Zucchi (Sel e La Sinistra Pesaro): “Arricchiti dall’interazione coi rifugiati”

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28 febbraio 2015

Andrea Zucchi*

PESARO – La Sinistra lavora per costruire relazioni, ed essere ponte in questo caso tra i rifugiati richiedenti asilo e la comunità cittadina. Lontana dalla demagogia del pro o contro profughi in città, dal primo momento dell’arrivo a Pesaro di questi stranieri, quando la destinazione dell’hotel Principe scelta dal prefetto aveva suscitato diversi malumori, con perplessità dell’amministrazione stessa – e con le manifestazioni pubbliche contrarie di Lega e Forza Nuova – ci siamo infatti impegnati, in silenzio, a favorire la conoscenza ed una migliore integrazione di questi ragazzi, sicuri che la miglior risposta alle polemiche suscitate da questo problema fosse proprio quella dell’accoglienza. Già la serata di Carnevale organizzata coi richiedenti asilo all’hotel Principe, non fu una semplice festa, ma molto di più.

L’intento di quella cena, con musica e balli finali, era infatti sicuramente quello di offrire una possibilità di raro divertimento ai rifugiati e richiedenti asilo ospitati in questa struttura, ma prima ancora voleva essere una occasione per metterli in contatto e far conoscenza reciproca con tutti i cittadini pesaresi che vi hanno aderito. E a giudicare dai commenti dei partecipanti, sia i pesaresi che gli stranieri, l’obiettivo è stato raggiunto.

Ascoltare le storie di chi arriva qui da noi da lontano, provenendo da situazioni di grave crisi umanitaria – che siano guerre o povertà estrema o discriminazione politica, religiosa o sessuale – ha consentito ai primi di cogliere la dimensione dell’emergenza, ed ai secondi di cominciare ad integrarsi almeno un pò. Ed infatti si discute in questi giorni anche di come inserirli in progetti di volontariato diffuso in città, non retribuito, che raccoglie la loro voglia di mettersi a disposizione per le comunità che li ospitano, come già successo altrove, anche nella nostra provincia, ad esempio a Cagli.

Sapere chi sono queste persone li riporta alla condizione di uomini e donne come noi, togliendoli dall’anonimato di una definizione che altrimenti crea solo distacco. Ed ascoltare, ad esempio, poesie e canti in lingua Urdu che raccontavano l’amore e la patria perdute, ma anche le toccanti parole di un giovanissimo ragazzo del Gambia che “ringrazierà per sempre gli italiani per come lo hanno accolto, anche se in futuro qualcuno lo dovesse trattare male”, non poteva che svolgere questo compito. Non dimentichiamo che l’accoglienza ci è richiesta non solo dal nostro buon cuore, ma anche dalla Carta dei Diritti dell’Uomo e soprattutto dalla legge, visto l’obbligo doveroso di non abbandonare i profughi al loro destino – che troppo spesso è la morte come abbiamo tristemente visto anche poco tempo fa – e di riceverli in terra italiana. Non è mai superfluo ricordare, per dare una corretta informazione ai cittadini, che ci sono fondi appositi e distinti destinati a questa emergenza, e che non vengono perciò toccati denari riservati ad aiutare le fasce meno abbienti tra noi italiani. Cui siamo molto vicini anche noi, e come Sinistra abbiamo infatti anche recentemente avanzato proposte a favore di chi perde la casa o il lavoro, in particolare per gli sfrattati per morosità incolpevole.

E’ proprio questo che è sbagliato, e che crea rabbia xenofoba ed ingiustificata, ovvero il mettere in competizione bisogni diversi e tutti legittimi, che siano di concittadini in difficoltà o di stranieri sbarcati sulle nostre coste. Che non sono gli unici lidi raggiunti dai richiedenti asilo, anzi percentualmente sono molti di più quelli che arrivano in Germania, Francia o Spagna, ad esempio. Se non vogliamo lasciarli a mare, diventa fondamentale lo smistamento su tutto il territorio, per dividere l’onere dell’accoglienza per tutte le zone d’Italia, e quindi anche qui.

Il lavoro fatto dal Ministero grazie alle prefetture è ottimo e produce buoni risultati, ma si scontra ancora con un problema senza risoluzione, per il quale la deputata di SEL, Lara Ricciatti, ha recentemente proposto una interrogazione parlamentare: il dopo accoglienza.

I rifugiati politici o i profughi infatti, a Pesaro quasi 300, divisi in più strutture, stando alla legislazione attuale rimangono qui in attesa di risposta alla loro richiesta di asilo per sei mesi, in cui non possono essere inseriti nelle liste di collocamento per mancanza di documenti, ma allo scadere degli stessi sei mesi – tranne i fortunati che riescono ad entrare nei programmi di protezione dello SPRAR – nonostante spesso siano ancora senza la risposta che aspettano, se sono senza un lavoro, (e lo saranno per forza, per il motivo che dicevamo sopra), per lo stato italiano escono dal progetto e si ritrovano per strada. E’ fondamentale allora che la normativa italiana si adegui a quella europea, prevedendo la copertura per i rifugiati fino alla risposta di asilo, prevedendo magari tempi certi per questa. Per evitare ai profughi di finire sotto a un tetto, ma togliendo anche agli italiani un problema di ordine pubblico e sicurezza che inevitabilmente si verrebbe a costituire in questi casi.

Nel frattempo, interagire con i rifugiati accolti a Pesaro, diventa un importante opera di integrazione per loro, e di arricchimento per la nostra comunità.

Grazie alla collaborazione di tutti, dagli stessi ragazzi ospitati lì, agli operatori che se ne occupano ed allo staff dell’albergo, fino ai nostri volontari de La Sinistra, proseguiremo questo nostro lavoro organizzando questa volta una partita di pallavolo assolutamente amichevole e multietnica! Con squadre rigorosamente miste, sabato pomeriggio, alle 17, nella palestra di via Monfalcone, sperimenteremo anche questa forma di integrazione sociale. Dopo che già alcuni di loro sono stati accolti in una squadra di calcio locale e possono allenarsi a Muraglia con i nostri ragazzi.

Usciamo dalla crisi globale che colpisce mondi lontani, ma anche e sempre di più il nostro, solo mettendo davanti l’umanità…

*Coordinatore SEL e La Sinistra Pesaro

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