La Consultinvest prepara il “lungo” finale di stagione: servono 5 vittorie e un sostituto di Crow

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23 febbraio 2015

Il Banco di Sardegna Sassari si aggiudica con pieno merito la Coppa Italia 2015. Battendo in finale l’Armani Milano e dando una dimostrazione di forza e compattezza di squadra che ancora manca ai lombardi, sempre favoriti per lo scudetto, ma che a giugno dovranno alzare di uno step la loro carica agonistica, Sassari vince il suo terzo trofeo consecutivo considerando anche la Supercoppa dello scorso autunno. Lo fa in maniera convincente rifilando 101 punti in finale a Milano, ma oltre al solito attacco stellare, con quella capacità di far muovere velocemente il pallone e di prendersi un tiro pulito nei primi secondi dell’azione, i sardi hanno dimostrato di saper difendere duro. Con gli esterni bravi ad aggredire i playmaker avversari già nella loro metà campo e i lunghi abili nella chiusura dell’area e nella lotta a rimbalzo, per far partire a tutta velocità quel contropiede che rimane la principale arma a disposizione di coach Sacchetti, a cui vogliamo dare il nostro ideale titolo di MVP della manifestazione: dal suo arrivo a Sassari il Banco è sempre rimasto nei quartieri altissimi del campionato, anche cambiando ogni estate sei o sette uomini di valore come i cugini Diener. Ma è il sistema che continua a funzionare, con quella leggerezza offensiva che lascia tanta libertà di esprimersi ai giocatori, da non confondere però con l’anarchia tecnica, perché il lavoro in palestra si vede anche se il playmaker non chiama 70 schemi a partita e tutti i 12 giocatori a referto conoscono il loro ruolo all’interno del gruppo, disposti a dare il massimo anche nei pochi minuti concessigli sul parquet. Poi, ovviamente, serve il talento individuale e David Logan (Mvp della manifestazione), Jerome Dyson e Rakim Sanders ne hanno da vendere, senza dimenticarsi di Shane Lawal o Jeff Brooks, in un reparto lunghi che può contare anche sul talento dell’ultimo arrivato, il camerunense Kadji, mano morbida e fisico scolpito.

Badioli e Paolini

Badioli e Paolini

E’ stata una belle edizione della Coppa Italia di discreto livello e che ha confermato la supremazia tecnica di Milano e Sassari, prossime avversarie casalinghe della Consultinvest, con Reggio Emilia che ha dimostrato di essere pronta per diventare una big, mentre Trento e Venezia dovranno alzare il loro rendimento per approdare alle semifinali scudetto. Brindisi si conferma una formazione capace di vincere con chiunque in una partita secca, ma continua a peccare di continuità, Avellino è andata vicino all’impresa di eliminare Milano nei quarti, pur orfana di Anosike, con Adrian Banks che ha gettato alle ortiche il pallone della vittoria, mentre Cremona era già contenta di esserci.

Si potrebbe cambiare una formula che al venerdì fa disputare quattro partite in dieci ore, partendo dall’una del pomeriggio, con il palazzetto semi vuoto, che si è riempito solamente per la finale, anche se i 5440 spettatori del PalaDesio sfigurano davanti agli oltre 10000 che hanno assistito a Gran Canaria alla finale di Copa del Rey tra Real Madrid e Barcellona, ma in Spagna hanno capito da tempo che se costruisci arene capienti e confortevoli è più facile attirare il pubblico, in Italia ci si accontenta dei piccoli successi, con la solita organizzazione confusionaria che ha cambiato l’orario di inizio delle semifinali 24 ore prima della loro disputa, perché qualcuno in Rai si è accorto della contemporaneità con i mondiali di salto dal trampolino, manifestazione programmata da almeno tre mesi in quell’orario, ma così vanno le cose nel basket italico, già da tempo in caduta libera nelle gerarchie europee e se Sassari-Milano è stata comunque una partita gradevole, date un’occhiata a Real Madrid-Barcellona e potrete capire perché passeranno diversi lustri prima che un’italiana torni a vincere l’Eurolega.

SITUAZIONE IN CASA CONSULTINVEST:

Con il campionato fermo per la Coppa Italia, i tifosi pesaresi hanno potuto trascorrere una settimana tranquilla e non si sono certo rammaricati del punto di penalizzazione inflitto a Caserta per i pagamenti in ritardo dei contributi Irpef nel mese di ottobre, fattore che ha portato a tre i punti di vantaggio sull’ultima in classifica e ha reso virtualmente inutile il meno sette subito dai biancorossi in Campania nell’ultima giornata del girone d’andata, con la differenza canestri che non si applicherà più, non potendo in ogni caso arrivare a pari punti con Caserta. Pasta Reggia che in settimana aveva tagliato lo sloveno Capin e il bulgaro Abramov, sfoltendo un roster che presentava ben otto stranieri e che resta di buon livello, anche se rinunciare a due giocatori nel momento più importante della stagione non contribuisce a dare tranquillità ad un’ambiente, che non si aspettava questo punto di penalizzazione e guarda con una certa apprensione alle prossime scadenze contributive, perché è giusto ricordare che ancora la Com.Tec, deve controllare la regolarità dei pagamenti di dicembre e febbraio e potrebbero esserci ancora delle sgradite sorprese in caso di qualche inadempienza, che comporterebbe ulteriori punti di penalizzazione da scontare nel campionato in corso.

Anche le altre squadre in lotta per la salvezza con la Vuelle non si sono rilassate, con Cecco Vescovi che si è dimesso dal ruolo di GM di Varese, dopo le contestazioni di una parte della tifoseria dell’OpenJobMetis che non ha gradito le mosse di mercato dell’ex capitano varesino che hanno portato al taglio di Dawan Robinson e Ed Daniel, giocatori con parecchi punti e rimbalzi nelle mani, mentre a Capo D’Orlando hanno deciso di rinunciare all’ala Bradford Burgess, invitato a tornare negli States e a cercare una nuova sistemazione, con l’Upea che dovrà ritornare sul mercato per rinforzare un roster con qualche problema d’organico.

Tornando al basket giocato, solo oggi la Vuelle tornerà ad allenarsi a ranghi compatti, dopo i giorni di permesso concessi ai giocatori per la pausa del campionato e a tenere banco continua ad essere la ricerca di un lungo italiano al posto di Crow, per allungare una rotazione pericolosamente corta in caso di qualche problema a carico di Lorant e Judge. Arrivare a Gigli si fa sempre più complicato per lo stipendio alto che il 32enne romano percepisce a Milano e che impedisce di fatto qualsiasi contrattazione, a meno che l’Armani si accolli una parte dell’ingaggio, operazione francamente antieconomica anche per una squadra dal budget di svariati milioni come quello dei Campioni D’Italia. Così, l’attenzione della dirigenza biancorossa si sta spostando sulla Legadue, serie dove i fallimenti di Forlì e Veroli hanno di fatto cancellato le retrocessioni, con la logica conseguenza che le squadre che non ambiscono alla promozione in serie A, possono guardare al futuro serenamente e potrebbero lasciare andare qualche loro atleta in altri lidi, anche per alleggerirsi di uno stipendio.

Sono almeno quattro i giocatori sotto osservazione a cominciare da David Brkic, 33enne che a Napoli sta viaggiando a 15,9 punti e 6.4 rimbalzi, con la società partenopea che non ha ancora risolto completamente i propri problemi economici, situazione delicata anche a Barcellona Pozzo di Gotto, dove l’esperto Luca Garri sta disputando una stagione da 11.9 punti e 9.4 rimbalzi e per la sua capacità di giocare sia da centro che da ala grande potrebbe essere l’innesto adatto per le esigenze biancorosse, caratteristiche tecniche applicabili anche ad Andrea Renzi, 26enne di 208 cm che a Trapani sta producendo 17.7 punti e catturando 7.1 rimbalzi e che, già nella scorsa estate, era stato uno dei papabili per il ruolo di terzo lungo biancorosso, ma le scarse risorse disponibili avevano indotto i dirigenti biancorossi a virare su Nicholas Crow, giocatore che i parquet di serie A non li aveva mai calpestati e che sta facendo fatica, situazione simile a Mitchell Poletti, 26enne di 205 cm, visto qualche anno fa anche a Fossombrone e che a Casalpusterlengo sta viaggiando a 12.3 punti e 9.3 rimbalzi di media, ma che potrebbe pagare l’impatto con la serie superiore.

Vedremo nei prossimi giorni l’intenzione dello staff societario biancorosso, consapevole che con un rinforzo sotto canestro, sarebbe meno complicato raggiungere i 20 punti, quota che, dopo il punto di penalizzazione subito da Caserta, dovrebbe garantire la permanenza in serie A al 99%, ma, dal basso dei suoi 10 punti, Pesaro dovrà conquistare altre cinque vittorie nelle ultime undici partite, impresa difficilissima dando un’occhiata al calendario che potrebbe diventare meno ardua con un rinforzo sotto canestro in grado di dare un bel contributo ad un reparto lunghi che rimane il tallone d’Achille di questa Consultinvest.

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