“Le Colline dicono no alla chiusura dell’ufficio postale di Novilara”

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19 febbraio 2015

NOVILARA – Le “Colline” dicono NO alla chiusura dell’ufficio postale di Novilara e, per voce del presidente del Quartiere 3 “Colline e Castelli” Nicholas Blasi, esprimono profonda preoccupazione e amarezza per la decisione di Poste Italiane.

“Una scelta arbitraria e sconsiderata – dichiara Blasi – sulla quale il Quartiere 3 si riserverà di intervenire presso le istituzioni preposte, affinché vengano tutelati i diritti degli abitanti della frazione di Novilara e del territorio circostante”.

“Risulta assolutamente incomprensibile come un’azienda pubblica che dovrebbe occuparsi dei diritti dei cittadini – continua Blasi – possa autonomamente decidere di tagliare servizi essenziali la cui carenza ricade inevitabilmente sulle fasce più deboli e disagiate della popolazione”.

“Non è chiaro inoltre il perché Poste Italiane, che con il decreto legge 201/2011 (decreto Salva-Italia del Governo Monti sulla tracciabilità dei pagamenti) ha visto progressivamente aumentare il numero di correntisti, non si preoccupi ora di tutelare quegli stessi correntisti e le migliaia di pensionati che non hanno la possibilità di muoversi autonomamente e che per varie ragioni non usufruiscano dei servizi telematici offerti dall’azienda. Ci auguriamo che Poste Italiane non voglia puntare solo ed esclusivamente al mero profitto, ma si rammenti della sua funzione sociale, funzione ribadita dal Programma di contratto tra Poste Italiane ed il Ministero dell’Economia che all’articolo 8 afferma ‘In aggiunta alla fornitura del servizio postale universale ed in coerenza con le missioni di cui all’art. 1 del presente contratto, la Società contribuisce alla funzione di protezione del sistema di coesione sociale del Paese attraverso la rete postale pubblica per la fornitura di servizi utili al cittadino, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni'”.

“In ogni caso – conclude Blasi – la comunità di Novilara e del territorio circostante ha tutta l’intenzione di lottare per non vedersi privare di un suo diritto basilare, importante per la sua sopravvivenza, ma soprattutto garantitogli dalla legge”.

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