Farememoria, le storie che ci rendono umani: luoghi, cronache e figure in un sito internet

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20 febbraio 2015

Senigallia, anni Cinquanta del ‘900. Florindo Valchera con i suoi articoli Zed – Solingen e la sua Topolino giardinetta in metallo (raccolta Giorgio Valchera, Pesaro)

Senigallia, anni Cinquanta del ‘900. Florindo Valchera con i suoi articoli Zed – Solingen e la sua Topolino giardinetta in metallo (raccolta Giorgio Valchera, Pesaro)

PESARO – I balli perduti, una scatola di vecchi obiettivi fotografici, Fausto Coppi, el sparvengol. I tesori delle parrocchie, quelli degli archivi cittadini e gli album di famiglia. Le alici con le cipolle, i torroni del Bar Gino e le caramelle di panna. E poi, ancora, in ordine sparso: Americo Bertuccioli, Mario Schiavoni, i conti Spada e la Bolognese: sono solo alcuni dei temi e delle figure che si affacciano dall’homepage di www.farememoria.com, il nuovo sito ideato da Cristina Ortolani, nato per riunire i materiali raccolti in quasi vent’anni di attività e di progetti sulla memoria quotidiana di Pesaro e dintorni e dare loro ulteriore diffusione.

Ricco e colorato come ogni scatola di ricordi che si rispetti, e come ogni scatola di ricordi pieno di suggestioni che si affollano senza ordine apparente se non quello, arcano, della mano che le ha messe insieme, Farememoria è una sorta di magazzino delle storie, nel quale immergersi alla ricerca di un pezzetto di sé e della propria vita o curiosare, girovagando nel tempo. Un archivio dove i documenti si incontrano con i ricordi per dar conto del passato, componendo un racconto in continua evoluzione grazie alle potenzialità del web. Da tempo riflettevo sulla necessità di non disperdere il lavoro e i materiali raccolti in tanti anni di lavoro, con progetti come la Memoteca Pian del Bruscolo, Pesaromemolab e molti altri, commenta Cristina Ortolani; negli ultimi tempi si sono intensificate da parte di scuole, studenti e ricercatori universitari le richieste di notizie e copie delle pubblicazioni realizzate, prima fra tutte “Promemoria”, e il blog mi è sembrato una soluzione funzionale per dare nuova diffusione a questi testi e immagini, razionalizzando ricerche accomunate da un unico intento.

Pesaro, Istituto Bramante, 1913-’14. III Ragioneria (raccolta Cristina Ortolani)

Pesaro, Istituto Bramante, 1913-’14. III Ragioneria (raccolta Cristina Ortolani)

I materiali sono suddivisi per temi: accanto a “luoghi”, “cronache” e “figure” non poteva mancare lo spazio dedicato ai “sapori”; c’è poi una vera e propria “scatola dei ricordi”, che via via sarà riempita con i contributi dei lettori. Nel blog sono già stati pubblicati tra l’altro molti degli articoli apparsi su “Promemoria”, firmati da Cristina Ortolani e da altri collaboratori della rivista, come Filippo Alessandroni, Filippo Pinto, Simonetta Bastianelli e Thomas Bertuccioli; tra i post più apprezzati spiccano quelli che ricostruiscono la Stanza dei ricordi, la mostra allestita nel settembre 2012 a palazzo Mazzolari Mosca, a conclusione del progetto Pesaromemolab, che in tre giorni totalizzò circa 1.500 visitatori.

Se la maggior parte delle storie riguardano la nostra città e i paesi limitrofi, perché nascono da progetti radicati in questo territorio, continua Ortolani, il criterio geografico non è vincolante. Sia perché sul web la geografia non è quella dei confini geopolitici, sia perché una delle necessità a cui prova a rispondere questo progetto, apparentemente nuovo ma fondato su una ricerca che ha mosso i primi passi nel 1999, è quella di un costante aggiornamento del lavoro sulla memoria e del metodo del quale esso è frutto. Da segnalare poi, tra le sezioni del sito, quella riservata alle “voci”: parole di autori celebri, clip video da film e documentari, immagini particolarmente significative alle quali il sito si ispira o che costituiscono densi spunti di riflessione sulle modalità e sull’opportunità di “fare memoria”.

Suggestiva l’immagine scelta a rappresentare il progetto: il dettaglio di un tessuto lacerato, sul quale spicca un rammendo di fili rossi, a sottolineare la capacità tutta umana di tessere trame capaci di renderci migliori (“l’istinto di narrare”, direbbe Jonathan Gottschall, autore di un fortunato best seller con questo titolo). Farememoria è solo all’inizio, conclude Cristina Ortolani: accanto all’implementazione del sito contiamo, in collaborazione con alcuni dei soggetti che già hanno aderito ai progetti precedenti, primo fra tutti l’Archivio Storico Diocesano che ha già confermato la propria partecipazione, di avviare altri progetti che mettano a frutto il bagaglio di esperienze sviluppato in questi anni. Proprio nel segno della continuità contiamo di pubblicare, intorno a Natale, il numero 7 di “Promemoria”, per il quale stiamo tra l’altro studiando una veste rinnovata.

Per restare aggiornati sulle attività di Farememoria ci si può iscrivere al blog attraverso il sito www.farememoria.com, seguire la pagina Facebook Farememoria oppure scrivere all’indirizzo info@farememoria.com.

 

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