Acacia Scarpetti (IDV): “Norme di Polizia Rurale non votate, ostruzione politica fine a se stessa”

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11 febbraio 2015

Luca Acacia Scarpetti*
Lascio commentare ai cittadini la decisione dell’aula di rinviare in commissione, quindi di non discutere più per questa legislatura la proposta di legge “NORME DI POLIZIA RURALE”. In commissione c’era stata per due anni ma, unico caso nel quinquennio, l’atto non è stato votato. La classica ostruzione politica fine a se stessa, “morte tua vita mia” forse ha pensato il luminare presidente della III° commissione. E già di per se questo comportamento dimostra la freschezza e la lungimiranza che la legge si proponeva: unificare i vari regolamenti comunali e provinciali, estenderli ove mancanti, dar forza ad un corretto appello di buon uso del territorio. Abbiamo una viabilità interna al collasso, con smottamenti all’ordine del giorno, disagi per la popolazione indicibili. Arterie provinciali chiuse che non si riapriranno mai più, molte che chiuderanno alle prossime piogge: per quale ragione non si è avuto il coraggio di approva un atto così necessario? In commissione l’atto ha raccolto il plauso dei tecnici dell’ANCI e dell’UPI, di molti tecnici di giunta intervenuti, ma …… quest’atto non “ s’ha da vota’ ”. In verità in commissione l’atto ha subito anche una forte critica da un rappresentante di una associazione degli agricoltori che ha affermato: se avvengono i disastri è colpa del buco nell’ozono, cosa volete da noi! Dimenticando che già almeno il 70 % degli agricoltori esegue normalmente quanto previsto, e che tale obbligo vige in larga parte del territorio.
Una proposta estremamente sensata, spero rinviata al prossimo governatore. Qualcuno pensava di togliermi uno strumento di campagna elettorale? Io non so neanche se mi candido alle prossime elezioni regionali, ma questa votazione sarà eventualmente il mio cavallo di battaglia delle prossime: la viabilità, la gestione dei terreni, dei fiumi, della costa, ovvero dell’ambiente in genere, che sono un unicum, e chi non lo capisce farebbe molto bene ad occuparsi nella vita di altro. Questa materia è la primaria delle esigenze sociali, e amministrative della regione Marche. La speranza è che certe logiche di borgata e di miseria elettorale spariscano. Stanno finendo i 5 anni della legislatura, tempo in cui si sono avuti 5 morti e miliardi di euro di danni a causa del dissesto idrogeologico, a causa della cattiva gestione del terreno, e si vota contro senza neanche discuterlo (da qui il sentore che quel l’atto era buono) e non poteva che esserlo visto che deriva dai regolamento vigenti frutto a loro volta di anni di mediazione, valutazione, ponderazione.
Io non mollerò la questione, anzi la rilancerò. Il nuovo governatore dovrà occuparsi in primis di queste materie, magari facendo un viaggio in meno in oriente, ed una buona legge in più.
Ogni giorno di ritardo dall’adottare tali misure sono milioni di euro di danni in più! Il dissesto idrogeologico e’ come un impasto di pane con molto lievito, cresce a dismisura, ora dopo ora. Capirlo non è’ neanche questione difficile, è questione di responsabilità.
Di corsa chiediamo lo Stato di calamità, ma non abbiamo il coraggio di chiedere un fosso di scolo ogni 100 mt, che dalla notte dei tempi i ns avi, pur muniti di vacche e non di comodi trattori, hanno sempre realizzato.
Cari cittadini, forse qualcuno replicherà. Credetemi, saranno balle come quelle dette in aula per giustificare il rinvio in commissione.

*Consigliere Regionale
Gruppo Assembleare Regionale ITALIA DEI VALORI

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