Scuole chiuse al sabato per risparmiare, il Partito Comunista d’Italia attacca Tagliolini

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4 marzo 2015

Partito Comunista d’Italia- Federazione di Pesaro Urbino

PESARO – Il Partito Comunista d’Italia, sulla base di numerose segnalazioni di insegnanti, genitori e alunni residenti nella nostra Provincia, apprende con stupore e viva preoccupazione l’ipotesi, ventilata dagli amministratori della provincia di Pesaro Urbino, a cominciare dal presidente Tagliolini, di tenere chiuse le scuole il sabato mattina a partire dall’anno prossimo per esigenze di “risparmio economico”.

Il PCdI condanna nel modo più risoluto tali ipotesi sciagurate, che sarebbero catastrofiche per la didattica delle nostre Scuole e comporterebbero problemi gravissimi ai nostri studenti, i quali sarebbero costretti a spostarsi dalle loro sedi, spesso molto lontane, partendo e tornando a casa ad orari assurdi e improponibili.

Ancora una volta si cerca di fare “cassa” sulla pelle del mondo della Scuola, già duramente colpito dai tagli di questi ultimi anni, succedutisi dalla disastrosa controriforma Gelmini in poi.

Probabilmente il presidente Tagliolini ignora il fatto che gli studenti e gli insegnanti si spostano dalle loro sedi per decine di chilometri, soprattutto verso gli Istituti presenti solo in alcune città della nostra Provincia.

Particolarmente colpiti sarebbero gli Istituti Tecnici e quelli Professionali, spina dorsale dell’economia del nostro territorio, che hanno un orario settimanale che va dalle 32 alle 37 ore, le quali dovrebbero essere spalmate su 5 giorni. La didattica subirebbe un colpo tremendo e gli alunni non avrebbero neppure il tempo di svolgere i compiti pomeridiani.

Probabilmente il presidente Tagliolini non è a conoscenza del fatto che che molti alunni arrivano nelle nostre scuole da altre province (Rimini, Arezzo, o dalla Repubblica di San Marino) e le nostre scuole perderebbero tutti gli iscritti provenienti dalle sedi lontane, a tutto svantaggio dell’immagine, del prestigio e della capacità di attrazione che la nostra Provincia ha verso esterno.

E’ inaccettabile che si voglia ancora una volta risparmiare sulle spalle della Scuola Pubblica, che i Comunisti hanno sempre difeso e continueranno a difendere strenuamente, e ancora più inaccettabile è che questo si realizzi senza il consenso e il necessario confronto con le scuole, i docenti, gli alunni e le famiglie.

Il presidente della Provincia, non eletto dai cittadini, ma nominato in quella carica da forze politiche solo parzialmente rappresentative del corpo elettorale, non può pensare di scaricare problemi di bilancio del suo ente sulla Scuola Pubblica; farebbe meglio piuttosto a chiedere spiegazioni di tali difficoltà di bilancio agli amministratori e alle forze politiche che lo hanno amministrato negli ultimi 5 anni. Il presidente Tagliolini se la prenda col Presidente del Consiglio Matteo Renzi, per i tagli agli enti locali e la dissennata riforma delle province che il suo partito, il PD, hanno sostenuto e approvato.

Il Partito Comunista d’Italia continuerà a sostenere in tutte le sedi la battaglia della Scuola Pubblica contro lo svilimento a cui essa è sottoposta, sia da parte dagli enti locali, che da parte del governo centrale.

 

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