Fiat dell’Asur troppo vecchia, un infermiere domiciliare resta a piedi. La Cgil lancia l’allarme

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12 febbraio 2015

FANO – “Dopo l’ennesimo episodio di un dipendente Asur appiedato dal mezzo con cui l’Azienda lo costringe a svolgere il proprio servizio è giunto il momento di denunciare pubblicamente il grave disagio che Infermieri e Operatori Tecnici che operano sul territorio vivono quotidianamente a causa del mezzo di trasporto che l’Asur gli fornisce per recarsi al domicilio dei pazienti”. Questo è l’allarme lanciato da Fabio Marc Battistelli della F.P. CGIL di Pesaro e Urbino. “Parliamo del personale infermieristico dell’Assistenza Domiciliare – sottolinea Battistelli – che tutte le mattine si recano a casa dei cittadini impossibilitati ad andare autonomamente in laboratorio analisi per il prelievo o in ospedale per medicarsi. Questi operatori per muoversi hanno a disposizione vecchie Fiat Panda o Punto del 1988-90 con 300.000 km e che ad un certo punto o non partono o chi guida rimane con in mano il volante (è realmente accaduto.). Non si tratta solo del rischio che corre il dipendente in servizio ma si tratta proprio del disagio che si crea al cittadino nel momento in cui l’operatore che deve fare il prelievo entro un certo orario non arriva. Ci chiediamo anche se economicamente è più vantaggioso pagare la manutenzione di un vecchio mezzo piuttosto del noleggio di un mezzo nuovo. La Direzione aziendale è stata da noi informata di tale disagio ma sembra proprio che nessuno voglia prendersi carico di questa situazione. Dobbiamo forse sperare nella clemenza del tempo oppure il tutto è finalizzato al risparmio e tra qualche anno queste macchine saranno riconosciute come “auto storiche” ? Nel frattempo lanciamo un appello ai cittadini automuniti: se per caso vedono un’ autostoppista vestito con un camice e con in mano delle provette si fermino pure tranquillamente: è l’infermiere o l’operatore tecnico è rimasto a piedi e che ha bisogno di un passaggio fino all’ospedale.

 

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