“Vietato mollare, l’Alma deve continuare a crederci”

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23 febbraio 2015

Alma Juventus Fano: l'abbraccio fra tifosi e squadra

Alma Juventus Fano: l’abbraccio fra tifosi e squadra

Sandro Candelora*

FANO – Andreotti sosteneva che il potere logora chi non ce l’ha. Noi dal canto nostro osiamo sperare che finisca per fiaccare anche chi lo detiene. Nello specifico, la Maceratese. Padrona assoluta del campionato, leader imbattuta ed apparentemente imbattibile, confortata da un pingue margine di vantaggio sulla prima (e unica?) delle inseguitrici, quest’Alma delle meraviglie che non smette di stupire.

I numeri sono tutti dalla parte dei biancorossi, è innegabile, e dovendo scegliere preferiremmo di gran lunga fare da lepre veloce piuttosto che affannarci a correrle dietro come segugi con la lingua fuori dai denti. Ma è altrettanto incontrovertibile che fino a prova contraria i “pistacoppi” la promozione se la devono ancora conquistare e la strada da percorrere prima di arrivare alla meta rimane lunga e accidentata. Nel calcio è opportuno festeggiare solo a risultato acquisito, mai prima del tempo. E, di converso, non è mai bene arrendersi prima che i giochi definitivi siano fatti. In altre parole, fino a quando il pallone rotola c’è speranza e ad essa occorre aggrapparsi. Con tutte le forze, continuando a dare il massimo sempre e comunque. Perché un momento di passaggio a vuoto della battistrada dovrà pur arrivare, perché a ben guardare c’è un terzo di torneo tutto da disputare, perché di qui al termine di partite facili non ve ne saranno per nessuno, neppure per chi oggi si pavoneggia dall’alto della classifica, perché infine la primavera, quando tutto si decide, è solita spostare parecchi equilibri. I granata devono insistere nel credere nella fattibilità di quella che sarebbe un’impresa epocale, evitando cedimenti e cali di tensione.

In questo senso, Alessandrini sarà chiamato a lavorare in primo luogo sulla testa dei giocatori, inducendoli a dare il massimo in ogni match, limitando al minimo gli errori ed anzi approfittando al meglio di quelli altrui. Con cinismo, concretezza, voglia di battersi fino all’ultimo respiro. La squadra, meravigliosa, impagabile sia negli elementi più esperti che nei giovani sempre più convincenti, dimostra peraltro di saper convivere al meglio con le vertigini di un volo tanto alto, che sta andando ben al di sopra delle più rosee aspettative.

Il pubblico, lo splendido popolo granata, mai così vicino ai suoi beniamini, può risultare decisivo per numero e calore, come abbiamo potuto constatare molte volte quest’anno. Quello che oggi sembra impossibile si può fare, insomma. E guai a non provare a farlo. Per non avere rimpianti di sorta. E poi, vada come vada.

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