Cani antidroga fanno arrestare barista-spacciatore: distingueva le dosi in base al colore dell’involucro

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6 febbraio 2015

La droga e i soldi sequestrati dai carabinieri di Mondavio

La droga e i soldi sequestrati dai carabinieri di Mondavio

MONDAVIO – L’uomo gestiva un bar-ristorante annesso alla propria abitazione. Condizione ideale per custodire, tagliare, confezionare e spacciare sostanze stupefacenti a tossicodipendenti che potevano tranquillamente confondersi tra i normali clienti.

Il tutto non è sfuggito ai carabinieri di Mondavio che, nel primo pomeriggio, si sono presentati al bar insieme ad un cane antidroga del nucleo cinofili di Pesaro.

Ancor prima della notifica del decreto di perquisizione l’uomo aveva già capito tutto. Non si trattava del solito controllo agli avventori del bar o alle autorizzazioni amministrative del locale. I militari cercavano altro.

Le prime due dosi di cocaina sono state trovate in tasca pronte per essere cedute. Il resto era ben nascosto nella camera da letto della propria abitazione collegata al locale. All’interno di un contenitore in legno a chiusura ermetica vi erano complessivamente 35 grammi di cocaina, parte già confezionata e parte ancora da tagliare. Continuando la perquisizione, in un barattolo metallico i militari avrebbero rinvenuto 170 grammi di hashish anch’essi in parte già confezionati e in parte ancora da lavorare. In alcune scatole di scarpe vi erano custodititi dei contenitori di cellophane e ritagli di buste di nailon da utilizzare per il confezionamento nonché l’immancabile bilancino di precisione. Sequestrata la somma di 1.115 euro, verosimilmente provento dello spaccio.

Osservando gli involucri già pronti, incuriosiva la meticolosità con cui erano state suddivise le dosi contraddistinte dal colore del cellophane utilizzato. L’involucro di colore nero conteneva la dose meno consistente e ad aumentare quello di colore celeste e poi quello di colore bianco.

L’uomo, un 40enne del posto che non sarebbe nuovo a fatti del genere, è stato tratto in arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze psicotrope nonché per aver adibito il bar a luogo di incontro di persone che si danno all’uso di sostanze stupefacenti. Per quest’ultimo capo d’imputazione l’Autorità giudiziaria e/o il Prefetto potrà disporne la chiusura.

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