Nicola Rizzoli, dalla finale Mondiale a Pesaro: “Sì alla tecnologia veloce: non al calcio-business”

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20 febbraio 2015

PESARO – Primo evento pubblico organizzato nel 2015 dal Panathlon di Pesaro ed è subito un successo. Il Club presieduto da Alberto Paccapelo ha ospitato al Baia Flaminia Resort il miglior arbitro del mondo, Nicola Rizzoli, il direttore di gara della finale dei Mondiali del Brasile 2014. Un ospite dalla grande disponibilità, perché non solo ha risposto a tutte le domande dei Soci durante la riunione conviviale, ma prima ha tenuto un incontro pubblico a cui hanno partecipato circa 250 arbitri e rappresentanti di molte Società sportive marchigiane.

Paccapelo e Rizzoli

Paccapelo e Rizzoli

Un giornata intensa per Rizzoli, protagonista di questo appuntamento che il Panathlon ha intitolato “Le eccellenze dell’arbitraggio italiano”, perché gli arbitri italiani sono davvero un’eccellenza: basti pensare che negli ultimi quindici anni le partite più importanti giocate a livello internazionale sono state spesso affidate a fischietti italiani.

Il perché di questa eccellenza Rizzoli lo ha spiegato agli arbitri locali, fornendo anche qualche consiglio pratico. Fondamentale, per lui, è la preparazione della partita: gli arbitri devono conoscere più informazioni possibili sulle squadre e sui giocatori che devono dirigere. Queste informazioni non devono trasformarsi in pregiudizio pro o contro una squadra o un giocatore, ma devono invece aiutare l’arbitro ad interpretare con equilibrio le varie situazioni di gioco.

Preparazione ed equilibrio sono le parole d’ordine che Rizzoli ha sottolineato anche durante la conviviale con i Soci del Panathlon. Una parola che non ha mai pronunciato è stata “sacrificio”. Sebbene l’arbitro sia infatti costretto a fare sacrifici (personali, familiari, nella vita professionale privata), il peso di questi non deve mai superare la gioia di giocare e di partecipare. Per questo alla parola sacrificio Rizzoli preferisce l’espressione capacità di resistere, vale a dire quella forza che spinge ognuno di noi a non mollare.

Durante la serata non si è parlato solo di arbitraggio e Rizzoli ha accettato ogni tipo di domanda. Riguardo uno dei temi “caldi” dei giorni scorsi, ha dichiarato che lui intende il calcio come uno sport e non come un business. Se questo è vero ogni squadra, di qualunque dimensione, consistenza e “ricchezza”, deve avere garantita la possibilità di partecipare e gareggiare, alla pari con tutte le altre.

Anche sul tema della moviola e della tecnologia in campo, Rizzoli ha risposto in modo inequivocabile: sì alla tecnologia, che fornisce informazioni oggettive in tempi brevi, come ad esempio le telecamere sulle porte che immediatamente segnalano il gol, perché danno un riscontro rapido e certo; no invece alla moviola, molto discutibile, perché paralizzerebbe la dinamicità del gioco.

Il saluto della città di Pesaro è stato portato dal Sindaco Matteo Ricci, che ha raccontato di aver pensato scherzosamente a Nicola Rizzoli per il ruolo di Presidente della Repubblica, quando il Premier Renzi continuava a ripetere di volere un “arbitro” al Colle, prima ancora di proporre il nome di Mattarella.

Tutti molto soddisfatti al termine della serata, dove erano presenti anche Mila Della Dora, Assessore allo Sport del Comune di Pesaro, Gustavo Malascorti, presidente dell’Associazione Italiana Arbitri delle Marche, e Luca Foscoli dell’AIA di Pesaro-Urbino.

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