Arrigoni e Baiocchi: “Piste ciclabili da record ma cosa è stato fatto per il dissesto idrogeologico?”

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8 febbraio 2015

Fabio Arrigoni e Nicola Baiocchi      

*Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Pesaro

PESARO – Come ogni anno si torna a parlare di maltempo, e come puntualmente accade ogni hanno, viene chiesto lo stato d’emergenza per le esondazioni e i molteplici danni collegati per il nostro territorio. Lo stato d’emergenza permette l’erogazione di fondi destinati alla manutenzione e alla messa in sicurezza del territorio. Non vorremmo dilungarci sulla questione, ma per comprendere meglio, è inevitabilmente necessario partire da lontano, e ben quattro anni fa, il sito del Comune di Pesaro pubblicava questo documento:

(pubblicata da 3 anni, il 11 novembre 2011 (venerdì) alle 18:00)

Prevenzione del rischio idraulico, la mappa comunale degli interventi

Fiume Foglia

Fiume Foglia

PESARO – Le vicende legate alle strategie di reperimento fondi della Regione per risarcire i territori alluvionati del Fermano e soprattutto i tragici fatti che hanno coinvolto le popolazioni della Lunigiana, delle Cinque Terre e di Genova hanno spinto l’Amministrazione comunale – di concerto con la Provincia – a fare il punto sulle tematiche inerenti la prevenzione del rischio idrogeologico.

Gli argomenti rientranti in questa sfera di competenze sono tanti, tutti contenuti nel Piano di assetto idrogeologico realizzato alcuni anni fa e costantemente aggiornato con i nominativi delle figure tecniche di riferimento per ogni tipo di mansione. Il Piano regolamenta le azioni nell’ultima fase – quella dell’allerta – che nel caso del fiume Foglia scatta un’ora e mezza prima della piena. Ovviamente, tutti gli studi e le azioni concertate per la redazione del Piano insistono anche sulla prevenzione del rischio, ed in questo ambito le due azioni principali attuate dal Comune sono state la messa in sicurezza della zona industriale di via Toscana e della zona residenziale di largo Ascoli Piceno e la ricerca di risorse per realizzare la cassa di espansione del fiume Foglia.

Via Toscana e largo Ascoli Piceno. Dopo l’alluvione del settembre 2005 tutte le edificazioni successive sono state realizzate tenendo conto delle nuove normative sulla mitigazione idraulica, quindi realizzando delle soglie che innalzino il livello della struttura evitando l’arrivo dell’acqua in caso di piena del Foglia. Inoltre dopo i fatti del 2005 è stato rifatto il sistema fognario dotando il fiume di una “idrovora” che risucchia l’acqua rigettandola solo successivamente nel fiume, tenendo quindi sotto controllo il livello dell’acqua. La disponibilità a spostare parte della zona industriale, data dall’Amministrazione subito dopo l’alluvione, è stata quindi rimessa in discussione perché ora il rischio di piena in situazioni rientranti nell’ordinario non sussiste più.

Cassa di espansione del fiume Foglia. Sono pronti per l’utilizzo 750mila euro provenienti dalla casse comunali ai quali si aggiungeranno 2.500.000 euro di finanziamenti ministeriali (tagli permettendo) e 2.000.000 di risorse private. In totale serviranno quindicirca 5.250.000 euro. La cassa sarà in grado di invasare fino a 900.000 metri cubi di acqua. Va aggiunto che il Servizio Manutenzioni del Comune insieme ad Aspes spa provvede all’asportazione di vegetazione lungo le sponde del Foglia.

Manutenzione ordinaria sul Genica. Il Comune deve provvedere allo sfalcio e alla rimozione di rami e altri oggetti presenti nel letto del torrente Genica, mentre la Provincia ha la competenza sulla manutenzione straordinaria, come il rifacimento degli argini. A questo riguardo il Servizio Manutenzione provvede annualmente alla pulizia dell’alveo del Genica sia nel ramo canalizzato con fondo e pareti in calcestruzzo (zona cimitero centrale in via Mirabelli), sia in alcuni tratti in terra.

Interventi di pulizia periodica dei fossi demaniali. Nel corso del 2011 sono stati realizzati o sono in corso di realizzazione interventi nei seguenti fossi demaniali: fosso Vallato, fosso della Ranocchia in località San Martino, fosso della Badia a Santa Maria delle Fabbrecce. Inoltre: rimozione piante crollate nel tratto del Genica tra l’Interquartieri e Santa Veneranda e nel Rio Torcivia a Villa Ceccolini; pulizia del ramo del Genica in via del Rio a Santa Veneranda, mentre è imminente la pulizia del fosso della Fossetta in località Selve di Granarola. In ambito extraurbano la competenza per quanto concerne il fiume Foglia e il torrente Genica spetta alla Provincia.

Criticità. La problematica principale riguarda il regime idrografico minore sul territorio comunale che necessita di interventi di pulizia, risagomatura e mantenimento attivabili mediante l’istituzione di consorzi che dovranno necessariamente coinvolgere i proprietari frontisti. Infatti chi abita di fronte ai corsi d’acqua ha l’onere di collaborare con l’ente pubblico per la segnalazione e talvolta la rimozione delle insidie presenti (rami, eccetera). Particolare attenzione è concessa in questo periodo all’area adiacente l’autostrada in località Fornace Vecchia, al fine di regimare adeguatamente le acque meteoriche (pioggia e neve) lì accumulate.

Risorse. Ogni anno il Servizio Manutenzione dispone di 55mila euro per le manutenzioni ordinarie, comprendenti anche gli interventi sulle scarpate spesso oggetto di frane e smottamenti. Le risorse previste nei piani annuali delle opere pubbliche per la straordinaria manutenzione ammontano mediamente a 90mila euro, spesso destinate al ripristino di frane e smottamenti.

Il sindaco ha concluso con una considerazione: “In tema di prevenzione del rischio idrogeologico ci è di grande aiuto il nuovo meccanismo del Patto di stabilità verticale regionale, che ci consente di avere maggiore facilità nel fare investimenti, prima bloccati quasi totalmente dalla normativa sul Patto di stabilità degli enti locali”.

Gli interventi della Provincia in materia di assetto idrogeologico

Matteo Ricci e Massimo Galuzzi hanno presentato l’11 novembre durante una conferenza stampa le azioni realizzate e in agenda.

Ha già convocato la sala operativa integrata ma continua a giocare d’anticipo, il presidente Matteo Ricci, sul maltempo. «Anche perché il problema del dissesto idrogelogico – spiega in conferenza stampa – ha ormai assunto una dimensione nazionale, ed è ulteriormente accentuato dai tagli del Governo agli enti locali». Traduzione: «Avremo meno risorse non solo per le strade, ma anche per la manutenzione dei corsi fluviali». Nonostante il contesto generale, tuttavia, il presidente va avanti. Con un premessa «Con i pochi fondi a disposizione, in questi mesi, abbiamo realizzato interventi rilevanti. E’ la dimostrazione che per l’amministrazione la tematica della sicurezza è fondamentale. Certo, se avessimo avuto più risorse e meno problemi con il Patto di stabilità, già oggi avremmo potuto fare di più. Ma le azioni fatte, anche se non bastano rispetto a quello che servirebbe, sono comunque importanti. E hanno eliminato rischi anche gravi che si sono presentati nei fiumi del territorio». E’ l’assessore Massimo Galuzzi che mette in fila i temi: «Sull’assetto idrogeologico in generale, e sui fiumi nello specifico, manca una politica generale del Governo». Secondo: «I danni causati dal maltempo hanno inciso notevolmente sul corretto deflusso dei corsi d’acqua, sugli argini e sulle briglie. Ci è stato riconosciuto lo stato d’emergenza, ma la beffa è che nulla è stato poi stanziato dallo Stato. Avevamo 500mila euro di fondi ordinari all’anno, dallo Stato e dalla Regione, per operazioni ordinarie d’intervento sui corsi d’acqua. E dal 2011 ci hanno tagliato anche questo…». Ma non è finita: «Facciamo un esempio. Per la cassa d’espansione sul Foglia, a Montecchio, abbiamo 3 milioni e mezzo di euro stanziati e i progetti pronti. Ma è tutto bloccato dal patto di stabilità». Congelato anche l’accordo Stato-Regioni, che aveva definito, tra l’altro, altri finanziamenti per la cassa di espansione in zona Chiusa di Ginestreto (2 milioni e mezzo di euro), seguita dal Comune. Nonostante il quadro, Galuzzi puntualizza: «Abbiamo dovuto recuperare più risorse possibili, mettendo insieme tutto. Residui dal nostro bilancio corrente, fondi Por e quelli provenienti dall’8 per mille. Un’attenzione costante, che ci ha consentito, se non altro, di fare alcuni interventi prioritari». L’azione più rilevante, nota Galuzzi, è quella portata avanti sugli argini della foce del Metauro: «Lavori in atto per un milione di euro (500mila euro fondi Por, 500mila euro dall’8 per mille), dove il fiume era esondato nel 2005». Su via Toscana: «In questi giorni abbiamo fatto le verifiche necessarie. Sono stati ultimati ulteriori lavori per la messa in sicurezza, relativi all’innalzamento degli argini del Foglia». Inoltre: «Lavori capillari anche per la pulizia dei fiumi dall’accumulo e deposito di materiali, costati complessivamente 150mila euro». Non solo: «La Provincia – prosegue Galuzzi – ha sollecitato la Regione per l’approvazione della legge sul sovralluvionamento, in particolare per la ghiaia che ricopre il letto dei corsi d’acqua. E stiamo diffondendo due decaloghi per i cittadini: uno sulla corretta raccolta della legna e sul taglio delle piante lungo i fiumi, L’altro riguarda i comportamenti da seguire in caso di alluvione. In più, è stato costituito un nucleo operativo per la tutela del suolo, in modo da fronteggiare le emergenze». Conclude il dirigente Stefano Gattoni, che snocciola, nel dettaglio, le azioni di sistemazione del reticolo idrografico provinciale. Alcune delle quali, come a Cagli e Acqualagna, in dirittura d’arrivo. E sugli interventi che hanno riguardato il Foglia, nell’area del Galoppatoio, precisa il dirigente: «E’ stato rimosso il materiale legnoso che ostruiva l’alveo e si era accumulato, dopo le pine, anche nel bosco adiacente. Ora è stato ripristinato il regolare deflusso delle acque…».

[Testo a cura dell’Ufficio Stampa della Provincia di Pesaro-Urbino]

Il 13 Settembre 2013, Matteo Ricci era ancora Presidente della Provincia. Da Presidente della Provincia cosi parlava ai cittadini:

“Un decreto della Protezione civile nazionale ha approvato piano emergenza relativo agli eventi atmosferici avversari del marzo 2013.Sbloccati così 5,2 milioni di euro per interventi su strade e frane. In particolare sull’Ardizio che, complice la grande pioggia, aveva dato segni di costante cendimento. Altri interventi riguardano il fiume Foglia. Dice il presidente Matteo Ricci, decisamente soddisfatto per un primo, importante, finanziamento arrivato in questi anni di assoluta carestia: “Apriremo 34 cantieri prima dell’inverno, tutte aziende locali. Tamponiamo così l’emergenza manutenzione e diamo un po’ di lavoro”. Poi va oltre: “Ci sono buone possibilita’ anche su fondi neve e alluvione”. Dalla grande neve è passato più di un anno e mezzo, senza risultati concreti.
L’approvazione del piano – ha precisato Matteo Ricci in conferenza stampa – comporterà per la Provincia lo sblocco di 5 milioni e 200mila euro di risorse, derivanti da trasferimenti statali del passato che non potevamo utilizzare a causa del patto di stabilità. Di questi, 800mila euro riguardano gli interventi di somma urgenza realizzati sull’Ardizio, i restanti saranno impiegati per interventi su tratti stradali, frane e ponte di San Donato, che intendiamo effettuare prima dell’inverno. Al riguardo, nelle prossime settimane faremo partire 34 cantieri, tutti già appaltati e vinti da imprese locali. In più, 180mila euro verranno utilizzati per sistemare il tratto del fiume Foglia da via Ponchielli alla Cassa edile”.

Oggi 06/02/2015 Stiamo parlando ancora degli stessi problemi e delle stesse emergenze.


Matteo Ricci dallo scorso maggio è diventato Sindaco di Pesaro, la provincia è in profondo dissesto e nessuno sa di chi sia la responsabilità di pulire l’alveo dei fiumi, dove reperire le risorse per mettere in sicurezza il territorio.
Non scordiamoci – concludono Fabio Arrigoni – Nicola Baiocchi, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Pesaro – i disagi che i temporali estivi della scorsa estate ci hanno procurato bloccando la città, allagando i territori agricoli e non scordiamoci le accuse di qualche assessore di questa giunta ai proprietari delle terre allagate di non saper lavorare la terra creando disagi alle strade che le attraversavano.
Ancora una volta ci chiediamo come siano state impiegate le risorse destinate al dissesto idro-geologico nel nostro territorio, poche o tante che siano, se ogni volta che piove un po’ più del normale, la nostra Provincia finisce sommersa. Sembrerebbe che Pesaro detenga il record di chilometraggio di piste ciclabili, peccato non abbia però quello di risposte serie al dissesto idro-geologico e ai cittadini.


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