Ladri in fuga aiutati dagli automobilisti-lampeggiatori: i carabinieri comunque arrestano 2 moldavi. Si cerca il terzo componente della banda

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19 febbraio 2015

Il materiale sequestrato ai ladri dai carabinieri di Mondavio

Il materiale sequestrato ai ladri dai carabinieri di Mondavio

MONDAVIO – I carabinieri arrestano due moldavi ritenuti responsabili di numerosi furti commessi in abitazione e in danno di una sala slot. Presi al termine di un lungo inseguimento che ha visto impegnate numerose stazioni della valle del Cesano, nonostante la complicità di numerosi automobilisti che lampeggiando segnalavano la presenza delle pattuglie dei carabinieri.

Ieri, alle ore 21.30 circa, a Orciano di Pesaro, precisamente in via Rialdone, nei pressi di una casa colonica, è stata segnata la presenza di Fiat Doblò sospetta. Allertati i carabinieri della stazione di Mondavio, questi appuravano che il mezzo era stato rubato a Castello di Serravalle, in provincia di Bologna, il 13 gennaio scorso.

All’interno dell’autovettura, da una sommaria ispezione, era possibile scorgere la presenza di 2 piedi di porco e la chiave inserita nel blocchetto di accensione. Ipotizzando si trattasse un automezzo utilizzato da una banda di ladri proveniente da nord per fare razzia in abitazioni o slot machine (viste le caratteristiche del mezzo) i militari hanno immediatamente intrapreso un servizio di osservazione.

Contemporaneamente venivano coinvolte tutte le pattuglie della valle del Cesano in servizio. I militari delle stazioni di Marotta, Mondavio, Monte Porzio e San Giorgio di Pesaro si affiancavano ai colleghi di Mondavio e cinturavano le principali vie di fuga.

Nel corso del servizio di osservazione si aveva modo di notare nelle campagne circostanti tre persone attraversare i campi muniti di pile a led.

Dopo qualche ora, due individui si sono avvicinati al mezzo sottoposto ad osservazione ma, accortisi della presenza dei militari si sono dati alla fuga nelle campagne circostanti.

Gli stessi, inseguiti a piedi, in prima battuta, riuscivano a far perdere le proprie tracce. Venivano allertate tutte le pattuglie con il preciso compito di controllare tutti i veicoli in transito. Questo nell’ipotesi che i malfattori potessero effettuare un furto in abitazione al fine di appropriarsi di un veicolo a mezzo del quale allontanarsi dalla zona.

Nel corso delle ricerche in zona di Orciano, a circa 2 chilometri dal luogo in cui era stata nascosta la macchina rubata a Castello di Serravale, si notava una serranda posta a protezione di una finestra del bar-tabacchi e sala slot “Lilly Caffè”, divelta. L’effrazione era certamente recentissima in quanto vi erano ancora tracce di polvere e calcinacci sparsi sul davanzale e a terra.

Dopo poco veniva segnalato un tentativo di furto in abitazione in via Sacramento di Mondavio, località poco distante, col capofamiglia che avrebbe sorpreso in casa una persona che alla sua vista scappava. Lo stesso rincorreva il ladro fino al piano terra ed affacciatosi alla finestra del bagno notava almeno altre due persone fuggire nell’aperta campagna.

Passata un’altra ora di frenetiche ricerche, i militari di Mondavio incrociavano un’autovettura Fiat Punto di colore giallo. Sapendo che il mezzo apparteneva a una persona del posto conosciuta, mentre alla guida vi erano due sconosciuti, i carabinieri invertivano la marcia e iniziavano l’inseguimento. Con i carabinieri alle calcagna, i due acceleravano bruscamente tentando di far perdere le tracce.

Durante l’inseguimento diversi veicoli che transitavano in senso inverso lampeggiavano ripetutamente, segnalando la presenza delle pattuglie disposte sulle principali vie di fuga.

Tale comportamento, scorretto e fuori legge, spesso pregiudica la riuscita delle operazioni di polizia e mette in serio pericolo l’incolumità dei militari.

Grazie al prezioso contributo degli automobilisti “amici”, percependo in anticipo il pericolo, i malviventi prendendo una strada contro mano hanno cambiato direzione andando verso San Giorgio di Pesaro. Qui li aspettava una pattuglia della locale stazione che, con determinazione e sangue fredde, ha sbarrato la strada ai fuggiti. I due, dopo aver repentinamente arrestato la marcia, aperti gli sportelli, hanno tentato la fuga ma sono stati bloccati dai carabinieri di San Giorgio e delle altre pattuglie che si erano messe al loro inseguimento. Dopo un estremo tentativo di spintonare i militari con calci e pugni per resistere all’arresto, con le maniere forti, venivano ricondotti alla ragione, bloccati, ammanettati e condotti in caserma.

Ulteriori ricerche non consentivano di rintracciare il terzo componente della banda.

Dalle indagine esperite nell’immediatezza era possibile addebitare ai tre malviventi numerosi fatti reato appena commessi:

  • ricettazione dell’autovettura Fiat Doblò, rubata a Castello di Serravalle (BO) il 13.01.2015,.

  • tentato furto presso la sala slot del bar tabacchi “Lilly Caffé’”;

  • furto aggravato di gasolio ai danni di un residente a Orciano di Pesaro, in via Rialdone;

  • tentato furto aggravato in abitazione ai danni di un residente a Mondavio, in via Sacramento;

  • tentato furto aggravato in abitazione ai danni di un residente a San Giorgio di Pesaro, in via Orcianense;

  • furto aggravato in abitazione e dell’autovettura Fiat Punto di colore giallo di un residente a Mondavio, in via Merlaro.

Nella prima mattinata, a San Giorgio di Pesaro, un residente denunciava il furto, subito nella notte, di un fucile regolarmente detenuto e di un’autovettura Fiat Doblo di colore rosso di sua proprietà. Verosimilmente i tre si erano appropriati dell’arma e del mezzo utilizzato poi dal terzo malvivente per darsi alla fuga. Il furto dell’arma dà la misura esatta della pericolosità della banda.

La Fiat Punto è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario. Il Fiat Doblò rubato a Castello di Serravalle (Bologna) è stato sottoposto a sequestro per poter effettuare i rilievi tecnico scientifici. Gli arnesi atti allo scasso, i guanti, le torce e telefoni cellulari trattenuti dai militari per ulteriori sviluppi investigativi.

Al termine della rocambolesca nottata, venivano tratti in arresto il 23enne moldavo C. E., clandestino e senza fissa dimora, e D. A., 23enne moldavo pure lui, residente a Castenaso (Bologna) in località Villanova. Entrambi sono stati condotti nel carcere di Pesaro a disposizione dell’autorità giudiziaria. Attivamente ricercato il terzo componente della banda.

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