Sanità, Fabbri-Amati (PD): “Ministro Lorenzin verifichi rispetto diritti assistenza a persone disabili”

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20 febbraio 2015

“Garantire il diritto all’assistenza a tutte le persone disabili in modo eguale deve essere il principio non derogabile di ogni buona amministrazione. La Regione Marche, invece, nel ridefinire le tariffe dei servizi sociosanitari sta rischiando di creare delle forti discriminazioni tra i cittadini che si rivolgono alle strutture della Regione”. Lo afferma la senatrice Nerina Dirindin, capogruppo in commissione Sanità,in un’interrogazione rivolta al ministro della Salute Lorenzin e sottoscritta anche dalle senatrici marchigiane Pd Silvana Amati e Camilla Fabbri.

Nel documento si afferma che ‘nella Regione Marche le persone disabili gravi che ricevono assistenza presso i Centri diurni sono oltre 1.050. Con le recenti delibere la Regione riconosce solo ai primi 10 utenti del Centro diurno la quota sanitaria del 70% come previsto dalla normativa nazionale in materia di Livelli Essenziali di Assistenza per le prestazioni diagnostiche, terapeutiche e socio-riabilitative erogate in regime semiresidenziale, mentre per i successivi utenti il Servizio Sanitario prevede una quota forfetaria pari a 15,10 euro. Inoltre – sottolinea l’interrogazione – la Regione Marche non ha dato applicazione alle disposizioni riguardanti l’assistenza tutelare (DPCM 29.12.2001) che prevede che sia a carico del servizio sanitario il 50% del costo della prestazione”.
“La rimodulazione delle quote a carico del Servizio Sanitario, dell’utente o del Comune – evidenzia – appare, quindi, in contrasto con la normativa nazionale sui livelli essenziali di assistenza sociosanitaria e può avere pesanti ripercussioni sulla qualità di vita delle persone coinvolte e dei loro nuclei familiari. Chiediamo al Ministro – conclude – di verificare su quanto deliberato dalla Regione Marche e di monitorare, su tutto il territorio nazionale, il rispetto delle disposizioni in materia di assistenza socio-sanitaria, oggetto di crescenti restrizioni ancorché fondamentale per la qualità della vita di molte persone con disabilità”.

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