Urbino, la fondazione Hruby torna sul luogo del… diletto. Sgarbi sul presunto quadro di Leonardo: “Solo una crosta”

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20 febbraio 2015

Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

URBINO – Secondo le regole del criminale si torna sempre sul luogo del delitto e lo ha fatto anche la Fondazione Enzo Hruby con la presentazione “Un Capolavoro Chiamato Italia”. Chiaramente non stiamo parlando di malviventi visti i nobili valori della Fondazione meneghina che si occupa di sensibilizzazione e tutela del patrimonio artisco e culturale nel Belpaese. In quasi 7 anni di attività sono stati effettuti, oltre a pubblicazioni, premiazioni e seminari, 30 interventi su tutto il territorio di cui 3 in Urbino: l’Oratorio di San Giovanni, l’Oratorio di San Giuseppe e la Casa Natale di Raffaello.
Un forte legame con la città ducale non solo per gli interventi eseguiti, ma anche perchè come ha detto il presidente e fondatore della Fondazione, Enzo Hruby “Urbino è l’esempio che l’Italia nei secoli ha creato grandi opere d’arte.” Sempre secondo Hruby è nato in Urbino il concetto moderno di sicurezza dei beni culturali quando 40 anni fa (era il 5 febbraio del 1975) furono trafugate da Palazzo Ducale, successivamente recuperate, la Madonna di Senigallia e la Flagellazione entrambe di Piero della Francesca e la Muta di Raffaello in quello che fu chiamato “il furto del secolo”.
E proprio nella culla del Rinascimento Italiano la Fondazione è tornata a presentare “Un Capolavoro Chiamato Italia- racconto a più voci di un patrimonio da tutelare, proteggere e valorizzare” in 400 pagine, curate da Carlo Alberto Brioschi, raccoglie i contibuti di oltre 30 dei più autorevoli esponenti del panorama culturale italiano tra direttori di musei, rappresentanti di istituzioni pubbliche e private, delle aree archeologiche, del MiBACT, sovrintendti, tra cui Maria Rosaria Valazzi, membri delle Forze dell’Ordine, giornalisti, pubblici amministratori e responsabili del patimonio “minore. Un volume che farà viaggiare il lettore dagli scavi di Pompei ai Museio Vaticani con la consapevolezza che questo immenso patrimonio vada promosso e tutelato e con la certezza che esso è il bene più prezioso custodito in Italia.

La platea intervenuta per la presentazione

La platea intervenuta per la presentazione

Alle presentazione nella sala convegni, giardino d’inverno di Palazzo Ducale è arrivato anche Vittorio Sgarbi, critico d’arte e assessore alla Rivoluzione in Urbino che ha chiesto come possa essere possibile rubare un’opera d’arte, atto privo di senso, perchè, sarebbe come maledire il Signore, visto che il patrimonio artistico appartiene a tutti, quindi sarebbe come rubare in casa propria. Poi tornando sulla questione Emidia Cecchini e il quadro presunto quadro di Leonardo, che secondo Sgarbi è una crosta di poco valore, ha definito certi ladri come collaboratori domestici: “Certi padroni nei ladri che gli svaligiano la casa, rubando cose di poco o nullo valore, trovano in essi dei collaboratori domestici!”
E’ possibile contattare la Fondazione Henzo Hruby per richiedere una copia del volume inviando una mail a fondazione@fondazionehruby.org o chiamando lo 02 380 366 25. Alla presentazione erano presenti il sindaco Maurizio Gambini, Vittorio Sgarbi, Maria Rosaria Valazzi, Carlo Hruby, vicepresidente della Fondazione, Enzo Hruby e Armando Torno, editorialista del Il Sole 24Ore.
FRancesco Pierucci

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