Sanità, Pesaro e Fano unite: “Promesse non mantenute: basta prendere in giro il nord delle Marche”

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18 febbraio 2015

Tonucci con Ricci e Seri

Ricci e Seri

PESARO – Bordate ad alzo zero, in modalità congiunta. Perché «per mesi abbiamo fatto incontri, trattative, accordi. Ma le promesse non sono state mantenute: ci hanno garantito una cosa, hanno fatto l’esatto contrario. La situazione è insostenibile: ora basta con le prese in giro». Per Pesaro e Fano è condanna unanime sui tagli al budget per Marche Nord. Concluso il vertice con la direzione generale, convocato per la valutazione della bozza dell’atto aziendale con gli amministratori delle due città, Matteo Ricci e Massimo Seri giudicano «condivisibile» il documento. Ma al di là dell’oggetto in sé dell’incontro sono altre notizie, apprese nella mattinata, a preoccupare. E a indurire i toni.

Tagli. «Qui non ci siamo per niente, non c’è spazio per interpretazioni di sorta», attaccano i sindaci. I dati, adesso, sono ufficiali: «Per il 2015 la Regione, nella spesa corrente, taglia a Marche Nord un milione e 300mila euro». Non solo. Non viene rivista, ad oggi, la delibera che definisce il tetto di spesa programmatico, «inferiore rispetto al 2014, per l’azienda ospedaliera, di più di un milione di euro». Né si intravede compensazione sul resto del territorio, «perché per l’Area Vasta 1 si stabiliscono ulteriori risparmi di un milione e 600mila euro». Marche Nord riduce 40 posti letto per acuti, come sancito dalla programmazione regionale. Ma, contestualmente, non si attivano i posti letto di lungodegenza previsti.
Monito. «Alla Regione e all’assessore Mezzolani – ricordano – avevamo chiesto una cosa, portando le istanze dei due consigli comunali: ripristinare il budget. Ufficialmente ci è stato detto di sì. In verità è stato ulteriormente tagliato». Sindaci duri: «Almeno in questa fase di fine legislatura la Regione abbia un sussulto di responsabilità. Su risorse, posti letto, personale la situazione è insostenibile. Paghiamo 30 milioni di euro all’anno per la mobilità passiva. E continuiamo a indebolire la sanità del nord delle Marche, a svantaggio di tutti i cittadini della regione». Per Matteo Ricci e Massimo Seri è un quadro inaccettabile: «Così viene a mancare il rapporto di fiducia istituzionale. Riporteremo la discussione nei due consigli comunali». Il monito è «ripristinare il budget in sede di assestamento di bilancio. C’è una situazione emergenziale sul 2015. Basta con le prese in giro». Concludono: «Il nostro territorio ha già fatto sacrifici, la riorganizzazione è stata importante. Solo per le criticità sulla mobilità passiva meritiamo attenzione particolare. Con i tagli ulteriori, i problemi sui posti letto, la mancanza di personale si creeranno altri disservizi aggiuntivi. Invertire la rotta».

2 Commenti to “Sanità, Pesaro e Fano unite: “Promesse non mantenute: basta prendere in giro il nord delle Marche””

  1. Elvis Costantini scrive:

    Meglio tardi che mai! Finalmente i due Sindaci
    escono dalla tana. Si accorgono solo ora che in nome di un ospedale unico nuovo che non si farà mai, hanno lasciato che si distruggessero strutture ospedaliere che funzionavano dignitosamente. Ormai il piano diabolico dei politici e dirigenti sanitari Regionali è pressoché portato a termine. Mantenere l’egemonia anconetana e dirottare per quanto possibile, le attività remunerative nelle strutture private o pubblico/private convenzionate, lasciando al pubblico solo le attività di urgenza/emergenza per ovvie ragioni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, professionisti validi che se ne vanno, incarichi dirigenziali assegnati secondo logiche che non hanno nulla a che vedere con i meriti e le capacità professionali. Gli indici di mobilità passiva che sono in continuo aumento, pazienti drenati altrove dai validi professionisti che un tempo davano lustro ai nostri Ospedali. Quello che è più grave è che la maggioranza dei cittadini non è informata della reale situazione in cui versano i nostri nosocomi e quando , haimè, si trovano a sperimentare sulla propria pelle la triste realtà, se la prendono con l’operatore di turno che oltre a tutte le difficoltà che quotidianamente deve affrontare per garantire un servizio dignitoso in carenza di organico e di mezzi, deve sentirsi bersagliato dalle rimostranze dei cittadini, come se fosse corresponsabile di questo scempio.

  2. Paolo scrive:

    Cari Sindaci, fatevi portabandiera del passaggio alla Regione Emilia Romagna ! via da ANCONAAA !!

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