La famiglia Cecchini ha visto i ladri: “Sono gli stessi degli altri 2 furti”

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25 febbraio 2015

RIO SALSO – Non c’è pace per la famiglia Cecchini di Rio Salso, che anche questa notte si è svegliata con uno degli incubi peggiori: trovare qualcuno che viola la tua intimità. Incubo ancora più forte perché ad essere colpita è la tua azienda, quella costruita in 40 anni di sacrifici e che negli anni è diventata un punto di riferimento nella provincia e non solo, per la vendita di prodotti di elettronica, elettrodomestici e articoli per la casa.

“Alle 2.50 di questa notte abbiamo sentito suonare l’allarme, ci siamo spaventati e d’istinto siamo arrivati in negozio. Mio marito, mio cognato e mio nipote sono entrati immediatamente, senza nemmeno pensare alla pericolosità del gesto”. A parlare è Claudia Cecchini, che assieme la sorella Angela è titolare del megastore Trony di Rio Salso. “Erano in sei – continua – li abbiamo visti: 4 nel negozio, un palo fuori e 2 in macchina, una Volkswagen Passat familiare”.

Claudia è sicura, sono gli stessi delle altre due volte (26 ottobre primo furto, 26 novembre secondo furto) provenienti dalla vicinissima Romagna, e anche questa volta avrebbero ritentato di passare per le finestre del retro, addirittura arrampicandosi su di un albero, ma questa volta tutto era sbarrato e blindato, quindi con un piede di porco sono passati per l’ingresso principale, sulla Provinciale, scassinando la porta d’ingresso principale. Il tutto in pochissimi minuti.

“Purtroppo era buio e non siamo riusciti a vederli in viso, siamo però riusciti a strappargli di mano un borsone pieno di cellulari appena rubati (come si vede nella foto sotto, ndr), la macchina è partita e due, lasciati a piedi, sono fuggiti per i campi. Abbiamo chiamato subito i carabinieri e abbiamo provato ad inseguirli ma erano già fuggiti”.

Un furto meno consistente del precedente ancora da quantificare, ma che sicuramente va ad alimentare la paura e la preoccupazione di non sentirsi sicuri, senza dimenticare il danno economico che di questi tempi non è da sottovalutare.

Non è dunque servito implementare la sicurezza e probabilmente aveva ragione Angela con la frase che ci aveva rilasciato dopo il furto di novembre: “Forse la nostra colpa è che siamo troppo forniti”.

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