Aset, il Consiglio approva le linee guida per la fusione. Seri: “Nostra impronta al futuro”. Ma è polemica

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20 febbraio 2015

FANO – Il Consiglio comunale approva a maggioranza le linea guida per la fusione di Aset Spa ed Aset Holding.

Dopo una lunga discussione sugli emandamenti presentati dalla minoranza a tirare le fila ci ha pensato il sindaco Massimo Seri . “Quello che abbiamo approvato – ha tenuto a spiegare il primo cittadino fanese – è un atto di indirizzo generale che abbiamo redatto per superare alcune criticità lasciate dalla vecchia amminsitrazione. Con cognizione di causa abbiamo voluto apportare un nostra impronta al futuro delle due aziende condividendo la necessità di un soggetto terzo, l’advisor, che nell’interesse generale aiuterà a centrare l’obiettivo. Un’operazione – ha detto Massimo Seri – che portiamo avanti in maniera sobria e seria. Abbiamo ritenuto che l’evoluzione di questi ultimi anni e le sempre maggiori esigenze di servizi efficienti dovessero essere il punto di partenza della nostra riflessione . Crediamo nella condivisione ed è per questo che ci siamo incontrati con tutti i Sindaci dei Comuni soci di Aset. Non possiamo pensare di avviare la fusione senza coinvolgere gli altri comuni, senza condividere con loro le strategie future”.

Dai banchi della maggioranza anche il consigliere Bacchiocchi ha ribadito come “il nuovo piano industriale redatto dall’Amminsitrazione nasca dall’esigenza di migliorare i servizi e e ridurre i costi per l’utenza”. Stessa posizione del capogruppo del PD , Cristian Fanesi, che ha ribadito “l’impegno della maggioranza di lavorare in tempi brevi tenendo presente le esigenze del nuovo scenario economico”.

Per Noi Città, Riccardo Severi ha spiegato come il “nuovo piano di indirizzo serva proprio – ha detto – a valutare nella sua completezza tutti gli aspetti della fusione che deve seguire un percorso chiaro e condiviso”.

Noi Giovani con il consigliere De Benedictis, nel ribadire come il nuovo atto di indirizzo tenga conto delle reali esigenze dei cittadini, ha anche esortato al giunta a contenere le spese di compenso nei confronti della figura di advisor.

D’accordo anche Sinistra Unita che con Carla Luzi ha ribadito il prorpio sostegno ed ha sottolineato come sarà importante , di fronte ad eventuali passaggi di servizi da parte del comune alla nuova azienda, tenere conto delle risorse umane a cui devono essere date garanzie e sicurezze.

Dalle file dell’opposizione, quasi all’unisono, la richiesta al sindaco Seri di farsi garante di una fusione che abbia nel suo intento la volontà di mantenere il ruolo pubblico dell’azienda.

La pubblica assise ha, inoltre, votato all’unanimità due emendamenti presentati dai consiglieri di minoranza Santorelli, Garbatini, Cuccuzza, Aguzzi e Delvecchio, atti a rinforzare la volontà di giungere alla fusione delle due aziende.

“Un segno di unità – ha commentato stamane il Presidente del Consiglio Comunale, Renato Claudio Minardi – che sta a significare come il futuro di Aset sia importante e determinante per l’intera città tanto da superare le logiche di appartenenza politica”.

Non sono passati gli emendamenti del Movimento 5 Stelle presentati dal consigliere Roberta Ansuini, riguardanti l’istituzione di una “Azienda Speciale, la realizzazione di un impianto di compostaggio a gestione completamente pubblica.

Sono state approvate anche altre due delibere: la prima riguardante l’adesione a Tecla, associazione esperta nelle politiche comunitarie e l’adesione alla Fondazione ITS che si occupa della formazione dei giovani e del loro inserimento nel mondo del lavoro dove l’Istituto Battisti di Fano è capofila.

Fanesi (PD): “Volontà di riscrivere il piano industriale”

 

Il Partito Democratico di Fano – scrive Fanesi, Pd – nella seduta del consiglio comunale del 19 febbraio 2015, ha votato l’atto di indirizzo per il riposizionamento e la aggregazione di ASET Spa e ASET HOLDING, esprimendo la propria volontà a riscrivere il piano industriale che guardi al futuro della nuova azienda municipalizzata, rendendola competitiva con il mercato ed al tempo stesso efficiente.

Un atto necessario ai fini della fusione delle due società pubbliche di cui il Comune di Fano è proprietario per circa il 97% delle quote.

L’obiettivo principale è la diminuzione dei costi di gestione e, di conseguenza, il miglioramento dei servizi offerti dalle due aziende ai cittadini; ne consegue una maggior dinamicità nella gestione dei servizi pubblici locali di competenza, nonché la possibilità di effettuare investimenti che permettano favorevoli ricadute occupazionali.

Un atto dovuto ai cittadini, ai dipendenti delle due aziende e ai comuni soci, nel quale il Partito Democratico ha sempre creduto e che, invece, ha visto il centrodestra sciogliersi come neve al sole nel precedente mandato elettorale.

Delvecchio: “C’HERA una volta l’Aset ”

La giunta dei tavoli – scrive in una nota Delvecchio, Insieme per Fano – decreta la non Fusione dell’ASET. Con l’approvazione dell’atto di indirizzo sul riposizionamento strategico di Aset, così come viene definito negli atti, non si arriverà mai alla Fusione.

Primo, perché si demanda alla Aset Holding di nominare, pagare e scegliere l’advisor che valuterà se e come fare la fusione, ben sapendo, che è stata la dirigenza e il CDA di Aset Holding lo strumento usato dal Pd provinciale per non approvare ad aprile 2014 la fusione.

Secondo, il duo provinciale renato Minardi /matteo Ricci, che hanno sempre osteggiato la fusione Aset, sono riusciti nell’intento di concretizzare il progetto del Pd di fare confluire Aset dentro marchemulti servizi –Hera come sempre dichiarato mezzo stampa provinciale.

Terzo, perdere tempo è fondamentale, perché il Governo Renzi sta predisponendo leggi che limiteranno le società in-house pubbliche, ma soprattutto leggi che metteranno a gara i servizi con un bacino provinciale, dove multiservizi-hera avrà gioco facile.

Questo atto di indirizzo oltre ad essere un serio pericolo per 240 posti di lavoro diretti delle due Aset e altri 200 posti di lavoro indiretti, non attua il risparmio di fusione del piano industriale che potrebbe essere fondamentale per abbassare l’enorme tassazione imposta dalla giunta Seri infatti:

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Inoltre i vari fondi rischi-legali-oneri per complessivo € 9.943.843,00 può essere ridotto a circa € 5.000.000,00, liberando risorse per pari importo in favore del Comune di Fano e dei Comuni Soci, utili per abbassare la tassazione complessiva.

In definitiva, chi ci rimette per scelte miopi e troppo servili ai poteri forti, sono tutti i cittadini di Fano e dei Comuni soci di Aset. E’ quindi giusto dire c’HERA una volta l’Aset.

F.to Davide Delvecchio gruppo consiliare Insieme per Fano – UDC

 

MOVIMENTO 5 STELLE: “ASET deve essere altro: non un BANCOMAT ma pronta a diventare il NUOVO GESTORE UNICO PROVINCIALE COMPLETAMENTE PUBBLICO”

 

bancomat_asetLa delibera portata in consiglio era secondo noi  – scrive il Movimento 5 Stelle – impresentabile per vari motivi.

Anzitutto era cammuffata da delibera con atti di indirizzo sulla fusione delle società partecipate ma in realtà era un atto in cui gli unici concetti che emergevano chiaramente erano quelli di “valide ragioni economiche” e “flessibilità finanziaria”.

E’ ora di finirla di considerare le società che gestiscono servizi pubblici a rilevanza economica a favore dei cittadini come un “bancomat” da utilizzare per coprire le inefficienze degli enti locali, perché tale pratica ha dirette conseguenze sulle tariffe dei servizi pagate dai cittadini, che aumentano o comunque non diminuiscono, rivelandosi una sorta di “tassazione occulta”.

Questo approccio di gestione degli utili è suicida e ai limiti della legalità.

  • Abbiamo dubbi sulla legalità perché in sostanza è una forma di tassazione mascherata che ci sembra violi il principio costituzionale della progressività del prelievo.
  • E’ suicida perché i comuni limitrofi non accetteranno ancora a lungo una cooperazione con una società di pubblici servizi che vesserà i propri cittadini a favore del comune di Fano che vuole produrre utili. Ed allora, quale sostenibilità avrà questa azienda?

Se questa giunta pensa di non essere in grado di far pareggiare il bilancio senza questo metodo illegale e suicida, lo dica chiaramente e abbia la decenza di dimettersi. Se non è così, lo dimostri blindando l’aset e rendendo non possibile la ridistribuzione degli utili. Solo così potremo garantire servizi di qualità a tariffe giuste.

Ma il motivo principale della nostra bocciatura resta che, non approvando la nostra proposta di creare un’Azienda Speciale, non è data non solo alcuna garanzia, ma nemmeno nessuna menzione alla volontà che la costituenda società sia a capitale completamente pubblico e che possa e voglia candidarsi come il nuovo gestore unico provinciale. Perché questo è il vero punto: ASET deve essere pronta –quando la normativa nazionale stringerà il laccio verso l’unico ente a livello provinciale- ad essere senza alcun dubbio la miglior scelta e l’unica possibile in quanto l’unica rispettosa dei referendum dei 2011. Se non lo sarà, finiremo in mano a HERA… ma sembra proprio che questa sia la vera volontà di questa giunta. E ci chiediamo: i consiglieri di maggioranza sanno cosa stanno votando, visto che molti di loro non intervengono nel dibattito consiliare?

Roberta Ansuini, Hadar Omiccioli, Marta Ruggeri

Lista Civica MOVIMENTO CINQUE STELLE FANO – beppegrillo.it

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