli enti provinciali, ma c’è anche una discussione sugli ambiti regionali. Nel paese si stanno realizzando riforme importanti ma incomplete, e c’è una parte di queste che spetta a noi, se vogliamo realmente produrre il cambiamento”.

La scelta del nome: San Bartolo e Foglia

“San Bartolo perché è un elemento naturale che vogliamo valorizzare ancora di più, che accomuna in particolar modo Pesaro, Gabicce e Gradara – ha continuato il sindaco -, ed è uno dei posti più belli del mondo. Il Foglia, perché il nostro obiettivo è fare in modo che questa unione, si ampli, facendone entrare a far parte anche i Comuni di Pian del Bruscolo, che già fanno parte dell’Ambito sociale Territoriale. È chiaro che l’obiettivo è costituire un’unione anche con gli altri Comuni dell’ambito, ambito ottimale per il nostro territorio. E chissà, magari anche Fano potrà fare la stessa cosa unendosi con i Comuni della bassa val Metauro”.

Una realtà di 110mila abitanti

“Ora siamo la prima realtà amministrativa delle Marche – ha ribadito Ricci – , con oltre 110mila abitanti. Obiettivo principale, far contare di più questo territorio. Da oggi ci presenteremo sempre insieme in ambito regionale, avremo più forza e ciò ci consentirà di cogliere delle opportunità nuove”.

Le funzioni

Cinque i servizi che partiranno subito: Polizia municipale, statistica, Suap,  informatica e Protezione civile.

“L’obiettivo è mettere insieme sempre più funzioni nell’arco dell’anno. Cambiamento significa anche lavorare di più e meglio insieme”.

Le risorse fuori patto

Fa un esempio il sindaco: “Se decidessimo che a riscuotere le multe sia l’Unione, quelle risorse, che sarebbero fuori Patto di stabilità, potrebbero essere utilizzate dai Comuni ad esempio per interventi di manutenzione”.

All’assessore alla Gestione Antonello Delle Noci il compito presentare il progetto che vede dunque coinvolti i Comuni di Pesaro, Gabicce, Gradara e Mombaroccio. Tre gli organi dell’unione: Consiglio, Giunta e presidente. L’assemblea sarà costituita da 22 consiglieri, compreso il presidente: 5 per il comune di Gabicce, 4 per quello di Gradara, 3 per quello di Mombaroccio e 10 per Pesaro (di cui 2 dell’opposizione). La giunta sarà composta dai 4 sindaci, all’interno di essa verrà eletto un presidente che durerà in carica 2 anni e mezzo. Entro un mese i consigli saranno chiamati a   nominare i rappresentanti all’interno del consiglio dell’unione.

La discussione

Tantissimi gli interventi, quasi tutti dell’opposizione. Bettini: “La discussione portata avanti fino a questo momento dimostra che il rinvio era necessario. È una questione di democrazia. Questa è arroganza, visto che fra l’altro ci sono mesi prima che parta il progetto, per cui una settimana di rinvio non avrebbe portato alcun danno. Noi non siamo contro l’Unione, chiedevamo solo di fare uno statuto migliore”.

Sono intervenuti tra gli altri Silvia D’Emidio, Edda Bassi, Fabrizio Pazzaglia, Francesca Remedi, Dario Andreaolli, Federico Alessandrini, Roberta Crescentini, Giovanni Dallasta, Ilaro Barbanti.

Gli emendamenti

Prima di votare il documento il Consiglio, su richiesta del consigliere Andreolli, viene sospeso per 5 minuti. Alla ripresa inizia la discussione dei 14 emendamenti. Al termine, solo due vengono approvati. Uno del Movimento 5 Stelle (che chiedeva che all’art. 29 comma 2 accanto alle parole ‘i consiglieri dell’Unione’ si aggiungano le parole ‘e dei Comuni che fanno parte della stessa’) e l’altro della maggioranza che chiedeva l’aumento a 2 dei consiglieri di opposizione (“al titolo II, capo II art. 13 1 comma, venga sostituito: ‘dieci per il Comune di Pesaro: il sindaco e 9 membri di cui 2 della minoranza’).

La votazione, l’opposizione esce dall’aula

Al momento della votazione il capogruppo di Fi Bettini dichiara che il suo gruppo abbandonerà l’aula e non parteciperà alla votazione. Stessa cosa per Roberta Crescentini della lista “Siamo Pesaro”, per Ncd e per M5S.

In aula la maggioranza, compatta, vota la delibera emendata, che ha dunque il via libera del Consiglio.

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