Primarie, cammelli e dromedari. Considerazioni sulle primarie regionali del centrosinistra

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4 marzo 2015

Guido Formica

 

VALLEFOGLIA – Ceriscioli ha vinto le primarie.  Questo è il dato certo dell’esito delle primarie del 1^ di marzo nelle Marche. Non era né un risultato scontato né un risultato facile. L’analisi del voto, zona per zona, comune per comune, almeno nella realtà provinciale, ha dimostrato che, a parte l’enclave pesarese, Ceriscioli ha dovuto vincere contro il suo stesso partito. La dove la struttura del PD sembra, ribadisco sembra, più forte, dove sono più forti i portatori di voti e di preferenze (i cosiddetti “portatori d’acqua”), la sua candidatura è andata in sofferenza.

E non è comprensibile l’intervento di Oriano Giovannelli che parla di “truppe cammellate” a Pesaro, quando invece sottotraccia i gruppi dirigenti locali, mimando una finta neutralità, hanno invece fortemente spinto sull’autorevole nome di Pietro Marcolini.
Non saranno stati cammelli ma dromedari del deserto quasi certamente.

Le primarie non sono la soluzione a tutti i mali, non ci cambiano la vita ma possono aiutare la politica, ….se fatte bene, trasparenti e ben regolamentate. Perché sono l’unica piattaforma in cui si può fare un’opzione politica precisa, una scelta chiara. Un tempo in cui esistevano partiti autorevoli queste scelte potevano essere fatte all’interno dei “comitati centrali”. Scelte storiche, difficili e coraggiose. Oggi, in questo mondo completamente diverso, è ben difficile vedere una disquisizione sulle scelte strategiche e di campo. Oramai i “comitati centrali” sono stanze di compensazione di interessi elettorali, equilibri e garanzie. Praticamente al di fuori dell’interesse della politica.

Ma queste sono solo primarie. Interessanti e difficili saranno le “secondarie”, le elezioni regionali di Maggio. In cui i partiti del centrosinistra dovranno dimostrare la capacità di rispettare il risultato delle primarie (in questo senso l’articolo di Giovannelli sul Messaggero è proprio brutto), di captare anche il “piccolo” segnale di “correzione” di rotta politica rappresentato dalla vittoria di Ceriscioli, e soprattutto di fare i partiti politici sul serio, piuttosto che i garantisti dei posti di alcuni soliti noti ed insoliti ignoti.

L’altra sfida per Ceriscioli sarà capire come potrà influire sulle squadre elettorali ed esecutive di cui dovrà necessariamente dotarsi. Le liste dei partiti saranno farcite di figliastri politici? o di garanti di altrui posti se non del proprio? o di fedelissimi di corrente? o di persone esperte, meritevoli e competenti? La Regione Marche ha finito la legislatura ingloriosamente sul problema della sobrietà e dei posti assegnati. Sarebbe bene che ricominciasse non diciamo da zero ma almeno da tre, salvando le cose buone fatte (che ci sono) e buttando le brutte cose (che pure ci sono).

Ceriscioli, che non fa parte della tribù dei barbari che scendono ad Ancona per distruggere qualcosa, e che non è nemmeno un pericoloso rivoluzionario sovietico, rappresenta l’esperienza del buon governo dell’amministratore di una città e una rottura rispetto agli amministratori esclusivamente regionali e centralisti. In questo senso chiuderebbe un ciclo.
Chissà ….forse è la volta buona che si riesce a vincere la sfida dell’efficientamento di un ente che è sicuramente un fortino di esclusiva burocrazia ed a vincere la lotta contro la pigrizia dei territori che devono essi stessi, prima ancora di lamentarsi nei confronti del fortino, cominciare a produrre per primi innovazione.

Per Ceriscioli parte ora la sfida più dura, dalla composizione delle liste in cui bisogna garantire ..e i territori, e le anime, e le sensibilità …che sappiamo essere tutte scuse per il garantismo dei posti e dei finanziamenti territoriali, ecc. …. ma siccome la politica è anche alleanze politiche e sociali, è anche mediazione e negoziazione, ci auguriamo che questo compromesso sia il più possibile nobile e alto, altrimenti lo sforzo fin qui fatto risulterebbe vano.
E siccome Pesaro, e non solo Pesaro, vanta tradizioni di buon governo ed innovazione, ci aspettiamo che Ceriscioli continui su questa strada.

Buon lavoro, Sindaco delle Marche

 

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