Provincia allagata: Drudi chiede un tavolo comune per ricognizione danni, Acacia Scarpetti parla di errori del passato. Adriabus: “Nessun disagio nei trasporti”

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7 febbraio 2015

Alberto DrudiPESARO – “E’ un bollettino di guerra da Gabicce a Marotta, da Pesaro a Urbino e tutto il Montefeltro: non c’è un’area della nostra provincia che non sia stata toccata con violenza dal maltempo e abbia subito danni ingenti”. Alberto Drudi, presidente della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino è da ieri in costante contatto con le associazioni di categoria e segue l’evolversi della situazione, “che non è solo meteorologica ma anche economica e sociale”.

“E’ urgente organizzare un tavolo di ricognizione dei danni e delle principali necessità del territorio”, ha annunciato oggi e la proposta andrà subito sul tavolo della giunta camerale, fissata per lunedì. “L’obiettivo è fare in fretta – ha aggiunto – creando tutti i presupposti perché si possa, in tempi rapidissimi, avere il quadro preciso della situazione e agire anche nei confronti del governo centrale, in maniera che possa, con estrema urgenza, mettere in moto tutti i provvedimenti necessari a sostegno del nostro territorio”.

Il presidente della Camera di Commercio ha voluto anche esprimere solidarietà a “operatori delle spiagge, ristoratori, imprenditori, lavoratori e cittadini, che sono usciti in ginocchio da 24 ore di pioggia, vento ed esondazioni”.

Adriabus, nessun disagio nei trasporti nonostante il maltempo

URBINO – “Le condizioni meteo proibitive, che hanno messo in ginocchio la nostra provincia, non hanno rallentato i servizi di Adriabus, sia per le tratte lungo il litorale, sia quelle verso l’entroterra”. Così il presidente di Adriabus, Giorgio Londei, ha commentato i riflessi del maltempo sui collegamenti garantiti dall’azienda.

Oggi, il Presidente della società di trasporto locale ha anche annunciato che, nel corso del 2014, i passeggeri trasportati su tutto il bacino provinciale sono stati 11,9 milioni, con un incremento di 120 mila unità rispetto all’anno precedente.

Londei ha voluto mettere un punto fermo sul bilancio aziendale: “E’ in sostanziale equilibrio – ha spiegato -, nonostante la scarsità delle risorse messe a disposizione per il trasporto pubblico locale”. “Si tratta di un risultato reso possibile attraverso il processo organizzativo messo in piedi da Adriabus – ha detto ancora Londei -, che ormai da oltre 10 anni ha ottimizzato l’utilizzo delle risorse produttive, permettendo all’azienda di realizzare servizi a basso costo, con struttura amministrativa ridotta veramente all’osso”.

Con questa situazione, Adriabus si appresta ad affrontare la gara per l’affidamento del servizio per i prossimi 6 anni, che dovrebbe essere avviata entro il prossimo 30 settembre: “Abbiamo le carte in regola per vincerla – ha detto con fiducia Londei -, ma è anche vero che l’appalto potrebbe vedere in campo player nazionali”.

Il presidente di Adriabus ha comunque anticipato che “l’ipotesi di affrontare più concorrenti, non sarà sufficiente a far diminuire l’impegno quotidiano sul territorio”. “Per quanto ci riguarda – spiega ha spiegato Massimo Benedetti, direttore generale dell’azienda – siamo già in pista per rispondere con sempre più efficacia alle necessità che emergono dalla nostra provincia: ad esempio, riorganizzare l’intera rete provinciale, per adeguarsi al nuovo orario scolastico che sarà in vigore dal prossimo anno scolastico negli istituti superiori, che prevede lo sviluppo delle lezioni su 5 giorni a settimana”.

ACACIA SCARPETTI: “PAGATI ERRORI DEL PASSATO”

“Non so chi vincerà la sfida elettorale tra Marcolini o Ceriscioli, so soltanto che chiunque vinca avrà dei forti obblighi morali, amministrativi e politici verso la gestione del territorio”.

Lo scrive Luca Acacia Scarpetti, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, che continua: “Ancora una volta di fronte ad importanti ma non catastrofici eventi atmosferici, il territorio accusa molti più danni del dovuto. Con una irresponsabilità imbarazzante degli  ultimi lustri, abbiamo lasciato che le dighe, costruite ad inizio secolo scorso per scopi ben precisi, perdessero le loro funzioni per pura negligenza. Nessuno ha mai svuotato le stesse, benchè progettate e realizzate per essere periodicamente pulite. Viviamo su coste createsi negli ultimi 400 anni dai detriti fluviali, oggi completamente bloccati negli invasi chiusi, e ci meravigliamo di una erosione così premente. Le nostre coste non sono di roccia. Sono di materiale morbido che si consuma e che va costantemente sostituito. Si licenziano piani di difesa della costa asettici, che considerano solo la battigia e il primo mare, utili solo a spapocchiare su dubbi ripascimenti (vi sono processi penali in corso), senza considerare cosa avviene nei soli 60 km di aste fluviali. Il ripascimento della costa lo devono fare i fiumi, non c’è nulla da inventarsi. Non c’è visione di insieme su come gestire questo “fazzoletto” di territorio. Il dissesto idrogeologico delle ns campagne sta letteralmente sbriciolando la ns viabilità. Le province hanno avuto nel recente passato più addetti stampa e fotografi che cantonieri operativi: vi pare normale tutto ciò? È su questi temi che vorrei confrontarmi con il prossimo governatore, a cominciare da martedì prossimo in aula quando chiederò la discussione urgente di una fondamentala prossima legge regionale: “ Norme di Polizia Rurale”!

Luca Acacia Scarpetti

LUCA ACACIA SCARPETTI
Consigliere Regionale
Gruppo Assembleare Regionale ITALIA DEI VALORI

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