Cannabis terapeutica: dal principio attivo ai farmaci in circolazione

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3 marzo 2015

Cannabis terapeuticaAncora oggi vi è molta disinformazione riguardo l’utilizzo della cannabis terapeutica, da quali principi attivi viene ricavata, e come è possibile ottenere gli attuali farmaci in circolazione.

Innanzitutto vi è una profonda differenza tra i principi attivi utilizzati per uno scopo ricreativo rispetto a quelli impiegati per uno scopo medico. Si tratta infatti di due differenti principi: il THC, il quale se assunto in dosi elevate può condurre all’abuso, ma se invece viene dosato correttamente porta sollievo ai malati, ed il cannabidiolo, il quale possiede elevate proprietà antinfiammatorie e farmacologiche, e non sembra produrre effetti collaterali. Entrambi i principi vengono ricavati dai semi di cannabis, e coltivati in centri appositi, dove il THC viene dosato in maniera adeguata in modo da garantirne una maggiore tollerabilità. Questo principio attivo viene infatti utilizzato da parecchi anni per stimolare l’appetito, contro la nausea, per dare sollevio ai pazienti oncologici o con AIDS.

I farmaci cannabinoidi agiscono direttamente sui recettori nel cervello, prevenendo e combattendo le infiammazioni. Nei recettori CB1 si ostacola la eccitotossicità e si mantengono le funzioni cognitive, nei CB2 si tutela il cervello dalla infiammazione dei nervi generata dall’accumolo di placca.

Le patologie che hanno dimostrato un miglioramente attraverso l’assunzione di farmaci a basa cannabinoidea sono molteplici: sclerosi multipla, dolori neuropatici, Parkinson, Alzheimer, mielo-lesioni, ed artrite remautoide solo per citarne alcune.

I farmaci più famosi utilizzati sono il Bedrocan o il Sativex, uno spray orale, ad un costo di circa 40 euro per i primi dosaggi, e 750 euro per tre boccette. Il Sativex, secondo i recenti studi e test, sembra essere più efficace del placebo per combattere il dolore nei pazienti affetti da un cancro aggressivo al cervello.

L’utilizzo dei cannabinoidi è legittimo in tutte le regioni italiane, ma alcune di queste, tra cui le Marche, si fanno carico di tutti i costi, attraverso il Servizio Sanitario Regionale. Oltre alle Marche appunto, troviamo Veneto, Toscana, Liguria, Friuli, Puglia ed Abruzzo, ma anche altre regioni si stanno organizzando per uniformarsi alle altre.

Infine è importante chiarire che per ottenere i farmaci è necessario farne richiesta alla ASL competente, su richiesta scritta del proprio medico, la quale verrà poi approvata dal direttore generale e formalizzata la richiesta d’acquisto.

Articolo pubbliredazionale

Un commento to “Cannabis terapeutica: dal principio attivo ai farmaci in circolazione”

  1. Luca scrive:

    Il THC del bedrocan arriva oltre al 20%, un livello altissimo, controllate il sito ufficiale; se fosse così dannoso il farmaco a base di cannabis più diffuso al mondo non lo proporrebbero di certo così.
    La skunk, pericolosissima secondo le notizie di qualche settimana fa, arriva al 16% secondo i giornali.
    Basta disinformazione

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