Circolo PD San Lazzaro, dal “no”alla variante ex zuccherificio passa la Fano che verrà

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16 febbraio 2015

FANO – Tra qualche giorno il Consiglio comunale di Fano dovrà discutere della variante dell’area ex zuccherificio; l’ultimo atto di una vicenda lunga e controversa che ha riguardato un’area di dimensioni tali da costituire una scommessa ed insieme un azzardo per il futuro dell’intera città di Fano e non a caso da sempre considerata “area risorsa”.

Una variante che fu proposta dalla proprietà dell’area – scrive in una nota il Direttivo del Circolo PD San Lazzaro – Vallato – Ponte Metauro – subito dopo l’approvazione definitiva del precedente Piano Regolatore, nel 2009. Insomma una “pezza” enorme, questa variante, su un vestito, il PRG Aguzzi-Falcioni, logoro e sorpassato dai tempi.

La variante ex zuccherificio infatti porterebbe nella Porta sud della città ben 51500 mq di strutture tra direzionale e commerciale che andrebbero ad aggiungersi a quelle già previste per ulteriori 100 mila mq di aree commerciali sparse in tutta la città, frutto di un Piano Regolatore inefficace e sovradimensionato, come ormai paiono ammettere un po’ tutte le forze politiche cittadine, non solo il PD.

È pacifico che quell’area non possa restare ferma all’attuale destinazione industriale, anch’essa superata, ma non si può pensare di giustificare la variante ex zuccherificio agitando ora il bastone ora la carota, né considerare la scelta del voto, favorevole o contrario, come una formalità di scarsa rilevanza.

Si tratta invece di una responsabilità pesante verso le comunità che vivono in quella zona e verso l’intera città, primo atto di quella visione futura della città di Fano che occorre iniziare a costruire il prima possibile.

Aldilà dei giudizi sulla qualità della proposta, resta il limite di fondo di un progetto che appare privo dell’interesse pubblico necessario alla sua approvazione, con tante ipotesi —non ultima quella del nuovo Tribunale— che nel tempo sono progressivamente venute meno; ma soprattutto verrebbe ad ricadere su un contesto socio-economico che non è nemmeno lontano parente di quello esistente all’inizio dell’iter della variante, il 2009.

A fronte di ciò il Direttivo del Circolo PD San Lazzaro, come Circolo territoriale del Partito Democratico cittadino, ritiene necessario – si conclude la nota –  che venga posto un punto finale alla vicenda, sollecitando un voto negativo, unico atto che consente di riaprire il ragionamento su quell’area, fondandolo su basi aggiornate alla realtà, riconoscendo la necessità di una flessibilità nelle previsioni che abbiano un carattere misto, in cui si contemperino interessi della proprietà con il preminente interesse della collettività e le necessità delle persone che vivono e lavorano ai margini di quella porzione di territorio (una nuova scuola? spazi ricreativi e sociali? un centro di quartiere? un’area ricettiva e sportiva?) ricucendo il tessuto urbano che anni di cementificazioni hanno fortemente compromesso, anche attraverso un primo abbozzo di una viabilità alternativa e sostenibile che attualmente è mancante.

 

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