Statua di Padre Pio, il pensiero di Guido Formica

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21 febbraio 2015

In merito all’articolo apparso in data odierna sulla statua di padre Pio, Guido Formica inoltra il suo pensiero, non sull’opera né sulla simbologia religiosa quanto sull’uso o desiderio dell’operazione e sulla ricostruzione del percorso secondo me abbastanza forzata del rappresentante del Comune. Eccolo:

DI CHE PARLIAMO?  ARTE O DESIDERI?

Formica

Gudio Formica

Non convince la ricostruzione della cronistoria della statua di Padre Pio da parte di Angelo Ghiselli. A me, che non scherzo né coi santi e nemmeno coi fanti (a dir la verità scherzo poco in genere) e che appartengo alla cultura giudaico-messianica, ma rispettoso sia delle scelte religiose individuali come della laicità dello Stato (che è la grande garanzia delle religiosità di ognuno, compresa la mia) non piace questo giustificazionismo ad ogni costo. Se l’Amministrazione comunale vuole quell’opera lo fa per sua scelta e ne ha la potestà per farlo, come chi vuole criticarla ha la potestà a farlo, ma fare ricostruzioni azzardate per giustificare un “desiderio” quasi personale e una cosa che non ci sta. La scelta del 2% da destinare ad arredo urbano e ad opere era finalizzata all’arte contemporanea, ed infatti immagino che il Padre Pio sul monte non sarà un Padre Pio classico ma molto moderno. Non si tratta di valutare il valore delle singole opere ma è chiaro che mentre in opere precedenti si è potuta esprimere al meglio la creatività degli autori perché liberi da indicazioni o soggetti… qui no… qualcuno vuole Padre Pio e Padre Pio versione post 2000 sarà….. Appunto… di che parliamo?…..di desideri, per non dire capricci.

Non ricordo in quale atto sia contenuta l’intitolazione del parchetto a Padre Pio ma di una colletta… ufficialmente non c’è traccia… solo voci. Sarà stata la crisi che poi ha fatto scemare il nobile proposito e a riportarlo nell’alveo della spesa pubblica.

Ripeto. Di che parliamo?

In finale voglio solo ricordare, visto che è stata citata la figura (opera) della “ragazza sul muretto”… perché secondo me è un’opera bellissima … è l’immagine della speranza, speranza nel futuro, come solo gli adolescenti possono esserlo e come solo l’arte sa ben rappresentarlo. Ma il merito è dell’artista, della sua libertà espressiva, artista che non ha ricevuto “incarico a soggetto”.

Guido Formica

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