Monossido di carbonio in casa, una famiglia intera “salvata” da un bimbo di 17 mesi

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5 febbraio 2015

Centro di ossigenoterapia Iperbarica Adriatica

La camera iperbarica del Santa Croce (tratta dal sito della struttura www.iperbaricofano.it)

CUCCURANO – Si è sfiorata la tragedia a Cuccurano. A salvare una famiglia di 8 persone il più piccolo, un bimbo di 17 mesi, che l’altra sera ha accusato un malessere. Niente pappa nonostante di solito fosse un mangione, anche i passettini erano incerti, quasi perdesse l’equilibrio come mai, da quando ha iniziato a camminare, gli era capitato. I genitori, che in quel momento erano con gli zii e con altre due bambine rispettivamente di 4 e 7 anni, hanno immediatamente portato il piccolo all’ospedale. Al pronto soccorso del Santa Croce di Fano, dove i medici hanno riscontrato nel corpicino un’elevata concentrazione di monossido di carbonio.

Subito dopo si è scoperto che il gas – che per sua natura è inodore e insapore – era presente anche se in percentuali minori negli organismi degli altri componenti il nucleo familiare. Così si è compreso che in casa si era diffuso monossido di carbonio, esalato dalla caldaia dell’abitazione per via di uno scatolone accidentalmente finito davanti alla canna fumaria che impediva il normale ricambio dell’aria nell’ambiente.

Il piccolino, le due bimbe e gli altri cinque membri della famiglia sono stati immediatamente trattati nella camera iperbarica di cui è provvisto l’ospedale Santa Croce. Adesso stanno bene, ma lo spavento una volta razionalizzato quel che è successo deve essere stato tanto.

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