Maltempo, Regione lentissima. Fabbri (PD): “Si affretti a consegnare documentazione per stato di emergenza”

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26 febbraio 2015

PESARO – ‘Sono stupita e sbigottita. A quasi un mese dagli eventi calamitosi che hanno colpito il nostro territorio l’ente regione non ha ancora consegnato la documentazione necessaria per avere dal consiglio dei ministri i benefici relativi allo stato di emergenza. È arrivata prima la risposta del ministero alla mia interrogazione che la proposta della Regione per avere il riconoscimento richiesto dal Consiglio dei ministri. Non bastano i comunicati stampa, l’ente regionale si affretti a consegnare la documentazione. Imprese e cittadini non possono aspettare ancora’. Lo afferma in una nota la senatrice pd Camilla Fabbri che questa mattina ha ricevuto la risposta del ministero dell’ambiente alla sua interrogazione presentata lo scorso 4 febbraio.

“Come sottolineato nel documento del ministero – spiega senatrice Pd – il cdm è pronto, ha avviato l’istruttoria ed è in attesa di ricevere la documentazione per poter procedere alla verifica della situazione sui luoghi interessati dall’evento, propedeutici al riconoscimento del beneficio richiesto. Ad oggi, infatti, non è pervenuta alcuna richiesta formale di intervento ed ha assicurato che, non appena arriverà la proposta della regione, provvederà all’istruttoria per l’emissione del decreto di declaratoria, con il quale si potranno attivare le misure compensative. E’ inutile fare comunicazione se a questa non seguono i fatti. Ci sono comuni che aspettano di poter ricevere risorse e partire con la messa in sicurezza del territorio e tanti imprenditori e balneari che hanno visto distrutte le loro attività. Auspico che il prima possibile l’ente regionale possa tornare a occuparsi dei problemi dei cittadini”.

Ecco la risposta del Ministero all’interrogazione della Fabbri:

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Ufficio Legislativo – Interrogazioni Parlamentari

Aula Senato, 19 febbraio 2015, ore 09,00

Interrogazione a risposta orale n. 3-01634 presentata dal Sen. Fabbri

(Danni causati a seguito dell’alluvione che dal 4 febbraio ha colpito la regione Marche)

Nel periodo dal 4 al 7 febbraio 2015, nella regione Marche sono tate registrate precipitazioni che, cumulate a fine evento, sono state superiori a 100 mm.

In merito a ciò, il Presidente della Regione Marche, il 9 febbraio ultimo scorso, ha richiesto il riconoscimento dello stato di emergenza riservandosi di produrre, appena possibile, la documentazione a corredo, prevista dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 ottobre 2012.

Al riguardo, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha avviato l’istruttoria ed è in attesa di ricevere la documentazione di cui sopra per poter proceder alla verifica della situazione sui luoghi interessati dall’evento, propedeutici al riconoscimento del beneficio richiesto.

Il Ministero delle Politiche agricole ha fatto presente che per i danni causati all’agricoltura dall’evento calamitoso, ad oggi, non è pervenuta alcuna richiesta formale di intervento ed ha assicurato che non appena perverrà la proposta della Regione Marche, nei termini e con le modalità prescritte dalla normativa vigente in materia, provvederà all’istruttoria di competenza per l’emissione del decreto di declaratoria, con il quale potranno essere attivate le misure compensative proposte dall’On.le Interrogante.

Per quanto attiene all’esclusione dal patto di stabilità interno delle spese per gli interventi post calamità, laddove fosse dichiarato lo stato di emergenza, le disposizioni di cui all’art. 31, comma 7 e seguenti, della legge n. 183/2011 già prevedono l’esclusione dal patto delle risorse statali assegnate per la realizzazione di interventi disciplinati da ordinanze di protezione civile, nonché delle relative spese sostenute dagli Enti locali.

Di contro, l’esclusione dal patto di stabilità interno delle spese sostenute dagli enti locali a seguito di eventi calamitosi, a valere sulle risorse proprie o provenienti da donazioni di terzi, potrà avere seguito allorquando sarà data attuazione al disposto di cui al comma 8bis, del citato articolo 31 che subordina l’esclusione delle predette spese, ad una apposita norma di legge ad oggi ancora non emanata.

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