Urbino, concluso il master arriva la lezione di Sgarbi: “Con gli studenti abbattiamo le distanze tra città e patrimonio artistico”

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20 febbraio 2015

Conferenza UrbinoURBINO – Si è concluso ieri a Palazzo Albani, nella sede di via Timoteo Viti, il Master post universitario di primo livello “Strumenti e metodi per la Conservazione e valorizzazione dei Beni culturali” giunto alla terza edizione. Il corso, diretto dalla professoressa Laura Baratin ha coinvolto diversi partner, oltre l’Università di Urbino, la Scuola di Specializzazione Beni architettonici e del Paesaggio dell’Università di Roma “Sapienza”, l’ICCROM International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Propetry, la Soprintendenza BSAE delle Marche e il Comune di Urbino.

Alla cerimonia erano presenti tutti i protagonisti; Anna Teresa Ossani, Prorettore ai Processi formativi della Carlo Bo, Daniela Esposito, Direttore Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio per lo Studio ed il Restauro dei Monumenti, il Direttore Generale dell’ICCROM Stefano De Caro, il vicesindaco di Urbino Maria Francesca Crespini, l’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi e Paride Prussiani, assessore alla Cultura del Comune di Fossombrone, città che partecipa con Urbino al ricordo del professor Mario Luni, che ha contribuito alla didattica e alle ricerche svolte assieme ai suoi collaboratori, nelle passate edizioni.

Prima della presentazione dei gruppi di studio “Le Mura di Urbino” e “Forum Semproni: le Grandi Terme”. Vittorio Sagrbi ha lanciato un messaggio di riavvicinamento della città con il patrimonio artistico, abbattendo le distanze, un percorso da iniziare proprio con gli studenti rimarcando l’idea del progetto di chiese aperte, creando giornate con cadenza mensile su modello FAI. Prima di lasciare la parola al vicesindaco Crespini ha fatto, a ragazzi e docenti, i miglior auguri per le attività didattiche e di ricerca.

Un momento della conferenza

Un momento della conferenza

I lavori presentati nel volume, iniziati quando Maria Francesca Crespini era assessore nell’ultima legislatura Corbucci, poi interdetti con le dimissioni nell’estate del 2013 della Crespini: “felice dei lavori portati a termine dalla scuola di restauro e, speriamo, che entro luglio di riportare alla luce il sito archeologico del San Domenico sempre grazie alla professoressa Barattin, che è una persone sempre attiva proprio come me. Nei progetti anche il portico della chiesa di San Francesco e i legni di Mastroianni, che verranno inseriti in un percorso, posizionati ora nel Museo Città, luogo poco idoneo che diventerà la casa della poesia dove alloggeranno le opere di Paladino e all’inaugurazione il prossimo 26 marzo sarà presente la figlia di Ezra Paound, non mancheranno omaggi a Paolo Volponi e Carlo Bo. La scuola di restauro della professoressa Laura Barattin è un orgoglio e un grande aiuto per la nostra città.”

Si è poi presentato il volume, edito da Gabbiano, figlio della passata edizione “Il Portico della chiesa di San Francesco ad Urbino: cronaca di un’esperienza didattica” seguito dagli interventi di Laura Baratin, Spiridione Alessandro Curuni, vice direttore Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio per lo studio e il restauro dei monumenti dell’Università di Roma “La Sapienza” e Oscar Mei dell’Università di Urbino. Alle ore 12,30 circa si è proceduto con la consegna dei diplomi.

Maria Francesca Crespini ricorda che con “Rinascimento Privato” si creerà un percorso tra Urbino e Pesaro visitabile con un unico biglietto.

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