Emergenza maltempo, la Cisl: “A chi giova questa cieca politica del territorio?”

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9 febbraio 2015

Cisl Pesaro, Fano e Urbino

IL maltempo di questi giorni sta riportando drammaticamente all’attenzione di tutti il delicato sistema idro geologico dell’intero territorio della provincia di Pesaro e non solo.

Ormai non c’è pioggia, temporale o tempesta che non lascia dietro di se allagamenti, straripamenti, frane e dissesti vari, con pesanti conseguenze sul territorio e ripercussioni sullo stesso tessuto produttivo locale.

Sembra strano ma vero, ma questi effetti devastanti appesantiscono ancor più la crisi del lavoro nella provincia di Pesaro a seguito di danneggiamenti delle aree industriali (non c’è pioggia che non veda allagamenti nella zona industriale tombaccia ed in altri siti), oppure la distruzione degli arenili ed infrastrutture turistiche lungo il litorale, da Gabicce a Marotta.

Tutti disastri che fagocitano le già poche risorse a disposizione di comuni, Provincia e Regione Marche, con l’unico risultato di raffazzonare alla belle meglio l’immediata emergenza senza mai intervenire con progetti ricostruttivi volti a ripristinare le condizioni preesistenti ma lasciando in carico ai singoli cittadini ed operatori il vero costo sociale ed economico delle conseguenze.

Allora viene da chiedersi a chi giova una cieca politica del territorio avulsa da una sana programmazione territoriale de urbanistica che non solo a Pesaro ma nell’intera Italia, da nord a sud, da ovest ad est, si ripete tragicamente ad ogni comparsa di nuvole tra disastri, danni economici con corollario di morti e feriti.

La CISL di Pesaro, Urbino e Fano, ritIene che forse è arrivato il momento di invertire la rotta ed agire per la ricostruzione e la messa in sicurezza del territorio.

Necessita che i Comuni, la nuova Provincia, la Regione e comunque, tutti gli enti preposti, comprese le Comunità Montane, incomincino a predisporre piani operativi – UTILIZZANDO LE RISORSE DELLA PROGRAMAMZIONE EUROPEA – che puntino a rigenerare il territorio, a mettere in sicurezza le aree interne, le strade e la pulizia dei fossi e fiumi, la vera causa degli straripamenti a cui ci siamo mestamente abituati.

Progetti di lungo respiro che devono puntare a destinare le risorse a fini produttivi di medio e lungo termine, che recuperino i tanti lavoratori disponibili oggi in mobilità o disoccupati, espulsi da quegli stessi processi produttivi morti per dissesto idro geologico o per la crisi della filiera produttiva e non già per affidare lavori in emergenza a qualche impresa di “appartenenza” o con il massimo ribasso pregiudicando cosi l aqulaità dell’opera e la relaizzaione dell’intervento stesso

Il lavoro e la speranza per tanti lavoratori e famiglie si rilancia anche tramite il recupero del territorio e la riqualificazione ambientale.

 

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