Disoccupati, dal 2 marzo si aggiorna la banca dati della provincia: ecco come fare con la propria posizione

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26 febbraio 2015

PESARO – Da lunedì 2 marzo, il Servizio formazione e lavoro della Provincia di Pesaro e Urbino inizierà l’aggiornamento della propria banca dati per individuare i disoccupati effettivi, cancellando tutti coloro che negli anni si erano iscritti presso i Centri per l’impiego di Pesaro, Fano e Urbino o i Punti InformaLavoro per motivi diversi dall’effettiva necessità di un’occupazione (ticket sanitari, accesso a graduatorie a valenza sociale ecc.). Nella banca dati resterà inserito come “disoccupato” chi negli ultimi 6 mesi si è attivato, attraverso i servizi offerti dai Centri, nella ricerca di un lavoro o in percorsi di formazione professionale. I nomi degli “inattivi” da più di 6 mesi saranno invece cancellati informaticamente perdendo, di fatto, la condizione di disoccupato e la relativa anzianità di disoccupazione, come previsto dalla normativa vigente (Dl.gs 181/00 e sml e delibera di giunta regionale 159/14). Saranno valutati eventuali motivi oggettivi documentati e presentati nell’arco di 30 giorni dallo sforamento dei 6 mesi previsti dalla legge o per giustificare la mancata presentazione alle convocazioni. I disoccupati che perderanno lo “status” avranno in ogni caso la possibilità di re-iscriversi, perdendo però l’anzianità maturata. La revisione della banca dati permetterà alla Provincia di concentrare il lavoro sui disoccupati “reali”, in coerenza con le rilevazioni statistiche nazionali.

Per una maggiore chiarezza, lo stato di disoccupazione è la condizione di chi si trova senza lavoro (oppure è occupato ma con un reddito inferiore agli 8mila euro annui in caso di lavoro dipendente e 4.800 euro annui in caso di lavoro autonomo) ed è immediatamente disponibile a cercare e svolgere un’attività lavorativa, secondo le modalità definite con gli operatori dei servizi competenti. Lo stato di disoccupazione si perde in vari casi: quando si inizia un lavoro da cui deriverà un reddito annuo superiore agli 8mila euro lordi (lavoro dipendente) o 4.800 euro lordi (lavoro autonomo); quando non vengono rispettati gli impegni assunti con il Centro per l’impiego di competenza, firmati nel “Patto di servizio”; quando, senza giustificato motivo (documentato) non ci si presenta alla convocazione del Centro per l’impiego, oppure si rifiuta una congrua offerta di lavoro o di partecipazione ad un’altra misura di politica attiva; quando non si dimostra un interesse attivo, cioè non ci si reca ai Centri per l’impiego facendo scadere i 6 mesi dal giorno in cui si è firmato il “Patto di servizio”.

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