Una delle migliori Vuelle della stagione ha sgretolato la Grissin Bon

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16 febbraio 2015

vl_re045PESARO – Ci sono domeniche nelle quali tutto sembra volgere al peggio, con la tua squadra che sparisce dai radar per 10 minuti e subisce un break di 24-0 da un avversario bravo, ma non trascendentale, con le speranze di salvezza che sembrano allontanarsi in maniera preoccupante, con le tue rivali che sembrano diventate improvvisamente delle schiacciasassi inarrestabili. Poi ci sono domeniche nelle quali tutto gira per il verso giusto, dove uno dei migliori tiratori di liberi del campionato fa zero su due dalla lunetta a 30 secondi dalla sirena, dove la squadra seconda in classifica non riesce a piazzare il break decisivo nonostante ci provi con convinzione, dove le tre dirette concorrenti per la salvezza perdono tutte e ti permettono di guardare la classifica con un rinnovato ottimismo. Sembrava pura utopia appena 7 giorni prima, con un tuo giocatore che stava tirando col 17% da tre punti trova la serata magica con un 3/3 fondamentale, e dopo aver sbagliato 7 liberi su 8 trovi il modo di metterne 4 di un’importanza capitale nel momento topico.

E’ il bello e il brutto dello sport e della pallacanestro in particolare, dove un solo pallone che finisce sul ferro invece che dentro la retina fa tutta la differenza del mondo. Sarebbe ingeneroso – comunque – soffermarci solo sull’ultimo minuto, perché la Consultinvest vista contro Reggio Emilia è stata una delle migliori della stagione, anche per l’indubbio valore di un’avversaria che ha dimostrato di essere quasi pronta per dare fastidio a Milano anche nel mese di giugno quando i playoff entreranno nel vivo. La Vuelle ha difeso con intensità per 40 minuti, al di là di qualche inevitabile pausa, dimostrando che il piano partita predisposto da Paolini e il suo staff era valido, rinunciando alla zona, che questo gruppo non ha mai digerito, e cercando di isolare Cervi, che i suoi punti li ha segnati quasi tutti su rimbalzo offensivo. Poi la Grissin Bon è stata brava a lanciarsi in contropiede appena ne ha avuto la possibilità, ma in quei casi è stato l’attacco pesarese a non essere incisivo, con quei palloni persi da Ross in maniera ampiamente evitabile e qualche imprevisto svarione di Chris Wright che forse dovrebbe giocare qualche minuto meno (32 di media) per non accusare dei passaggi a vuoto. E’ ormai chiaro, però, che il numero 11 biancorosso è il vero ago della bilancia di questa Vuelle, l’uomo che ha in mano il pallino del gioco nel bene e nel male, un punto di riferimento per i compagni e spesso anche per gli avversari che ormai hanno imparato a conoscere il suo modo di giocare, fatto di penetrazioni e velocità, con un tiro da fuori che non sfrutta come dovrebbe.

Ma non c’è stato solo lo zampino di Wright nella quinta vittoria stagionale della Consultinvest. Judge ha combattuto e segnato contro un cliente scomodo come Cervi, per una Reggio Emilia reduce dalle 7 stoppate messe a referto domenica scorsa, ma che è riuscita a piazzarne solamente 2 contro le 4 dei pesaresi, perché se Raspino è quello visto contro gli emiliani diventerebbe un’arma fondamentale a disposizione di coach Paolini nel prosieguo della stagione, perché se Musso capirà che non gli si chiedono solamente triple da 9 metri, ma anche di partecipare attivamente all’azione (splendido un suo assist per Judge) e di ritornare quel difensore fastidioso che gli aveva permesso l’anno scorso di chiudere al terzo posto nella classifica dei recuperi, il suo contributo alla causa tornerebbe ad essere fondamentale, sempre attendendo che Ross si convinca che tirare da tre non è una cosa disdicevole, specialmente quando il tuo play ti mette nella condizione per scoccarlo comodamente piedi per terra, che Myles ritrovi quel ritmo partita perso nei due mesi di inattività e che Peter Lorant trovi il modo di rendersi utile offensivamente anche dentro l’area colorata e non solamente dalla linea da tre punti.

Adesso il campionato si fermerà per le Final Eight di Coppa Italia, con una classifica che vede Caserta a quota 8 punti, Pesaro a 10 e la coppia Varese-Capo D’Orlando ferma a 12. Quando a marzo riprenderanno le ostilità, la Vuelle andrà a far visita all’Acea Roma, non così distante alla fine, con i suoi 14 punti. Non sarà stata una domenica perfetta, ma speriamo di viverne almeno altre quattro o cinque perfettamente uguali nei prossimi 90 giorni.

I PIU’…

Rimbalzi
Pesaro ne cattura 35 contro i 28 di Reggio Emilia, con i 14 offensivi che la tengono a galla nel primo tempo, tutti si rendono utili con i centri Judge e Lorant bravi a catturarne 15 in coppia.

Tommaso Raspino
L’arrivo di coach Paolini lo ha rinfrancato e riesce a tenere il campo con una discreta sicurezza nonostante qualche centimetro in meno degli avversari. Se poi riuscirà a piazzare qualche tripla come contro Reggio Emilia, potrebbe diventare decisivo per le sorti della Vuelle.

Assist
Pesaro ne distribuisce 15 su 31 canestri messi a segno, dimostrando che quando il pallone gira col ritmo giusto è più semplice trovare la via del canestro, specialmente per Judge che ringrazia e piazza un 8 su 10 dal campo fondamentale per la conquista dei due punti.

…E I MENO DELLA SFIDA PESARO – REGGIO EMILIA

Tiri Liberi
L’uno su otto con il quale la Vuelle viaggiava a 30 secondi dal termine rischiava di entrare nel libro nero della Legabasket, poi Wright piazza un 4 su 4 fondamentale, ma per il futuro si dovrà aumentare sia il numero di liberi tentati che la percentuale.

LaQuinton Ross
Sa giocare molto meglio di così e non gli possiamo perdonare quelle conclusioni fiacche che gli avversari riescono a stoppare senza neanche muoversi da terra e quella “palleggite” di cui continua a soffrire e dalla quale guarirebbe con un pizzico in più di intelligenza tattica. In altre serate si era reso utile a rimbalzo, ma contro Reggio Emilia non è mai riuscito a entrare nel vivo del match.

Anthony Myles
Non è mai stato un fenomeno, ma è in grado di giocare molto meglio di così. Sembra mancargli quel pizzico di velocità che gli permetterebbe di andar via all’avversario sul primo passo e di attaccare il ferro con continuità, mentre il tiro da fuori continua ad essere altalenante come nel 2014.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Cosa è cambiato con la gestione Paolini rispetto a quella di Dell’Agnello? Forse la risposta corretta dovrebbe essere che il coach livornese non aveva a sua disposizione Wright e Lorant, ma doveva gestire un giocatore titubante come Williams e uno indisponente come Reddic. Tutto vero, ma è innegabile che l’allenatore pesarese stia cercando di lasciare la sua impronta su questa Vuelle e sono principalmente due le differenze rispetto al predecessore: la prima è che la Vuelle di Paolini ha un’identità difensiva diversa, avendo rinunciato praticamente alla zona, affidandosi a quella individuale, ma senza quei cambi sistematici che creavano più confusione che benefici, responsabilizzando ognuno a contenere il proprio uomo e cercando di raddoppiare il pivot avversario in post basso per non farlo girare tranquillamente verso il ferro, con particolare attenzione alle rotazioni sugli scarichi e ai pick and roll avversari, non sempre tutto riesce alla perfezione. Perché Wright non è il miglior difensore della storia, Ross tende a riposare quando non ha il pallone in mano e Judge e Lorant non sono dei centri in grado di stoppare ogni tiro avversario, ma l’impegno profuso su parquet è comunque apprezzabile, avendo capito che la Vuelle non ha 80 punti nelle mani e per sperare di vincere è necessario tenere sempre l’avversario sotto questa quota.

La seconda differenza è la diversa gestione dei giocatori disponibili che purtroppo non sono 10 o 11 come per le big, con coach Paolini che ha praticamente rinunciato a Nicholas Crow (sempre in procinto di scendere in Legadue) e di fatto anche a Nicolò Basile, utilizzato per pochi minuti, giusto il tempo di far rifiatare Wright, arrivando di fatto ad una rotazione di sette elementi, con il quintetto base consapevole di dover rimanere sul parquet per una trentina di minuti, evitando di commettere falli inutili, con Musso e Raspino pronti ad uscire dalla panchina e dare un contributo consistente alla causa. Dell’Agnello era uno di quegli allenatori che fanno i cambi con l’orologio, distribuendo minuti a tutti a prescindere dal reale valore tecnico, Paolini invece preferisce usare i suoi sette migliori giocatori e dovendo giocare una sola volta alla settimana non c’è il rischio di spremerli più del dovuto, scelta sicuramente rischiosa in caso di qualche malaugurato malanno fisico, ma di più facile gestione, una volta chiarite le gerarchie all’interno dello spogliatoio.

Il basket è uno sport dove i particolari contano, anche se non è una scienza esatta e casualità e fortuna sono comunque fattori da tenere in considerazione, ma dopo tante brutte o bruttissime partite, il pubblico pesarese ha potuto finalmente assistere ad un vero match di pallacanestro, giocato con intensità da entrambe le formazioni per tutti i 40 minuti, forse alla fine non avrà vinto la squadra migliore, ma finalmente la Vuelle ha messo tutto quello che aveva sul parquet e se continuerà a farlo anche in futuro, raggiungere la famigerata quota 20 potrebbe essere ancora fattibile.

DAGLI ALTRI PARQUET

Giornata senza grosse sorprese con Venezia che accentua la crisi varesina espugnando Masnago con autorità, mentre Sassari – pur sotto i suoi standard – non ha grossi problemi a conquistare i due punti casalinghi ai danni di Roma. Trento riprende la sua marcia battendo l’altalenante Brindisi con Bologna che si conferma una squadra da playoff rifilando 108 punti a Cantù nel posticipo, in coda perdono anche Caserta, che a Pistoia interrompe una striscia di quattro vittorie, e Capo D’Orlando che subisce un meno 17 in casa dalla Vanoli Cremona, Milano-Avellino chiuderà questo turno in un match che andrà in replica anche venerdì nelle Final Eight di Coppa Italia.

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