La Vuelle è squadra vera: Paolini ha convinto il gruppo a difendere duro

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2 marzo 2015

pesaro_cantu000 copia VuellePESARO – Non sarà la squadra più spettacolare del campionato questa Consultinvest, e difficilmente la vedrete condurre contropiedi scenografici o passaggi sopra il ferro per degli alley-oop. Ma è innegabile che le ultime due partite giocate dalla Vuelle siano state quelle meglio interpretate nella stagione 2014-15, con un attacco equilibrato, nonostante le inevitabili forzature individuali e una difesa aggressiva che sta diventando il marchio di fabbrica della gestione Paolini (3 vinte-2 perse), con il coach pesarese che, una volta compreso che la sua squadra non ha più di 75-80 punti nelle mani, ha convinto questo gruppo che solamente difendendo duro su ogni possesso si sarebbero alzate le possibilità di portare a casa i due punti.

Non è un caso che l’azione chiave del match sia stata l’infrazione di cinque secondi (forse erano quattro e mezzo, ma va bene così) fatta commettere all’Acea sul possesso decisivo, quello sul meno tre ad 11 secondi dalla sirena, con coach Dalmonte che tra l’altro aveva chiamato timeout per organizzare al meglio l’attacco romano: è stata la 21esima palla persa dai romani, contro le sole 8 di Pesaro, l’unico modo per compensare il meno 17 a rimbalzo, l’unica possibilità di contrastare formazioni come Reggio Emilia e Roma che possono disporre di una rotazione di 10-11 uomini e possono mettere sul parquet chili ed esperienza, mentre la Vuelle continua ad affidarsi principalmente al suo starting five (31 minuti di media anche sabato pomeriggio).

Certamente poi aiutano le percentuali al tiro da tre (8/17), frutto comunque di azioni ben costruite con scarichi per far tirare un compagno libero coi piedi per terra dalla linea dei 6,75, ma tutto parte e finisce da una difesa finalmente attenta su ogni azione, con piccoli gesti come allungare una mano su una penetrazione o fare un piccolo spostamento laterale al momento giusto che, magari si notano meno di una palla recuperata sulla linea di passaggio, ma che sono altrettanto importanti nell’economia del match e che soprattutto sono quelli più difficili da far digerire e comprendere ai tuoi giocatori in allenamento.

Tutto ok allora in casa Vuelle? Neanche per sogno, perché rimangono tanti i problemi da risolvere, con Ross che fatica a produrre punti senza avere sempre il pallone in mano, soprattutto perché quando ce l’ha si ostina a penetrare contro i mulini a vento, invece di costruirsi un semplice arresto e tiro, perché Judge sa di non poter commettere falli inutili e la sua intensità difensiva ne risente inevitabilmente, perché il tagliafuori difensivo è ancora un’entità astratta per qualcuno e i rimbalzisti avversari possono banchettare dentro l’area pesarese, perché Lorant si sta confermando un buon acquisto, ma il suo gioco dai tre-quattro metri lascia molto a desiderare, perché la panchina biancorossa rimane la meno produttiva del campionato, inevitabile quando schieri un play volenteroso ma acerbo come Basile (1.8 punti di media) e due giocatori spesso altalenanti come Musso e Raspino.

Ma la Consultinvest del terzo quarto contro Avellino sembra ormai una lontana parente di quella vista negli ultimi 15 giorni e crediamo che difficilmente si ripeterà quell’inspiegabile blackout. Pesaro è una squadra viva che continuerà a subire contro le big come Sassari e Milano, ma che renderà la vita difficile a molte altre formazioni, consapevole che vincere o perdere rimarrà una questione di fortuna e abilità negli ultimi minuti, non essendo in ogni caso questa Vuelle capace di vincere con scarti considerevoli. Il calendario rimane proibitivo, ma Pesaro sta dimostrando di crederci fermamente in questa salvezza e ci aspettano dieci giornate di fuoco da qui al 10 maggio.

I PIU’…

Tiri liberi
20 su 24 dalla lunetta per la Vuelle, con il percorso netto di Ross e la freddezza di Wright e Musso nel finale. Dopo aver passato il girone d’andata all’ultimissimo posto nella speciale classifica, Pesaro è risalita fino al nono posto con un onesto 73%.

Anthony Myles
Torna ad essere un fattore, con 15 punti nel primo tempo e una ritrovata mano calda dalla linea dei 6,75, Pesaro recupera la sua guardia tiratrice e se ne sentiva veramente la mancanza.

Bernardo Musso
Dannoso fino al 25’, il capitano biancorosso si sblocca con due sue marchi di fabbrica (tripla e palla recuperata) e dal quel momento non sbaglia più un pallone, risultando fondamentale per portare a casa i due punti.

Palle perse
Roma ha sicuramente i suoi problemi da risolvere, ma Pesaro contribuisce alle 21 palle perse, con una difesa fastidiosa in grado di togliere dei punti di riferimento all’attacco romano, mentre quello biancorosso non si fa prendere dalla frenesia e rimane concentrato per buona parte del match, con soli otto palloni persi nei 40 minuti.

…E I MENO DELLA SFIDA ROMA – PESARO

Rimbalzi
Roma ne cattura 17 in più della Vuelle e recupera dal meno 11, grazie ad una marea di rimbalzi offensivi concessi da una difesa biancorossa troppo disattenta sul tagliafuori.

Tommaso Raspino
Non era la sua partita, perché con Roma che schierava quattro lunghi di ruolo era difficile per lui ritagliarsi il suo spazio, coach Paolini lo intuisce e gli concede solamente 8 minuti sul parquet.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Una domenica pomeriggio passata ad aspettare i risultati dagli altri parquet, con il bel servizio offerto dalla Legabasket che ti permette di seguire sul pc le immagini delle partite, anche se ancora c’è qualcosa da sistemare sulla tempistica con cui si trasmettono i match, alla fine sono arrivate buone notizie da Cremona con la Vanoli che tra mille difficoltà ha superato Caserta, lasciando la Pasta Reggia a 7 punti, 5 di distacco da Pesaro, mentre un’eroica Capo D’Orlando sbanca Avellino con soli sette giocatori, permettendo all’Upea di arrivare a quota 14 in attesa del vero e proprio spareggio che l’aspetta domenica prossima proprio a Caserta, mentre Varese (stessi punti della Vuelle) giocherà a Trento stasera nel posticipo. Una giornata che ha dimostrato che la lotta per non retrocedere andrà avanti fino all’ultimo turno, soprattutto perché in settimana Varese e Capo D’Orlando si muoveranno sul mercato, con i lombardi che hanno ingaggiato il finlandese Lehto e i siciliani che si apprestano a prendere due nuovi americani e, anche se Caserta non può fare più movimenti in entrata, ha un roster di buona qualità che darà filo da torcere a chiunque.

Ma Pesaro si muoverà anche lei o continuerà a giocare con soli 8 uomini, con Nicholas Crow che di fatto è inutilizzato da coach Paolini? Potrebbe essere la settimana giusta per l’ingaggio di David Brkic da Napoli, con il lungo italiano che domenica ha deciso di non scendere in campo, non avendo ancora ricevuto gli stipendi arretrati. Sarebbe un’operazione non impossibile da chiudere a livello economico perché, mancando solamente tre mesi alla fine della stagione, peserebbe in maniera relativa sulle casse biancorosse, anche se rimarrebbe da piazzare il contratto di Crow a qualche squadra di Legadue. Che alla Consultinvest serva un altro lungo è fuori discussione, non potendo sempre sperare nella buona sorte o nelle disgrazie altrui, servirebbe un pizzico di coraggio da parte della dirigenza biancorossa per affrontare l’ultimo terzo del campionato nella migliore condizione possibile, senza naturalmente snaturare il gruppo, ma semplicemente inserendo una pedina in più in un reparto che può contare su un solo lungo di ruolo (Judge), su un centro atipico come Lorant e sulla voglia (poca) di LaQuinton Ross di sbattersi dentro l’area.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano tramortisce Reggio Emilia con un primo tempo fantascientifico che il popolo del basket non ha potuto vedere su Raisport per il prolungamento della finale di coppa Italia di calcio a 5, ennesimo autogol di una Legabasket incapace di farsi rispettare. I campioni d’Italia giocano una partita superlativa contro la terza forza del campionato, finendo per vincere con il punteggio record di 118-68. Venezia resiste al secondo posto respingendo l’assalto di una Brindisi mai doma, mentre Sassari conferma il suo strepitoso stato di forma superando agevolmente Cantù. Cremona soffre fino all’ultimo possesso prima di conquistare i due punti casalinghi contro Caserta, mentre Bologna si aggiudica lo spareggio per l’ottavo posto battendo all’Unipol Arena la Giorgio Tesi Group Pistoia, prosegue la crisi della Sidigas Avellino, che nelle ultime otto partite ha vinto solamente a Pesaro e viene battuta a domicilio da una Capo D’Orlando in emergenza con soli sette uomini disponibili.

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